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Le prime sette giornate di campionato si sono concluse, e complice la pausa per le nazionali, abbiamo adesso il tempo di assimilare le prime prestazioni dei nuovi volti del nostro campionato: Lukaku, Rebic, Ribery e compagnia bella. Ed è proprio grazie a questi nomi, che più di qualcuno ha inneggiato a un grande ritorno ai vecchi tempi del nostro campionato. Ma è davvero così, o forse in realtà stiamo diventando la nuova Cina?

Ultimo, caotico, giorno di calciomercato. E potrebbe essere uno dei più movimentati degli ultimi anni. La difficoltà nel cedere, di cui abbiamo parlato più volte, ha condizionato pesantemente le settimane precedenti, costringendo le società ad aspettare il lunedì più bollente dell’estate: il 2 settembre. Con l’attenzione di un falco e la pazienza di un Condor, non Galliani, i direttori hanno sfiancato i loro “avversari” portandoli a cedere proprio sul più bello. Sono già diversi i nuovi e i prossimi arrivi, con Roma e Milan scatenate: Kalinic, Rebic e Mkhitaryan

Se non ve ne foste accorti da soli, e sarebbe un problema, la Serie A è tornata. Tutto tornerà alla normalità, rientrando nella routine che tanto amiamo e disprezziamo allo stesso tempo. Tra countdown televisivi, raffiche di notifiche sui telefonini e (pseudo)maestri del fantacalcio intenti a spacciarti i loro segreti per diventare milionari, possiamo concordare su tre punti: l’estate sta finendo, il calciomercato fino a settembre è una forzatura e il caso Icardi sta durando più del governo. Ma poco importa, torna il campionato…

…E lo fa alla grande, con due botti di mercato che vanno a rimescolare le carte in tavola: Franck Ribery e Hirving Lozano. Fiorentina e Napoli aggiungono due top alla già lunga schiera, aumentando la competitività e l’appeal all’estero. Siamo in crescita e questo è un bene, ora rimane da modernizzare le strutture per avvicinarsi al top europeo e mondiale: Inghilterra e Spagna.

Il countdown è agli sgoccioli, la clessidra sta per versare l’ultimo granello di sabbia e tutta Europa potrà respirare nuovamente calcio. Un infinito e stancante conto alla rovescia che si scontra con il desiderio delle società di non far finire più la sessione: l’eterna lotta tra preda e predatore si potrarrà fino alla mezzanotte del 2 settembre, quando i club saranno costretti a tirare le somme. Da una parte i DS che fiutano lo sconto e l’occasione, dall’altra quelli costretti a vendere cercando di limitare i danni.

La settimana di calciomercato tramonta, il grande calcio sorge. Si parte con la magia e l’imprevidibilità della Premier dove Liverpool e City riprendono subito il testa a testa mozzafiato. Nove gol segnati, tridenti caldi e tanto spettacolo. Al via anche la Ligue 1 che ci conferma le sensazioni avute in questi ultimi frenetici giorni: Neymar non convocato e sul mercato, con (presumibilmente) Real e Barça in pole position.

Per la Serie A tenete duro, ci separano ancora 14 interminabili giorni al Day One. L’attesa è tanta, la voglia di mettersi in gioco anche. E se in Europa si spendono fior di milioni per la tecnica e la bellezza, nello stivale si delinea una filosofia coerente per tante squadre: garra, garra, garra, garra e fiscità. Per correttezza, quindi, vi proponiamo tre nomi che non potrebbero essere più in linea con quanto appena detto.

L’atroce e sfiancante caldo di questi giorni è stato l’inevitabile biglietto di benvenuto ad uno dei mesi più caldi dell’estate: Agosto. L’ottavo mese dell’anno è coincidenza ricca di eventi: l’inizio delle vacanze per alcuni, il rientro per altri ma soprattutto, calcisticamente parlando, il ritorno del calcio giocato. Agosto, tuttavia, è un periodo atteso e vagheggiato soprattutto in sede di calciomercato.

Prime uscite stagionali per le big d’Italia e per i rispettivi, nuovi, allenatori: Sarri e Conte, subito agli opposti. Dal bianco al blu, dalla ricerca del bel gioco all’estremizzazione della pragmaticità con una sola cosa in comune…la difficoltà nel disputare buone partite in questa nuova edizione dell’ICC. La noia regna suprema, le emozioni vengono soffocante dall’umidità orientale e la partita si risolve grazie a un autogol e a un tiro deviato.

Il tempo scorre incessante, i ritiri proseguono e le grandi d’Europa si imbarcano per dare il via alle tournèe oltre oceano. Mentre Agosto si avvicina e gli appassionati si sfregano le mani, il Torino si appresta ad intraprendere il cammino che lo condurrà ai gironi d’Europa League: primo sfidante il Debrecen. Una preparazione iniziata con qualche giorno d’anticipo, uno Zaza ritrovato e una squadra pressochè identica allo scorso anno. I granata sono un caso sui generis, un gruppo che sembra voler confermare quanto di buono fatto, dando continuità sia al progetto che alla rosa a disposizione. Magari un acquisto verrà perfezionato durante il calciomercato, ma si sa “squadra che vince, non si cambia“.

Di settimana, in settimana. Sempre con voi per raccontarvi il calciomercato. La nostra rubrica prosegue, mentre arrivano al capolinea le ferie dei calciatori. Dal mare si passa alla fresca brezza della montagna, dai cocktail a macinare chilometri, dalle camicie di lino ai completini da gioco. Luglio è un mese cruciale, una “primavera” in cui rinascere, preparare la stagione e lavorare sulla condizione fisica.

Se i giocatori e lo staff tornano in campo, i dirigenti non si sono mai riposati. Telefoni bollenti, esuberi da sistemare e allenatori da accontentare: l’estate, per loro, è sempre infernale.

Vale la pena bramare ardentemente l’arrivo dell’estate per cinque giorni di vacanza? Il sole, il mare, le feste, le hit estive e, soprattutto, il caldo estenuante. Ti godi le ferie altrui passate tra barche, acque cristalline e posti extra-lusso, chiudi Instagram e metti il telefono in tasca. Alzi lo sguardo e ti ricordi di essere in un tram pieno di gente, dove nessuno balla reggaeton in costume. In un clima da foresta amazzonica, dribbli colpi di tosse e persone e, tra sudate e sudori, tra odori poco gradevoli e camminate sotto il sole condite dal calore dell’asfalto, arrivi a lavoro/università. L’unica gioia è rappresentata dal lento oscillare del ventilatore che solletica la schiena, donando una frazione di secondo di freschezza. Come se non bastasse i grandi campionati sono fermi, il fantacalcio è concluso (probabilmente in malo modo) e la TV offre frivoli varietà difficilmente guardabili.

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