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Nicola Lozupone

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È il 1 luglio 2022, data di inizio ufficiale della nuova stagione calcistica: il Marsiglia è reduce da una stagione con Jorge Sampaoli in panchina chiusa al secondo posto, un risultato che ha permesso all’Olympique di tornare nella fase a gironi della Champions League. Gli anni che hanno preceduto questo risultato sono stati molto complicati per la formazione provenzale, con continui cambi al vertice societario ed una situazione economica tutt’altro che florida.

È dal giorno in cui lui stesso annunciò a tutti che lasciava il suo incarico nello staff della Nazionale di Roberto Mancini che ho iniziato a fare i conti con la possibilità che stessimo per perdere definitivamente Gianluca Vialli. Per questo ho iniziato a pensare cosa raccontare, perché la storia e la carriera di Gianluca Vialli è piena di avvenimenti e situazioni straordinarie, ma soprattutto Gianluca Vialli è stato il nostro Virgilio che ci spiegava con le sue gesta dentro e fuori dal campo i cambiamenti del mondo del calcio.

Siamo alle battute finali di Manchester City-Borussia Dortmund, partita valevole per la seconda giornata della fase a gironi della Champions League; la partita è ferma sull’ 1-1 dopo che il Dortmund era passato in vantaggio e letto perfettamente le trame di gioco della squadra di Guardiola. Sullo sviluppo di un’altra azione statica della squadra inglese, Cancelo con una trivela mette in mezzo all’area un pallone molto alto che sembra destinato sul fondo; ma a correggere la traiettoria ci pensa il giocatore con la maglia numero 9 del City che con un gesto acrobatico difficilissimo da spiegare riesce a depositarlo in rete.

Il significato etimologico di Napoli deriva dal greco Nea-Polis, ossia città nuova; la storia della città campana si basa sul cambiamento e la storia ha visto passare dai campi Flegrei i romani, i bizantini, i saraceni, i normanni e gli aragonesi. Grazie a questo la città ha più volte cambiato faccia ma mantenendo intatto il proprio pregresso, creando un’alchimia ben visibile nelle strade e nella cultura che questa città ci regala.

Dallo scorso marzo, ossia dal momento in cui il goal di Trajkovski ci ha estromesso per la seconda volta consecutiva dai Mondiali, si è tornato a parlare di come il movimento calcistico italiano sia arretrato e non più in grado di generare giocatori di prima fascia. Oltre alle lamentele non si sono viste grande soluzioni all’orizzonte, e, dato che non siamo un paese adatto a delle rivoluzioni in qualsiasi campo, allora forse converrebbe cercare nel breve periodo soluzioni ragionevoli che possano quanto meno ridare una certa credibilità tecnica al nostro calcio.

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