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Greta Magazzini

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Alcuni studi di psicologia inglesi hanno dimostrato che esiste una sindrome che si potrebbe chiamare “dell’ultimo minuto”. Essa descrive tutte quelle azioni che vengono svolte allo scadere del tempo, il giorno prima della data di scadenza, una volta che l’ora X è già passata. Lo studio dimostra anche che ci sono delle personalità-tipo che sono tipiche dell’atteggiamento di rimandare fino all’estremo. Fanno così gli adrenalinici – lavoro bene se sono sotto stress – , i perfezionisti – faccio le cose alla fine perché devo curare tutto al dettaglio – , oppure ancora il multitasker – svolgo mille cose insieme e le completo tutte al tempo limite.

Chissà se i dirigenti del Milan rientravano in una di queste macro categorie quando acquistarono il nuovo centrocampista nell’estate del 2011 appena l’ultimo giorno di calciomercato. A giudizio dei tifosi rossoneri però la società non fu né adrenalinica né perfezionista, anzi, si accontentò di un Antonio Nocerino qualunque in mancanza di alternative.

Per raggiungere la prossima meta del viaggio tra le città italiane sarà necessario addentrarsi nella vasta e umida Pianura Padana. Dalla provincia di Modena poi, spunterà Sassuolo. Nel luogo in cui la zona pianeggiante incontra le colline, infatti, si trova la cittadina da poco più di 40 mila abitanti, Sasôl, dove si incontrano i sapori del paesino di provincia con i flussi del mercato internazionale della ceramica.

Il Sassuolo femminile è stato protagonista nel corso delle ultime stagioni di una stimolante crescita. In campionato, infatti, sta tenendo il passo a Juventus e Milan, rispettivamente prima e seconda in classifica. Ma quello che più salta all’occhio è l’interessante campagna acquisti che la società neroverde ha organizzato negli ultimi anni. Tra i nuovi arrivi nelle fila del Sassuolo, ad esempio, c’è Nicole Lauria. Portiere classe ’99, Nicole ha alle spalle molti anni in maglia Bologna, e anche le convocazioni in Nazionale Under17 e Under19.

Quante storie si dipanano dal groviglio dei Mondiali del 1982. Un evento seguito da tutto il mondo, e un calcio che sembrava più autentico. Meno riflettori e più poesia, forse. E la gioia esplosa nella notte di Madrid, quando l’Italia diventò campione del mondo per la terza volta nella sua storia. Il Paese si sentiva invincibile e in cima al mondo, più su dell’Argentina, del Brasile e dell’Europa intera. E là c’eravamo davvero. Sopra a tutto e a tutti. Quale storia scegliere? A quale romantica avventura dare spazio? Stiamo parlando di svolte e di momenti decisivi. Del suggestivo “cosa sarebbe successo se” e di tutto il mistero che un tempo verbale come il condizionale si porta dietro. E quindi tra le mille storie di Spagna 82, c’è quella di un giovane Giuseppe Bergomi.

Nell’Italia di oggi fatta di isole e di confini difficili da varcare, noi continuiamo a portarvi in giro per le città del calcio. Dopo la tappa nella Roma magistrale, risaliamo verso nord e ci fermiamo a Parma. L’ex ducato signorile dell’Emilia-Romagna, culla di sapori e sorgente di musica, cinema e letteratura, vanta la società del Parma Calcio, che – rifondata dopo i continui fallimenti – sembra aver ritrovato oggi una nuova stabilità. Grazie ai frammenti di storia dei crociati, potremo così percorrere strade e piazze di quella che ad oggi è la Capitale italiana della Cultura.

Non c’è una data, non c’è una partita. Non c’è un’azione e nemmeno una singola parata. C’è invece per lui un intero Mondiale. Keylor Navas arriva alla Coppa del Mondo del 2014 in Brasile come il portiere più forte della Liga, ma la Costa Rica non è una delle favorite per la vittoria. E nemmeno per arrivare ai piani alti della competizione. Grazie (anche) a lui, invece, la squadra potrà sognare di stare lassù tra i migliori del mondo.

Il 20 aprile del 2010 è una data simbolo per tutti i tifosi interisti. Quella sera di primavera, infatti, è ricordata per l’impresa a dir poco titanica che i ragazzi di Mourinho realizzarono a San Siro. Era la partita di andata della semifinale di Champions League e i nerazzurri sconfissero per 3-1 i mostri sacri del calcio europeo, il Barcellona di Pep Guardiola. In quella melodia europea con la chiave di violino puntata sul Meazza, però, una nota stonata colpì l’atmosfera. Si tratta della sfuriata di Mario Balotelli, la sua prima grande balotellata, l’incipit della sua storia di “cattivo ragazzo“.

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