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Stefano Masini

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Chi è Kelvin Yeboah?“, “Il nipote di Tony fa gol per gli azzurri“, “Kelvin Yeboah, da sconosciuto a nuovo bomber dell’Italia“…
Dopo l’esordio con l’U21 di Paolo Nicolato, il nome di Kelvin Yeboah è diventato di tendenza: ne hanno parlato tutti i portali d’informazione, come fosse una sorpresa vederlo vestire la maglia azzurra. In realtà Yeboah non si è mai nascosto. Che noi guardavamo altrove è un altro discorso.

In Italia, da qualche anno a questa parte, funziona così: appena un giovane talento fa capolino dalla Primavera viene additato come “il nuovo ...” o “la reincarnazione di …“, finendo per creare aspettative troppo gravose per chiunque che poi, alle prime difficoltà, si divorano il ragazzo e la sua reputazione. Quello che spesso si ignora è che i talenti vanno coltivati. Ci vuole tempo. Quanto? Vorrebbe tanto saperlo anche Sebastiano Esposito.

Arshavin è stato uno dei più grandi talenti passati per l’Arsenal e non dirò mai che è stato un flop. Ce ne sono stati di giocatori strapagati, anche molto più di lui, che se ne sono andati senza dimostrare niente. Andrey invece ha segnato e ha dato tutto sé stesso per questa squadra. Tutto tranne la corsa, è vero, quello non lo faceva neanche quando Wenger gli urlava contro.

C’erano tutti i presupposti per vedere finalmente l’Atalanta sollevare un trofeo, coronare anni e anni di lavoro e mettere la ciliegina sulla torta che Gian Piero Gasperini ha saputo assemblare magistralmente. E invece la ciliegina è finita su quella che più che un dolce sembrava un pasticcio, la Juventus di Andrea Pirlo. Il Maestro ne ha di motivi per brindare: ha conquistato la Coppa Italia, lo ha fatto nel giorno del suo 42° compleanno e ha messo a tacere – almeno momentaneamente – le critiche sul suo conto.

Da tre stagioni a questa parte, il Lecce è a bordo di una montagna russa: prima la promozione in massima serie, poi il ritorno in Serie B e ora di nuovo in lotta per riprendersi la A. Non c’è tempo da perdere e il presidente Sticchi Damiani ha deciso di fare la sua parte in sede di mercato. Tra gli acquisti estivi c’è stato anche Pablo Rodriguez, rimasto fin troppo tempo nell’ombra.

Chi si ricorda gli addii al Barcellona di Xavi e Iniesta? Siamo abituati a vedere il Camp Nou stracolmo di gente in occasione dell’ultima partita di campioni del genere. Per Carles Puyol non è stato così. Era la stagione 2013/2014, quella del Tata Martino, e il centrale continuava ad avere problemi fisici. Giocò quelli che non sapeva essere i suoi ultimi novanta minuti in una serata di inizio marzo di fronte ad appena (si fa per dire) 58 mila spettatori, segnando anche un gol nel 4-1 all’Almeria.

Quando l’Ajax aveva fatto sapere che sarebbe stato molto difficile trovare un accordo per il rinnovo, Paolo Maldini aveva iniziato a fiutare il colpo a parametro zero. Il suo Milan, però, è stato anticipato dal RB Lipsia: l’attaccante classe 2002 Brian Brobbey ha firmato un contratto quadriennale con il club tedesco. Ma chi è Brobbey? Perché Nagelsmann ha esplicitamente fatto il suo nome alla dirigenza?

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