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CALCIO ITALIANO

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Le prime sette giornate di campionato si sono concluse, e complice la pausa per le nazionali, abbiamo adesso il tempo di assimilare le prime prestazioni dei nuovi volti del nostro campionato: Lukaku, Rebic, Ribery e compagnia bella. Ed è proprio grazie a questi nomi, che più di qualcuno ha inneggiato a un grande ritorno ai vecchi tempi del nostro campionato. Ma è davvero così, o forse in realtà stiamo diventando la nuova Cina?

9 agosto 2019: nella Genova rossoblù è festa grande. Finalmente Preziosi acquista un top player, e che top player! Direttamente dal total football cruijffiano di Erik ten Hag arriva un danese dai piedi fatati, il Tarantino del centrocampo dell’Ajax da sogno della passata stagione: Lasse Schöne è arrivato sotto la Lanterna e non vede l’ora di iniziare a girare il film genoano candidato all’Oscar per miglior sorpresa dell’anno.

Due panchine saltatate nel giro di tre giorni. È questo il – pessimo – bilancio alla fine del settimo turno di Serie A, che quando riprenderà via, dovrà fare a meno di due tecnici: Eusebio Di Francesco e al 99,9% anche di Marco Giampaolo. Se per il primo infatti la notizia dell’esonero è ormai ufficiale, per il secondo la situazione equivale a quella di due separati in casa: la società rossonera ha fatto pubblicamente sapere di essere alla ricerca di un nuovo tecnico (tanto che si sono avviati i contatti con Spalletti e Pioli), ma Giampaolo per ora è ancora al suo posto, solamente in attesa di essere spodestato dopo i pessimi risultati. E non è finita qui, perché ci sono anche altri nomi che rischiano di “lasciarci le penne”: Andreazzoli per il Genoa e Semplici per la Spal sono infatti i nomi più quotati per il “toto-allenatori”. Ma esonerare è davvero la mossa giusta?

Coppa che vai, e(o)rrore che trovi: se pensavamo che la rubrica “Chiacchiere da b(v)ar” potesse rimanere ancorata alla nostra Serie A e ai suoi arbitri italiani, beh, ci sbagliavamo di grosso. Ieri sera infatti, l’Inter di Conte al Camp Nou ha disputato una partita fantastica, dominando in scioltezza i primi quarantacinque minuti, e lasciando qualche spazio in più nel secondo tempo: spazi che una squadra come quella di Ernesto Valverde può trasformare in oro grazie a un esecutore d’eccezione come Suarez. Sua è stata la doppietta che ha piegato immeritatamente i nerazzurri che escono dallo stadio delusi per la sconfitta ma con la consapevolezza dei propri mezzi. Peccato però che ieri sera, le cose sarebbero potute andare in maniera diversa se non fosse stato per un errore clamoroso dell’arbitro Damir Skomina.

Una decisione senza sens(i)o

Siamo al minuto 55° della gara: Handanovic e compagni sono ancora in vantaggio, ma il Barcellona sta crescendo, iniziando a diventare pericoloso. Ad attaccare però adesso è l’Inter, con Sensi che si ritrova a rincorrere un pallone in area di rigore: il centrocampista si avventa su di esso, ma ecco che piomba in anticipo anche Arthur, che però prima di toccare il pallone prende il piede di Sensi. L’interista si lascia un po’ andare, ma il contatto necessario al calcio di rigore c’è tutto. A non pensarla come noi però è Skomina, che talmente scuro della sua decisione, decide di non andare nemmeno a rivedere le immagini. Errore grossolano per un arbitro di fama internazionale, che salvo risultati favorevoli all’Inter, potrebbe avere sulla coscienza l’eliminazione dei nerazzurri, che con un ipotetico 0-2, difficilmente avrebbero perso. Mentre noi tutti dovremmo continuare a crederci perché diamine questa Var non venga usata in ogni occasione.

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