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CALCIO ESTERO UCL

Atletico Madrid-Manchester United: trasformazione o restaurazione?

Atletico Madrid-Manchester United ha una genesi a dir poco unica. Lo scorso 13 dicembre la UEFA andò incontro ad una delle più grandi figuracce a livello planetario e l’Atletico Madrid fu la squadra che scoperchiò il grande pasticcio, dopo che il sorteggio le aveva messo di fronte il Bayern Monaco di Nagelsmann all’interno di una serie di opzioni che includevano il Liverpool, squadra che i colchoneros avevano affrontato già nel girone eliminatorio. Le immagini non lasciano scampo ai funzionari dell’UEFA, il sorteggio è tutto da rifare.

Primo piano del segretario UEFA Marchetti
I tentativi di scarico della responsabilità da parte del segretario dell’UEFA Giorgio Marchetti sono apparsi come una toppa peggiore del danno. (Foto: Fabrice COFFRINI/ AFP via Getty Images – One Football).

Il secondo sorteggio scorre via questa volta in maniera regolare, e per l’Atletico Madrid arriva l’accoppiamento con il Manchester United. Una chiamata decisamente più abbordabile sulla carta rispetto al primo sorteggio e che in quel momento fece storcere il naso a molti appassionati.

Per il tipo di calcio che entrambe le squadre avevano proposto fino a quel punto della stagione, il rischio era quello di vedere un doppio confronto molto bloccato e con poche emozioni.

Ed invece, a due mesi di distanza da quel sorteggio, le due compagini si trovano nel mezzo di un tentativo di smuovere le acque stantie del loro modo di giocare, un percorso sta costando molto in termini di risultati, ma che rischia di rendere Atletico Madrid-Manchester United un doppio confronto molto più divertente rispetto a quanto preconizzato in precedenza.

Il redde rationem tra l’Atletico Madrid ed il Cholismo 

È ormai passato un decennio da quando Pablo Simeone ha raccolto l’eredità di Gregorio Manzano sulla panchina dell’Atletico Madrid, da quel momento abbiamo sempre identificato i colchoneros come una squadra forte, granitica e tatticamente legata ad un’incrollabile fede verso il 4-4-2.

Gli anni dal 2014 al 2016 erano stati quelli della contrapposizione dogmatica tra il controllo del gioco mediante il pallone teorizzato e praticato da Guardiola ed il controllo degli spazi voluto dal tecnico argentino, un duello strategico che vide il proprio acume nella doppia semifinale della Champions 2015-2016 tra l’Atletico ed il Bayern Monaco.

Diego Pablo Simeone in panchina nelle gare precedenti Atletico Madrid-Manchester United
La finale di Milano nel 2016 è stato forse il punto più alto della gestione Simeone, Atletico Madrid-Manchester United potrebbe rappresentare, invece, il suo capolinea. (Foto: PIERRE-PHILIPPE MARCOU/AFP via Getty Images – One Football).

Quella volta il cholismo riuscì ad avere la meglio sul calcio posizionale di Pep, ma a sei anni di distanza l’idea di calcio del tecnico catalano si è sviluppata al punto da essere diventata dominante in Europa, mentre il calcio del Cholo comincia ad essere oggetto di ripensamenti anche da parte del proprio inventore.

L’Atletico che si è sviluppato in questi anni e che andrà a sfidare lo United è una squadra con una pelle decisamente diversa da quella dei primi anni di questo ciclo: in riva al Manzanarre sono arrivati giocatori del calibro di Joao Felix, Angelito Correa e Luis Suarez, a cui quest’anno si sono aggiunti Rodrigo De Paul e Matheus Cunha. Tutta gente che ama giocare il pallone e, soprattutto, ama farlo in zone avanzate del campo. Per completare il quadro, la presenza in rosa di giocatori di grande duttilità come Thomas Lemar, Marcos Llorente e Mario Hermoso, hanno convinto Simeone a rivedere la propria blueprint tattica e cercare di trasformare l’anima della sua squadra in una versione più offensiva.

Marcos Llorente che qui esulta, sarà tra le chiavi di Atletico Madrid-Manchester United
L’irreale stagione di Marcos Llorente lo scorso anni ha trascinato l’Atletico al secondo titolo dell’era Simeone e potrebbe essere la più grande minaccia per i Red Devils in questo Atletico Madrid-Manchester United (Foto: PIERRE-PHILIPPE MARCOU/AFP via Getty Images – One Football).

Il cambio è visibile nei fatti, con un Atletico Madrid che gioca di più la palla, costruisce più gioco ed in maniera più varia. Tuttavia, non tutto sta filando liscio, questa trasformazione, evidentemente, richiede più tempo di quanto preventivato, per questo ci tocca vedere un Atletico che cambia più volte schieramento in campo, un po’ come se Simeone si trovi in mezzo ad un guado dal quale non sa se provare ad uscire facendo un passo in avanti o tornando indietro al suo amato 4-4-2.

Conseguenza di questa situazione sono le tante partite di questa stagione dei Colchoneros oggetto di montagne russe emotive, con grandi rimonte effettuate o sfiorate, oppure subite, insomma tutto l’opposto di quel senso di stabilità (e, spesso, di noia) che pervadeva i match disputati da Koke e compagni.

Indicativo delle difficoltà dell’Atletico in questa stagione è il dato dei numeri difensivi, con una squadra che ha perso quell’impermeabilità che l’ha resa così identitaria in questi anni, valori che sono totalmente crollati a causa di un insieme di concause date da un minor equilibrio della squadra in campo, fino a giungere alle prestazioni sempre meno convincenti di Jan Oblak in porta, un enorme punto di forza dell’Atleti nelle ultime stagioni.

Oblak PSxG

I dati relativi ai post-shots expected goals (fonte: FbRef/StatsBomb), ossia la probabilità che un tiro possa portare al goal in base a dove il tiro è diretto (e non da dove è partito, base degli expected goals), mostrano un crollo nelle prestazioni del portiere sloveno che, dopo stagioni in cui ha più volte salvato miracolosamente la propria porta, quest’anno sembra aver perso quella reattività che lo ha reso uno dei migliori interpreti al mondo.

Come giocherà l’Atletico Madrid contro lo United?

Questa continua difficoltà nel trovare l’assetto più equilibrato sul terreno di gioco da parte dell’Atleti si sta riverberando anche sul modo in cui la squadra scende in campo. Ad ogni partita Simeone sceglie infatti sempre uno schieramento diverso in campo alternando il 4-4-2 con il 3-5-2 che lo scorso anno è valso il successo nella Liga.

Il mercato invernale sembra suggerire un ritorno del Cholo al suo amato schema di base, con l’acquisto di due giocatori come Wass e Reinildo, pronti ad essere utilizzati come terzini classici senza far ricorso a sistemi ibridi, come quello che vede Hermoso scivolare da laterale sinistro di una difesa a tre a terzino a seconda della fase di gioco.

Il ritorno al passato potrebbe aver avuto inizio nel secondo tempo della partita di Barcellona, quando la squadra di Xavi era avanti di tre reti e mostrava di poter disporre della squadra madrilena in ogni modo. Con il ritorno al 4-4-2 la squadra è sembrata come raccogliere un nuovo stimolo dal proprio allenatore, recuperando quella compattezza e quella voglia di aggredire l’avversario, con la differenza che questo avviene alcuni metri più avanti rispetto alle versioni storiche del Cholismo. Non è un caso che nelle ultime tre partite il tecnico argentino abbia dato continuità a questo schieramento.

Per questo motivo vedremo l’Atletico affrontare lo United restaurando il suo modulo di base, con gli unici dubbi relativi alla scelta degli interpreti: per mantenere un certo equilibrio potremmo vedere Kondogbia a centrocampo qualora Llorente venga schierato come terzino destro, mentre toccherebbe a De Paul giocare in mezzo qualora l’ex Espanyol venga spostato all’ala destra con Wass schierato terzino destro. In avanti ci sarà imbarazzo della scelta, con Correa e Cunha che si giocheranno il posto accanto a Suarez, mentre Lemar dovrebbe avere la sua casella a sinistra assicurata a meno che non gli venga preferito Carrasco come accaduto nell’ultima trasferta di Pamplona.

Lo schieramento visto nella partita inopinatamente persa contro il Levante una settimana fa ha, invece, mostrato ancora diverse difficoltà nella scelta degli uomini – De Paul confinato in una strana posizione di ala destra per fare un esempio – in cui hanno continuato ad emergere le difficoltà dell’ex giocatore di Inter e Lazio a trovare uno schieramento in grado di dare continuità alle prestazioni della squadra, una difficoltà che per la prima volta ha fatto affiorare voci di un suo possibile esonero.

Luis Suarez dopo la sconfitta interna contro il Levante prima di Atletico Madrid-Manchester United
La sconfitta interna contro il Levante ultimo in classifica è stata molto pesante e non certo di buon auspicio in vista di Atletico Madrid-Manchester United (Foto: JAVIER SORIANO/AFP via Getty Images – One Football).

Questo Atletico sembra la grande incompiuta di questa stagione, incompiutezza figlia di una necessità di cambiamento che fatica ad essere sostenuta anche dal proprio leader. Il sorteggio l’ha messa di fronte ad una squadra anch’essa alla ricerca di risposte, per cui questa potrebbe essere l’occasione giusta per tastare finalmente il polso delle reali ambizioni che la squadra può avere, e soprattutto permettere al suo allenatore di capire quale può essere la strada migliore da perseguire.

La rivoluzione di Rangnick a Manchester

Se a Madrid sponda Atletico siamo in mezzo ad un momento di passaggio culturale, a Manchester sponda United si è deciso che è giunta l’ora di scegliere una strada e delegare ad una persona il ripristino di una cultura e di una mentalità. Figura riconosciuta in Ralf Rangnick, cui spetta il ruolo di Caronte dei Red Devils nel calcio contemporaneo.

Le ultime stagioni con Solskjaer in panchina sono state un tentativo del club più blasonato al mondo di tenere al centro della propria cultura sportiva il modello che Sir Alex Ferguson ha portato avanti nella sua gestione ultraventennale dalle parti di Old Trafford: nessun particolare riferimento tattico, acquistare campioni già sulla cresta dell’onda unendoli ad elementi formati dal settore giovanile e trovare il sistema per farli convivere.

Questo sistema, tuttavia, non ha portato alcun frutto negli ultimi anni. Il merchandising ha continuato a volare anche in pandemia, Old Trafford è sempre pieno ed il fatturato non ha mai smesso di crescere, ma la bacheca non si è aggiornata.

In più i noisy neighbours del City hanno iniziato a dominare in Inghilterra concludendo le ultime stagioni con distacchi siderali in classifica sui rivali cittadini (i 12 punti della scorsa stagione rappresentano il distacco inferiore delle ultime 5 stagioni), diventando la squadra di riferimento non solo della città ma dell’intero panorama calcistico europeo.

Solskjaer saluta i tifosi del Manchester United
Solskjaer è stato esonerato dopo la pesante sconfitta per 4-1 a Watford (Foto: IAN KINGTON/AFP via Getty Images – One Football)

In tutto questo è emersa in maniera progressivamente più evidente la mancanza di una strategia di gioco organica da parte dell’allenatore norvegese, che è riuscito a tenere il proprio posto in panchina solo grazie all’enorme credito di cui godeva – e gode tuttora – grazie ai suoi trascorsi da calciatore con la maglia dello United, in continuità con la strategia societaria di usare la legacy dell’era Ferguson per forgiare la cultura del club.

Ma i risultati e le prestazioni al limite dell’indecente tra ottobre e novembre 2021 hanno finalmente convinto la dirigenza che per il Manchester United era tempo di abbracciare quella richiesta di cambiamento che il calcio degli anni ’20 grida ad altissima voce.

Ed eccoci ad oggi, Ralf Rangnick è il nuovo demiurgo chiamato a portare una nuova cultura a Old Trafford, una nuova identità che il tecnico tedesco sta facendo partire dal campo e che nel corso di questi mesi verrà estesa in tutti i settori.

Per chi non conoscesse il tecnico nativo di Backnang, parliamo dell’uomo che, con le sue idee, ha rivoluzionato il calcio tedesco rendendolo come lo conosciamo oggi: verticale, a volte schizofrenico, e, soprattutto molto propenso al rischio. Tecnici come Klopp, Tuchel, Nagelsmann sono cresciuti partendo dalle sue idee per poi personalizzarle, mentre altri tecnici come l’attuale manager del Southampton Hassenhuttl o Roger Schmidt del PSV sono totalmente fedeli al suo mantra e lo hanno implementato ovunque essi siano andati ad allenare.

La sua impronta si è vista sin da subito. Pur restando un 4-2-3-1 di base, lo schieramento dello United è immediatamente riconoscibile per la volontà di occupare gli spazi centrali tenendo i giocatori molto vicini l’uno all’altro, in quello che diventa un 4-2-2-2 che rappresenta il marchio di fabbrica del calcio di Rangnick e che verosimilmente vedremo all’opera anche in Atletico Madrid-Manchester United di questa sera.

L’impatto di Rangnick sul gioco del Manchester United

Il passaggio da un sistema di gioco improvvisato e sparagnino ad uno estremamente codificato ed aggressivo non poteva certo essere immediato, ed i metodi di lavoro del tecnico tedesco non sono mai così facili da digerire, soprattutto se negli ultimi anni la squadra si è abituata a ritmi di allenamento relativamente blandi.

Per questo motivo stiamo vedendo l’ex allenatore del Lipsia alternare spesso i giocatori, specie in attacco, permettendosi il lusso di fare scelte forti come quella di tenere inizialmente fuori Bruno Fernandes, così come quella di panchinare dall’inizio o a partita in corso un certo Cristiano Ronaldo, il tutto per trovare il sistema migliore per far convivere al meglio gli elementi presenti in rosa.

La squadra con cui Ragnick affronterà questo Atletico Madrid-Manchester United sarà frutto delle sperimentazioni di queste settimane di lavoro, in cui il 4-2-2-2 in fase di possesso è decisamente più malleabile rispetto agli standard del tecnico tedesco, lasciando libertà ai due esterni offensivi di scegliere se occupare le zone centrali del campo oppure muoversi in ampiezza lasciando agli inserimenti di Pogba o ai terzini l’accesso centrale.

L’approccio, in termini di qualità delle prestazioni, sta iniziando a pagare. Le partite del Manchester United si giocano a ritmi più alti, si può godere di più giocate corali e di un atteggiamento finalmente da grande squadra che vuole “mangiarsi” l’avversario. In più le ultime partite hanno visto un Pogba molto a suo agio al fianco di McTominay nel duo di mediani davanti alla difesa, con Rangnick che lo lascia libero di trovare la giusta posizione in fase di possesso e partecipare al contro-pressing quando la squadra perde palla, in quella che potrebbe essere una chiave decisiva di questo doppio confronto.

Le statistiche sul rendimento offensivo e difensivo della squadra evidenziano un chiaro miglioramento, ma soprattutto mostrano una squadra che prende il centro del ring e concede molto meno ai propri avversari.

Ogni cambiamento – in questo caso una vera e propria rivoluzione – porta con sé delle difficoltà. Così troviamo le cronache dei giornali piene di voci inerenti a malumori nello spogliatoio per i metodi di lavoro implementati, a cui si accompagnano difficoltà della squadra a reggere per 90 minuti il ritmo imposto nel corso della partita, causando un calo delle prestazioni nei secondi tempi costati diversi punti in campionato finora.

Mason Greenwood che esulta dopo un goal, uno degli assenti di Atletico Madrid-Manchester United
La pessima vicenda relativa a Mason Greenwood ha ulteriormente complicato il lavoro di Rangnick allo United. (Foto: Alex Pantling/Getty Images – One Football).

Il punto più basso di queste prime settimane di gestione Rangnick è stato senza dubbio quello dell’eliminazione dalla FA Cup per mano del Middlesbrough, ma progressivamente anche i risultati stanno dando ragione al tecnico tedesco che – parafrasando uno dei discorsi sulla mentalità vincente di Julio Velasco – sta rompendo quel circolo vizioso che non permetteva allo United di trovare la strada della vittoria.

Con una classifica di Premier che non ci sa dire con certezza se il posto Champions potrà essere appannaggio dei Red Devils, l’avanzamento nella massima competizione continentale potrà diventare la prima grande tappa di questo lungo processo di cambiamento.

Quale partita aspettarsi da Atletico Madird-Manchester United

Alla data del sorteggio in tanti avremmo ipotizzato una doppia sfida con poche emozioni e pochi goal, ma i cambiamenti in corso hanno portato come prima conseguenza quella che, molto probabilmente, vedremo al contrario due partite molto ricche, e questo già rappresenta un grande passo in avanti per queste due squadre.

Analizzando le prestazioni di Atletico Madrid e Manchester United nelle ultime settimane le uniche certezze arrivano da come la squadra inglese approccerà la partita, cercando di alzare il ritmo ed aggredire gli avversari, dall’altra parte sarà interessante capire come Simeone cercherà di opporsi a questo atteggiamento degli avversari.

Cristiano Ronaldo in azione in Premier prima di Atletico Madrid-Manchester United
Un altro capitolo della sfida tra Cristiano Ronaldo e i Colchoneros è un altro spunto di fascino per questo Atletico Madrid-Manchester United. (Foto: PAUL ELLIS/AFP via Getty Images – One Football).

L’Atletico che abbiamo conosciuto negli anni avrebbe sicuramente impostato una partita di contenimento cercando di imbavagliare l’assalto del Manchester per poi sfruttare le debolezze della squadra di Rangnick al momento di indietreggiare. Tuttavia, un piano del genere necessita di un’applicazione difensiva che, come abbiamo visto, non sembra più nelle corde dei colchoneros e rischia di ritorcersi rapidamente contro la formazione madrilena.

Per i Red Devils c’è da scegliere se preferire l’andare dritto verso il nuovo percorso, sapendo che un approccio così aggressivo e diretto potrebbe comportare grossi rischi nella gestione dei 90 minuti di partita, oppure provare a favorire un approccio meno netto che possa permettere di avere un controllo migliore della partita nell’arco del doppio confronto.

Per cui il punto di domanda per i due allenatori sarà capire fino a che punto spingere le rispettive squadre verso il cambiamento: come in ogni tipo di organizzazione, anche una squadra di calcio ha bisogno di risolvere la resistenza di fronte ad un cambio di visione, e non è un processo automatico che sempre si conclude con un successo. I quarti di finale di Champions che regalerà questo Atletico Madrid-Manchester United sono la posta in palio in nome di questo percorso.

Autore

Cresciuto con l'amore per la Samp di Vialli e Mancini e della curva Nord dello stadio San Nicola. Da grande trasformo il mio tifo in passione per lo sport, la tattica e la performance analysis. Giochista convinto.

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