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CALCIO ITALIANO

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In America, sia nella NBA, che nella NFL o MLB, a fine stagione è abitudine decretare un “most valuable player” del campionato appena terminato, un come si suol dire oltre oceano, un MVP. Giornali del settore e testate giornalistiche online, aprono un vero e proprio processo mediatico per arrivare a un verdetto, abitudine che da tempo è arrivata anche in Inghilterra, nella Premier League e da appena un anno nella nostra amata Serie A. Così ci siamo chiesti: e se dovessimo sceglierlo noi un MVP del campionato?

Vi hanno fatto gioire, vi hanno regalato forti emozioni, in alcuni casi vi hanno portato alla vittoria al Fantacalcio. Non è stato semplice scegliere i migliori perché sono tanti i giocatori i quali si sono contraddistinti in questa stagione ma, dopo un’intesa e dolorosa scrematura, siamo riusciti nella grande impresa. Questa Top 11 può piacere oppure far storcere il naso ad alcuni fantallenatori che avrebbero preferito vedere altri elementi: in campo, come dicono gli allenatori, ci possono andare solo 11 giocatori ed è stata veramente dura tagliare un paio di calciatori che avrebbero meritato di entrare ma non ce l’hanno fatta per un pelo. Ecco a voi la Top 11 Fantacalcio Stagione 2018-19.

Ma perché li ho comprati all’asta iniziale? Cosa avevo in mente? Purtroppo capitano le annate storte dove i giocatori che sulla carta erano tra i migliori, acquistati col sudore della fronte sgomitando con i componenti della propria Lega, si rivelano delle cocenti delusioni. In questa Flop 11, troverete coloro che vi hanno gettato nello sconforto e che hanno reso il vostro Fantacalcio un autentico inferno.

2 aprile 1513. È un sabato, un sabato storico. Un 53enne spagnolo, Juan Ponce de León, dopo aver passato la vita in mare, mette i piedi sulla terraferma, ed è subito un gesto epocale; il condottiero nato nel 1460 a Santervás de Campos, vicino all’odierna Valladolid, diveniva il primo esploratore europeo ad aver messo piede negli Stati Uniti continentali, in Florida.

Storia già sentita, voi direte: il classico spagnolo che tra il ‘400 ed il ‘500 si mette ad esplorare territori sconosciuti, sulla scia di Colombo. No, non è così banale.

Un’altra stagione è giunta al termine, e con essa sono arrivati anche i verdetti individuali, ovvero quali sono stati i migliori giocatori tra campionato, coppa e supercoppa. Samir Handanovic per  il premio di “miglior portiere”, Kalidou Koulibaly per quello di “miglior difensore”, Milinkovic-Savic per il “miglior centrocampista”, Fabio Quagliarella come “miglior attaccante” e Cristiano Ronaldo come MVP della competizione. Sui social i tifosi si sono dichiarati tutti unanimemente d’accordo, tranne che per un voto: quello del centrocampista serbo. Ma il suo è davvero un trofeo immeritato?

Jugoslavia: nata per unire, morta per dividere. È così, non c’è definizione migliore per descrivere lo Stato nato alla fine della prima guerra mondiale e venuto a disgregarsi alla fine del XX secolo. Alla fine della Grande Guerra, che aveva visto l’Impero Austro-ungarico tra le file dei vinti, svariate personalità della scena politica e letteraria slava, da serbi a croati passando per gli sloveni, spinsero per l’indipendenza dei loro territori dagli austroungarici. Fu in questo modo che nacque la Jugoslavia, lo Stato simbolo della rivincita slava.

Se Divock Origi, come vi abbiamo già raccontato , rappresenta alla perfezione lo status di “riserva di lusso”, Joaquìn Correa può rappresentare alla perfezione quello della riserva (di lusso) che diventa un titolare (di lusso). Per compiere tale salto Correa impiegherà molto tempo e occasioni, rischiando anche di fallire una volta per tutte, ma procediamo con ordine.