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CALCIO ITALIANO

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In Italia, falliscono in media otto società all’anno. Come ultimi esempi a testimonianza di una statistica di cui proprio non possiamo vantarci, ci sono Palermo, Foggia, Parma, Siena, Bari, Cesena e Latina, anche se la lista sarebbe ancora molto lunga. Invece di trovare una soluzione a un problema che sta diventando davvero enorme, ai piani alti le priorità sono ben altre, come ad esempio “esportare la Serie A” nel mondo.

Succede tutto così in fretta. Succede che a circa 1500 kilometri di distanza avvengano contemporaneamente due disfatte, in un giovedì sera che improvvisamente assume un retrogusto d’amarezza e nervosismo. È successo, meglio dirla così: quel presente sa troppo d’abituale, mentre sulle due sponde del Tevere si augurano che l’incubo non si ripresenti più, perlomeno non con queste modalità.

È sabato pomeriggio. Roma è invasa dal traffico, molte, troppe macchine che si incanalano verso lo Stadio Olimpico: “Daje, te movi che gioca la Magica?”. Cerchi una delle solite scorciatoie per evitare l’ingorgo e le innumerevoli buche, ormai scolpite sulle strade della capitale come fossero leggi nella costituzione. Senti già i cori della Sud, dalla radio ti hanno comunicato da tempo l’1-0 firmato Zaniolo, ma ancora non sei riuscito ad accedere alla tua seconda casa, a quell’arena giallorossa che ha sempre trovato posto nel tuo cuore e nei tuoi pensieri. Poi, più o meno alle 15:30, vieni bloccato: un vigile ti sbarra la strada, ma non ha la classica divisa d’ordinanza. Ha una maglia blu scuro, il ciuffo ordinato e due guantoni alle mani. È l’incubo di molti avversari, quel vigile di Udine.

Chissà cosa deve aver pensato Kevin Agudelo al suo ingresso in campo in Genoa-Brescia. Tensione, eccitazione, paura: mille emozioni che corrono nella testa di un debuttante in Serie A. E che coraggio, Thiago Motta: sotto con una neopromossa in casa, buttare nella mischia una new entry per il campionato italiano senza ripensamenti. Alla fine, però, n’è valsa la pena: gol del colombiano e sostituzione che diventa cruciale. Ma non pensate mica che sia finita qui, vero?

Dopo quello di Marco Giampaolo, esonerato dalla panchina del Milan a favore di Stefano Pioli, è arrivato un altro esonero: stiamo parlando di Aurelio Andreazzoli, appena sollevato dall’incarico di allenatore del Genoa, dopo aver raccolto solamente cinque punti in otto partite. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata appena qualche giorno fa, nella umiliante sconfitta per cinque a uno contro il Parma. Ora al posto dell’allenatore ex Empoli, è stato già annunciato l’esordiente – almeno per quanto riguarda il ruolo manageriale – Thiago Motta, peraltro ex giocatore del Genoa. L’unica cosa utile al grifone però, sarebbe quella di essere lasciato al proprio destino.

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