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Lorenzo Masi

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Dopo lo sfogo sui social di quasi quattro anni fa, in un video in cui rivendicava tempo di gioco quando militava nel Paris Saint-Germain, la carriera di Hatem Ben Arfa appariva in fase calante. Il ragazzo di Clamart era giunto a Parigi dopo una straordinaria annata nel Nizza, quella in cui tutta la Francia, a suon di dribbling e giocate fantasmagoriche, si rese conto di aver ritrovato il suo figliol prodigo.

Siamo nel 2002: Darío Ismael Benedetto ha 12 anni e sta giocando la finale dei Juegos Nacionales Evita, una prestigiosa competizione giovanile. Veste la maglia delle giovanili dell’Independiente, colosso del calcio argentino. Il torneo si svolge a Berazategui, città della provincia di Buenos Aires a metà strada fra la capitale e La Plata, a pochi chilometri dalla sua casa di El Pato, un piccolo agglomerato agricolo di settemila abitanti.

In nove anni e mezzo, dal double di Ligue 1 e Coppa di Francia nel 2010/2011 ad oggi, il Lille Olympique Sporting Club ha affrontato una miriade di fasi. Il LOSC, nel tempo, è diventato sinonimo di stabilità ed importanza, in una regione in cui le altre compagini venivano meno. Successivamente, dopo gli anni d’oro ed i trofei, Les Dogues (i mastini), hanno dovuto cambiare pelle per adattarsi alle più moderne società calcistiche pur restando un club dalla forte identità popolare del nord della Francia. Riuscendo a tornare, in questi anni, sul palcoscenico europeo, grazie al lavoro ed alla sapienza dei suoi dirigenti.

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