fbpx
Autore

Lorenzo Masi

Ricerca

In Argentina il talento calcistico, inteso come estro e capacità mistica di cambiare il corso delle cose, è sempre stato un qualcosa di democratico. I migliori calciatori dell’Albiceleste hanno sempre rappresentato, in maniera fedele, i tanti volti e le provincie del paese sudamericano. Ciò che invece si è sempre rivelato meno democratico è il potere calcistico, inteso come capacità sportiva, economica, sociale e politica per potersi affermare in maniera importante e vincere titoli.

Nella città di Granada, splendore e bellezza sono un aspetto palesemente visibile ogni giorno: le testimonianze arabe e ciò che la dominazione di Muhammad ibn Nasr ha lasciato al capoluogo andaluso lo hanno reso, negli anni, una pietra miliare del turismo mondiale. Che sia per la particolarità e per le pendenze dei suoi quartieri più storici o per lo strabiliante panorama visibile alle pendici della Sierra Nevada, i granadini, discendenti di quelli che un tempo si facevano chiamare Nasridi, sanno di poter stupire il mondo.

La cittadina cilena di La Cisterna e quella palestinese di Ramallah distano più di 13.000 chilometri: da una parte, un sobborgo di una capitale un tempo fiore all’occhiello di tutto il Sud America, dall’altra una città sui monti della Giudea, spesso terra di conflitti mai realmente terminati. Ciò che divide i due agglomerati sono 19 ore di volo, numerosi scali e differenti contesti socio-economici, culturali e politici. Nonostante tali differenze, La Cisterna e Ramallah costituiscono la base di una delle compagini più uniche, e talvolta controverse, di tutto il panorama calcistico mondiale: il Club Deportivo Palestino. Una società nata sì in Cile, ma con un legame che da più di 80 anni si stringe attorno alla sua terra d’origine, la Palestina. Diventando, nel corso del tempo, la rappresentazione massima di una cultura e di un’appartenenza etnica che ne fanno uno dei club più tifati nel mondo arabo.

23 Luglio 2019: Alessandro Diamanti lascia l’Italia per firmare con il Western United, in Australia. A 35 anni, per l’ex Livorno sarà l’inizio di una delle storie d’amore più belle tra un calciatore straniero ed il suo paese ospitante. Perché Alino, sfruttando un’indole schietta e genuina fuori dal campo ed un estro innato al suo interno per cercare di far crescere il mondo del calcio, comprenderà sin da subito ciò che l’Australia necessitava. Creando poi un rapporto talmente mutuale con il paese ed il movimento che lo ha condotto a diventare un’icona pop a queste latitudini. Permettendo al calcio australiano di migliorarsi in qualità, motivazioni e competitività. Perché, citando lo stesso Diamanti, “ogni match del campionato australiano diventi unico ed importante”.

A pochi giorni da un’importantissima sfida contro il PSV Eindhoven, abbiamo fatto due chiacchiere con Dario Del Fabro, difensore dell’ADO Den Haag in prestito dalla Juventus. Il nativo di Alghero, con una giovane e ricca carriera piena di esperienze europee, ci ha parlato di quali sfide siano il motore per il percorso di un 25enne. Ma anche di come conoscere, vivere e respirare le diverse culture in cui ha vissuto siano stati aspetti chiave per il suo lavoro, assieme alla passione ed al sacrificio quotidiano che gli hanno permesso di costruirsi un percorso anche al di fuori dei nostri confini e della sua amata Sardegna. E se in Scozia dicevano di “non poter mai andar oltre Del Fabro”, con il canto “It’s magic you know, you’ll never past Del Fabro!” che i tifosi gli riservavano, noi ci proviamo con quest’intervista.

È il 27 settembre 2011 ed un sorprendente Trabzonspor affronta la sua prima storica fase a gironi di UEFA Champions League. Nella prima uscita casalinga, all’Hüseyin Avni Aker, arrivano i campioni di Francia del Lille di Rudi Garcia. A bordo campo, a fare il raccattapalle ed ammirare con stupore i suoi idoli, c’è un ragazzino locale che milita nelle giovanili del club. Si chiama Yusuf Yazici, ha 15 anni e non saprà ancora che queste due compagini rappresenteranno un pezzo importante della sua carriera calcistica.

A 300 km dalla capitale Buenos Aires, la città di Rosario viene etichettata, da anni, come centro focale e fulcro del mondo del calcio. La capitale della provincia di Santa Fe è diventata famosa negli anni, grazie a calciatori ed allenatori che hanno fatto la fortuna di questo sport. Situata sulle sponde del fiume Paranà, Rosario è considerata uno dei capoluoghi più vivaci di tutto il paese. Come quasi tutta l’Argentina, anche qui il dualismo calcistico è una cosa seria: in questo caso, parliamo di quello tra Newell’s Old Boys e Club Atlético Rosario Central.

Dopo lo sfogo sui social di quasi quattro anni fa, in un video in cui rivendicava tempo di gioco quando militava nel Paris Saint-Germain, la carriera di Hatem Ben Arfa appariva in fase calante. Il ragazzo di Clamart era giunto a Parigi dopo una straordinaria annata nel Nizza, quella in cui tutta la Francia, a suon di dribbling e giocate fantasmagoriche, si rese conto di aver ritrovato il suo figliol prodigo.

Top