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(Specialmente) se siete tifosi del Milan o della Roma, vi sarà sfuggito ben poco di uno dei laterali destri brasiliani più determinanti dell’era moderna. Né Maicon né Dani Alves, che abbiamo visto rispettivamente nella Milano nerazzurra e nella Torino bianconera: parliamo di Marcos Evangelista de Moraes, meglio noto come Cafu. Ecco a voi 6 curiosità che (forse) non sapete sul Pendolino.

Se siete tifosi del Real Madrid o dell’Inter, potreste aver provato invidia per le rivali di sempre, rispettivamente dal 2003 al 2008 e dal 2008 al 2011. Il motivo è presto spiegato: il Barcellona ed il Milan dominavano? Sì, ma non sempre. Avevano maggiore appeal tra i tifosi? Sì, ma non è detto che non lo abbiate avuto anche voi. Il motivo è uno dei fantasisti più forti della storia del gioco: Ronaldo de Assis Moreira, per tutti coloro che amano il pallone semplicemente Ronaldinho.

Vi siete mai chiesti se quel ragazzo di nome Marty e quello stravagante scienziato di nome Emmett avessero una passione per il pallone? Non potremmo mai saperlo, a meno che non ci offrano un giro sulla loro macchina del tempo. La cintura è allacciata, la DeLorean sta per partire; inizia il viaggio nelle prestazioni migliori delle Riserve di Lusso: ecco a voi Riserva al Futuro.

Era forte quell’Atalanta, eccome se era forte. Era la prima pietra posta per la costruzione di un progetto a lunga durata, che oggi si traduce in “ottavi di Champions League”. Parte del merito va ad uno dei classici esterni gasperiniani, un ragazzo capace di alternare la fase offensiva alla transizione difensiva come pochi altri in Italia: in quella stagione è una delle grandi rivelazioni del campionato, in cui segna 8 reti e serve 4 assist. Il suo nome? Andrea Conti.

In queste settimane molto travagliate per la sponda rossonera di Milano, sta passando in sordina un argomento molto scottante: mentre infatti tutti sono concentrati sull’esonero di Giampaolo e l’arrivo del nuovo tecnico Pioli, entrambe le presidenze stanno spingendo sempre di più il comune di Milano a dare il via libera per il nuovo stadio. Ma abbiamo davvero bisogno di un “San Siro 2.0”?

Siamo a Cordova, nella leggendaria plaza de toros. È il 5 ottobre del 1879 e si sta svolgendo un duello: da una parte Rafael Molina Sánchez, lo storico torero che prese il nome di Lagartijo, e dall’altra Murciélago, uno dei tori più leggendari di sempre. In quella domenica riuscì a sopravvivere a 90 colpi di spada del torero, che fu costretto a risparmiarlo data la volontà della folla. Ma non vi ricorda proprio niente il nome di quel toro?

Tempo e rimpianto. Due concetti che scandiscono la vita dell’uomo. Distanti ma vicini. Diversi ma così uguali. Il secondo deriva, in un certo senso, dal primo come risultato di un cocktail fatto di indecisione, scelte sbagliate e sfortuna. Tempo e rimpianto. Del primo ne hai un tremendo bisogno, del secondo vorresti decisamente farne a meno. Entrare nell’infinito tunnel dei “se” e dei “ma”, infatti, bolla l’uomo come incompiuto, debole o sfortunato, aggettivi e sentenze che nessuno vorrebbe vedere accostato alla sua persona. Tempo e rimpianto. Due concetti che Alexandre Pato conosce bene, odia e detesta con tutto il cuore.

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