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Venuto da lontano, amato da vicino: è la parabola di Heung-min Son, tedesco (prima) e londinese (poi) d’adozione, ma nato nel capoluogo della provincia sudcoreana del Gangwon, Chuncheon. Lo conoscete, no? Beh, indubbiamente non sarà complesso associare un numero 7 e dei tratti somatici dell’Estremo Oriente all’idolo del tifosi degli Spurs; queste 7 (e quante, altrimenti?) curiosità, però, potrebbero non aver mai stanziato nella vostra anticamera del cervello. Che aspettate, 갑시다! O meglio, andiamo!

Vola il tempo quando ci si diverte, Josè: sono già 57, tocca festeggiare! Certo, avremmo potuto organizzarti una festa a sorpresa con cena portoghese annessa, ma abbiamo preferito fare gli eccentrici: tu li conosci questi aneddoti sul tuo passato, ma in molti ne sono all’oscuro. Buttiamoci in queste 8 (come le squadre che ha allenato) curiosità sullo Special One Josè Mourinho.

È il 3 novembre 2019. È il giorno del match di Premier League Everton – Tottenham. Giunto il minuto 79° il giocatore dell’Everton André Gomes subisce un infortunio terribile a causa di uno scontro di gioco con Son Heung-min: frattura scomposta di gamba e caviglia destra. Diagnosi impietosa. Episodi che non vorremmo mai vedere nel mondo del calcio e dello sport in generale.

Resisi tutti conto dell’accaduto succede l’impensabile: mani ai capelli, cartellini gialli diventati rossi, disperazione, pianti. Fa specie soprattutto il pianto di un giovane ragazzo sudcoreano, Son Heung-min appunto, che dopo aver realizzato la gravità della situazione si allontana e scoppia in un pianto interminabile. Sì, perché è lui il responsabile dell’infortunio di André Gomes, chiaramente senza volerlo. Così, disperato ed incredulo, esce dal campo di gioco, espulso, in lacrime.

Palleggiare: un’azione immortale, che passa nel corso dei millenni. Con molta immaginazione, possiamo vedere perfettamente nella nostra mente un Uomo di Neanderthal che palleggia con una palla di foglie accartocciate una sulle altre. Oppure, spostandoci ad epoche più affini alle nostre, ci immaginiamo Renzo, che tra una peripezia e l’altra nel suo tortuoso percorso verso il matrimonio con Lucia, inizia a palleggiare sulle sponde del Lago di Como. C’è un piccolo ragazzo biondo che palleggia, nel 1991: è a Zara, in Croazia, rifugiato nell’Hotel Kolovare. In mezzo ai palloni, però, gli capita di palleggiare anche con delle bombe, che piovono dal cielo sopra di lui.

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