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Dopo l’ennesimo gol dal dischetto con la maglia della nazionale, Jorginho e compagni sono stati ricevuti al Vaticano e proprio in quell’occasione è arrivata una stretta di mano che ha fatto impazzire i social. Per i tifosi del Chelsea non c’è dubbio: deve essere lui il rigorista fisso dei Blues d’ora in poi, Jorginho “rigorista di Dio” e benedetto da papa Bergoglio. La loro petizione non può passare inosservata dalle parti di Stanford Bridge. Lampard è all’angolo, ma magari vedendo i numeri dell’italo-brasiliano si convincerà…  

Marchio di fabbrica

Riavvolgiamo il nastro fino a sabato scorso, 12 Ottobre, e spostiamoci allo Stadio Olimpico di Roma. Contro una Grecia in crisi l’Italia ha il match point per qualificarsi a EURO 2020, ma la partita è bloccata e gli azzurri faticano a trovare spazi. Al minuto 63’ ecco l’occasione giusta: Mpouchalakīs ferma con il braccio un tiro di Lorenzo Insigne, sarà calcio di rigore! A prendersi la responsabilità è Jorginho. Solita rincorsa, saltello e portiere spiazzato. Gli uomini di Mancini ce l’hanno fatta, sono finalmente avanti. Vinceranno quella partita 2-0, rimanendo a punteggio pieno nel girone e staccando il pass per la fase finale dei prossimi campionati europei.

Jorginho - Riserva di Lusso

Torniamo ad oggi e concentriamoci sui numeri di Jorginho. Dal dischetto è una sentenza: l’unico errore nell’arco dei tempi regolamentari risale al 26 Novembre 2017, quando vestiva la maglia del Napoli e alla Dacia Arena di Udine Simone Scuffet respingeva il suo piattone (per la cronaca, lo stesso Jorginho aveva poi ribadito in rete firmando il gol vittoria). Per il resto 15 penalty vincenti tra Hellas Verona, Napoli, Chelsea e Italia. Impressionante.

In realtà Scuffet non è l’unico portiere ad aver ipnotizzato lo specialista: l’ultima finale di Carabao Cup tra Chelsea e Manchester City si è prolungata fino alla lotteria dei rigori, dove Ederson ha parato i tiri di David Luiz e lo stesso Jorginho.

Mai togliere il pallone a Jorginho

Se l’arbitro comanda un rigore e Jorginho è in campo con te, sai cosa fare: dagli quella palla! Tutti lo sanno, tranne Ross Barkley; o meglio, forse lo sa ma preferisce fare di testa sua. Nella giornata d’esordio della Champions League 2019/20, con il Chelsea sotto 0-1 in casa contro il Valencia e un rigore a favore appena concesso dopo l’on field review, il 25enne inglese ha deciso che quella volta l’ex-Napoli avrebbe dovuto farsi da parte: sarebbe stato lui l’eroe dei tifosi. Peccato che il suo destro sia finito sulla traversa. Triplice fischio, sconfitta e fischi scroscianti. C’è chi lo chiama karma. Chissà se avrà imparato la lezione…

Ross Barkley & Jorginho - Riserva di Lusso

Nel post partita Frank Lampard ha voluto zittire le polemiche confermando Barkley come rigorista della squadra:

E’ lui il rigorista. Lo è dalla pre-season e ne aveva già segnati un paio. La storia è facile.

Ma se il ragazzo di Liverpool ha avuto questo compito dal giorno zero, perché sia in Supercoppa UEFA che in Premier League dagli undici metri si era sempre presentato Jorginho? Qualcosa non torna Frank… 

Se da un rigore dipendesse il futuro dell’umanità, non c’è capriccio che tenga: sarebbe Jorginho a calciarlo. D’altronde ha stretto la mano de Dios, ci salverà.

 

Shop riserva di lusso

In un anonimo venerdì di fine agosto 1992, a Praga, due connazionali si incontrano, pronti a non condividere più l’appartenenza allo stessa nazione nel periodo più breve possibile. I due uomini sono lo slovacco Vladimir Meciar ed il ceco Vaclav Klaus, i due capi di governo nello Stato Federale della Cecoslovacchia; 126 giorni dopo nascono la Repubblica Ceca e la Slovacchia, pronte a rinascere dopo il cupo XX secolo del Vecchio Continente.

Nella vita di un genitore un qualcosa del genere sarà sicuramente capitato: passi con il tuo primogenito davanti ad una vetrina piena di giocattoli e non puoi far altro che varcare quella porta. “Papà, papà, voglio l’ultima edizione dei Transformers! Ti prego!”, con annessa faccia disperata e coperta da fiumi di lacrime: che fai papà, non lo accontenti il figliolo? Prendete questo esempio e provate ad immaginare a due scambi di persona: il ruolo del genitore viene interpretato da Massimo Moratti, mentre l’odioso (per molti non solo in quest’occasione) bambino è Josè Mourinho. Nessun negozio di giocattoli, è il cocente Appiano Gentile dell’estate 2008.

Sarà successo a tutti, almeno una volta nella vita: un pomeriggio torrido, sotto il sole cocente di metà agosto, non hai voglia di fare molto. Morale della favola, rovini i piani dei tuoi amici, che quel giorno volevano passare il proprio tempo libero nell’oratorio del paese. Vieni catalogato come il guastafeste, ma tu, semplicemente, non avevi voglia di morire di caldo: sei “atipico”, questo sì. Semmai dovessero leggere queste righe, siamo certi che gli amici di Christian Pulisic potrebbero rispecchiarsi alla perfezione nella situazione appena citata.

Dev’essere stato strano passare dalle mani del saggio sciamano Rafiki alle direttive di Arrigo Sacchi in così poco tempo. Ok, aspettate: forse stiamo confondendo le idee.. Il fatto è che le differenze sono irrisorie: hanno entrambi il ruolo di leader del branco, hanno un’elevata velocità ma allo stesso tempo sono molto fisici ed entrambi azzannano le prede avversarie. Ruud è un po’ come Simba: con quella criniera poi..

Quante volte vi è capitato sentir dire “ma che modi strani che hanno questi musulmani”? Certo, pregare cinque volte al giorno o digiunare per buona parte delle giornate nell’arco di un mese sono abitudini neanche lontanamente vicine alla cultura dei popoli occidentali. Capita di vedere islamici nelle ore più calde del giorno prendere un tappetino, rivolgersi verso la Kaʿba (il luogo sacro dell’islam) e pregare. Pregano, pregano e pregano, ovunque: nei parchi, nei cantieri, in centro città, ad Anfield. Sì, un musulmano prega anche ad Anfield.

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