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Andrea Codega

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La pausa Nazionali appena conclusasi è stata una nuova occasione per apprezzare e ammirare il contesto tecnico-tattico costruito da Roberto Mancini, in poco meno di tre anni, con l’Italia. A meno di tre mesi dall’inizio dell’Europeo, ci sono una serie di innumerevoli motivi per essere fiduciosi sul cammino azzurro nella competizione: da quando si è seduto sulla panchina italiana, il CT è riuscito in poco tempo a innestare dei principi di gioco ben chiari e riconoscibili nella truppa azzurra, che è variata piuttosto frequentemente nel corso di questo triennio.

L’assenza di Domenico Berardi contro la Juventus nella sfida consumatasi due giorni fa allo Juventus Stadium – un fatto ovviamente influenzato da contingenze esterne, ma non essendo la prima volta è un avvenimento sempre “chiacchierato” sui social – non può che fungere da momento perfetto per parlare del nativo di Cariati e della sua carriera. Anzi, specifichiamo: della carriera di Berardi e della crescita del Sassuolo fin dal primo anno in Serie A della squadra neroverde, targato 2013/2014.

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