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SLIDING DOORS

Quando Antonio Nocerino conquistò Milano

Alcuni studi di psicologia inglesi hanno dimostrato che esiste una sindrome che si potrebbe chiamare “dell’ultimo minuto”. Essa descrive tutte quelle azioni che vengono svolte allo scadere del tempo, il giorno prima della data di scadenza, una volta che l’ora X è già passata. Lo studio dimostra anche che ci sono delle personalità-tipo che sono tipiche dell’atteggiamento di rimandare fino all’estremo. Fanno così gli adrenalinici – lavoro bene se sono sotto stress – , i perfezionisti – faccio le cose alla fine perché devo curare tutto al dettaglio – , oppure ancora il multitasker – svolgo mille cose insieme e le completo tutte al tempo limite.

Chissà se i dirigenti del Milan rientravano in una di queste macro categorie quando acquistarono il nuovo centrocampista nell’estate del 2011 appena l’ultimo giorno di calciomercato. A giudizio dei tifosi rossoneri però la società non fu né adrenalinica né perfezionista, anzi, si accontentò di un Antonio Nocerino qualunque in mancanza di alternative.

E così il centrocampista del Palermo fu un tal nessuno. Uno sconosciuto che già prima di scendere in campo ed esordire con la maglia del Diavolo aveva già deluso. La rosa del Milan vantava giocatori di livello internazionale, e il calciatore napoletano acquistato in extremis appariva come una toppa mezza sdrucita messa su un vestito di pregiata stoffa veneziana. Nocerino però impiego poco tempo per far cambiare idea agli spettatori e oggi si parla della sua prima stagione al Milan come di un caso eccezionale di riscatto. Suo complice fu certamente Ibrahimovic, capace di formare con lui una coppia vincente da doppia cifra: lo Sliding Doors di Antonio Nocerino.

Dai primi calci alla Serie A

Il 9 aprile di trentasei anni fa veniva alla luce Antonio Nocerino. Siamo a Napoli e più precisamente nella zona di Pallonetto di Santa Lucia, alle pendici di Pizzofalcone. È già primavera e in certi giorni d’aprile sembra già estate. Spesso però il clima della Napoli degli anni Ottanta aveva poco sole e poca luce. La storia partenopea ci insegna che tra gli anni Settanta e gli anni Novanta, Napoli ha vissuto probabilmente uno dei punti più bui della sua storia, almeno dal punto di vista sociale. Da poco era nata la Nuova Camorra Organizzata per mano di Raffaele Cutolo, Napoli viveva in una tensione continua tra violenza e stralci di vita normale, e pochi mesi dopo la nascita di Antonio tra le strade della città sarebbe stato ammazzato Giancarlo Siani.

Quegli stralci di vita normale però esistevano e resistevano. E un’immagine, se si vuole iconica, della vita nonostante tutto, è quella dei bambini che rincorrono un pallone tra l’asfalto e i vicoli stretti con le case scalcinate. Tra quelli ci fu presto anche Antonio, che ebbe la fortuna di avere un papà allenatore. All’età di 5 anni infatti, Nocerino figlio era già in una squadra di quartiere, aveva una casacca e una ragione per correre e cercare di fare gol. Era l’estate di Italia ’90, una benedizione per tutti quei bambini che davanti alla televisione potevano vedere concretizzato dove sarebbero potuti arrivare.

Antonio Nocerino era bravo. Migliorò sempre di più. Fino a quando attirò le attenzioni di una delle squadre più forti della penisola: la Juventus. Qui, infatti, nella Torino di fine anni Novanta, iniziò il suo percorso nelle giovanili. L’esordio in Serie B arrivò poi con la maglia dell’Avellino. La Vecchia Signora, però, detentrice ancora di metà del suo cartellino, lo riscatterà interamente nell’estate del 2007. Dopo seguirono varie esperienze al Genoa, Catanzaro, Crotone, Messina (finalmente in Serie A) e il Piacenza di Iachini. Nella squadra emiliana Nocerino fece particolarmente bene, con 6 reti in 37 presenze. E nella Juventus, in cui rimase per la stagione 2007-2008 dette il suo notevole contributo alla squadra, anche se smise di essere utilizzato con continuità dopo l’arrivo di Mohamed Sissoko.

Antonio Nocerino con i compagni della Juventus
Nocerino in campo con la maglia della Juventus (Foto: Imago Images – OneFootball)

100 volte rosanero

Nella primavera del 2008 riposavano due carte sul tavolo delle operazioni di mercato tra i rosanero di Palermo e i bianconeri della Mole. Su una c’era il volto di Antonio Nocerino, che cercava di compiere altri step nella sua carriera crescente ma moderata. Sull’altra quello di Amauri. L’operazione si concluse con lo scambio dei due calciatori, e così il centrocampista napoletano fece le valigie e approdò nell’isola sicula.

Gli anni di Palermo sono stati per Nocerino un toccasana. Qui poteva avere centralità e l’adrenalina di giocare tornei più importanti di quelli che finora aveva calcato. Sul contratto si leggono quattro anni di accordi e Nocerino in questo tempo ha accompagnato la squadra nella sua crescita. Nelle prime due stagioni nella squadra della sponda ovest della Sicilia, il centrocampista partì come titolare, ma nel corso del campionato divenne riserva. Andò meglio nella stagione 2010/2011, quando Antonio Nocerino giocò anche qualche partita preliminare di Europa League e divenne un punto fermo della squadra. Da giocatore più utilizzato inoltre, toccò il numero di 100 partite in Serie A con i rosanero, nell’anno in cui il Palermo finì la stagione in ottava posizione.

Il centrocampista festeggia la vittoria del Palermo sul Milan nella semifinale di Coppa Italia 2010/11
Nocerino nella vittoria del Palermo sul Milan per 2-1 in Coppa Italia ( Foto: Gribaudi/Imago Images – OneFootball)

Tra Nocerino e la società siciliana c’era quindi una sorta di simbiosi che il giocatore non aveva mai trovato con altre squadre. Ma il contratto stava comunque per scadere, e quel giocatore forse meritava di più. Il mercato però non gli portò grandi pretendenti, anche se qualcosa, a più di 1000 km di distanza stava succedendo. Negli uffici di Via Turati a Milano, infatti, dove ancora si trovava la sede dell’A.C. Milan, al tavolo Adriano Galliani mescolava molte carte, ma nessuna sembrava avere un valore adatto alla rosa rossonera.

Si arriva così al 31 agosto e di neo-milanisti ci sono Mexes, Aquilani ed El Shaarawy. Massimiliano Allegri per la sua squadra aveva bisogno di un nome in più. Il mercato sarebbe finito il giorno seguente e allo scadere del tempo, forse vittima della sindrome da ultimo minuto, il Milan annuncia: Antonio Nocerino arriverà a Milano per 500 mila euro.

Lo Sliding Doors di Antonio Nocerino

La cifra è già esplicativa. E già sembrava inadeguata al posto vacante lasciato al centrocampo. Pirlo, l’ormai l’ex registra, aveva preferito la Juventus e la sua assenza pesava nonostante fosse da tempo messo ai margini del progetto. Il Milan aveva appena vinto il campionato e si poteva augurare una certa continuità con Allegri e i suoi schemi. Si cercava quindi un uomo chiave, un giocatore che potesse dirigere il gioco, magari alternandosi ad Aquilani, per stare alle spalle di Ibrahimovic, Inzaghi, Pato, Robinho o Cassano.

Le voci fatte durante i mesi estivi di Hamsik o Fabregas alla fine si sono affievolite fino a diventare un sussulto poco rumoroso. Il sedicente “Mister X” che poteva riconfermare i neocampioni d’Italia adesso era Antonio Nocerino. E a Milano nessuno è felice. Si respirano scetticismo e sfiducia.

E invece no. Bastò davvero poco per far ricredere i tifosi. Secondo il contratto sono previsti cinque anni con la maglia rossonera. L’esordio arriva il 9 settembre contro la Lazio, quando con la maglia numero 22 subentra ad Aquilani. Il primo gol arrivò invece il 15 ottobre a San Siro. Questo dette fondamento alla teoria della legge dell’ex: la sua prima conclusione milanese infatti, arrivò proprio contro il Palermo, e contribuì al 3-0 finale rifilato ai siciliani.

Da lì, Antonio Nocerino si è sbloccato. Ha tolto il freno e ha saputo insediarsi in quella rosa fortissima, con i giocatori tra i più forti in circolazione. Se dovessimo parlare di uno Sliding Doors sarebbe l’intera stagione a dover essere presa in esame. Ma certamente il giorno X è stato forse quello della sua prestazione contro il Parma. Era il 26 ottobre del 2011. Si giocava a Milano. Allegri lo schiera titolare dal primo minuto nel suo 4-3-1-2.

Minuto 30′: Ibra crossa dalla sinistra, il Parma pasticcia. Nocerino trova la palla e anticipa l’uscita del portiere crociato. Arriva il suo secondo gol in Serie A. La curva esplode.

Minuto 32′: ancora non ci si è tolti dalla testa l’immagine del vantaggio di qualche istante prima. Qui il centrocampista dà una vera lezione a tutti quanti. La sua conclusione dal limite dell’area è perfetta. Si infila all’incrocio del sette. Nocerino ha appena firmato la sua prima doppietta rossonera.

Minuto 91′: siamo sul 3-1 per i milanesi, che a forza di tiri nello specchio e intuizioni si sono mangiati gli emiliani. A segnare il terzo gol è stato l’attaccante svedese. Ma adesso è di nuovo il turno del centrocampista napoletano. Questa volta la rete arriva da un colpo di testa su assist di Cassano. È tripletta. Il pallone portato a casa. Forse tutti si stanno rendendo conto di chi è davvero il famigerato Mister X.

Nocerino, fortuna e sacrificio

Da allora in poi, Antonio Nocerino non ebbe più bisogno di presentazioni. La curva iniziava a inserire il suo nome tra i cori da stadio. E presto divenne un piccolo eroe. Tra il modulo disegnato da Allegri e la fisicità calamitica di Zlatan Ibrahimovic, Nocerino rimaneva spesso scoperto alle spalle dell’attaccante. E qui aveva la possibilità di giocare, dirigere, crossare, passare, fare gol. Sempre rimanendo nella sua posizione, e spesso sacrificandosi per aiutare gli attaccanti, Antonio Nocerino a fine ottobre, dopo soltanto due mesi di tempo trascorsi tra le fila del Milan, era andato a segno quattro volte in nove presenze. Numeri importanti per un centrocampista.

E infatti sta proprio qui la chiave del successo inaspettato in quella stagione. Nocerino segnava e sembrava quasi avere il fiuto del gol come certi centravanti. Era come se la palla diventasse stregata e fosse attratta dai suoi piedi. Antonio Nocerino infatti continuò a segnare e concluse la stagione con undici gol, dieci in Serie A e uno in Champions League contro il Barcellona. Numeri incredibili per un giocatore considerato tutto sommato mediocre.

Io non sono stato un giocatore delle qualità di Seedorf o di Ronaldinho, però ho lasciato il segno con i miei valori, con il mio modo di essere. È bello perché vuol dire che con il mio lavoro le persone si ricordano anche di me oltre che dei grandi campioni. 

In una recente intervista svolta da Carlo Pellegatti, Antonio Nocerino ha confessato dettagli sul suo passato rossonero, soprattutto parlando del rapporto quasi complementare che ha avuto con i grandi campioni. La domanda intorno alla quale si potrebbe discutere di più infatti, potrebbe essere: ci sarebbe stato questo Nocerino senza la forza motrice di quell‘Ibrahimovic? In realtà, poco importa.

Antonio Nocerino e Ibrahimovic festeggiano un gol con la maglia del Milan
Antonio Nocerino e Zlatan Ibrahimovic, gemelli del gol (Foto: Imago Images – Onefootball)

Dati i super meriti all’attaccante infatti, chiamato “Cristo” data la sua capacità di far resuscitare i morti (in questo caso calcisticamente parlando), c’è da tenere conto che la fortuna avuta da Nocerino nella sua stagione magica, non ha fatto tutto da sola. Sacrificio e determinazione erano infatti le scritte che portava tra il numero di maglia sulla schiena.

La coppia Ibra-Noce diventò infatti una delle più prolifiche nei campionati europei, con 38 gol. E la cosa impressionante era che questa coppia non era formata da due punte, ma da un attaccante del peso dello svedese e da un mediano difensivo. Se è vero però che Nocerino è cresciuto grazie a Ibrahimovic, è anche vero che il centrocampista ha ricevuto “soltanto” tre assist da lui. Ed è andato in gol anche senza la sua presenza in campo. La rete nella partita del gol di Muntari contro la Juventus, infatti, porta la firma del napoletano. Un gol pesantissimo nella sfida segnata dal clamoroso errore arbitrale a discapito dei rossoneri, in uno scontro diretto ai vertici della classifica.

Una stagione di gloria

La stagione 2011/2012 di Antonio Nocerino al Milan fu unica. Tanto bastò per renderlo uno dei giocatori a cui i tifosi rossoneri sono più affezionati. La sua umiltà e il suo atteggiamento da “dietro le quinte” ma con l’energia di sorprendere quando meno ci si aspetta, lo hanno fatto amare anche da chi prima si divertiva a canzonarlo per la cifra irrisoria con cui era stato acquistato.

Dopo questa stagione, tanti dei grandi campioni del Milan lasciarono la squadra e furono ceduti. Il Milan si posizionò secondo in classifica dietro la Juventus di Conte. Sembrava che stesse per tramontare un periodo fruttuoso per i rossoneri. Antonio Nocerino rimase fino al 2014, per poi andare in prestito in Premier League e poi di nuovo in Italia al Torino e al Parma. Finendo la carriera al Benevento, non decise però di abbandonare il calcio giocato. Ma passò dalla parte della panchina, dall’altra parte dell’oceano. Dopo aver trascorso una stagione da giocatore all’Orlando City infatti, lo scorso anno ha iniziato ad allenare nella città della Florida l’Under-17 e l’Under-15.

Antonio Nocerino indossa la maglia del Benevento
Nocerino nel 2018 ho collezionato 6 presenze con il Benevento (Foto: Gerardo Cafaro/Imago Images – OneFootball)

A fargli da sfondo ci sono le palme mosse dal vento della costa sud orientale americana. Da quando ha iniziato a calciare il pallone, Antonio Nocerino ha cambiato tante squadre da nord a sud dell’Italia. Adesso ha cambiato addirittura sponda d’Oceano. Chissà se da allenatore riuscirà a rivivere una stagione di gloria, come la prima tra gli artigli del Diavolo.

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