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CALCIO ESTERO

Dominik Szoboszlai è sulla bocca di tutti

Dominik Szoboszlai sta impressionando tutti dall’inizio di questa stagione. Prima il gol contro la Turchia con la sua Ungheria, poi le due reti in Champions contro Lokomotiv e Atletico Madrid a testimoniare la bontà del desiderio non così nascosto del Milan di portarlo sotto la Madonnina. Ma, oltre ai gol, agli assist e alla clausola rescissoria, perché piace così tanto in giro per l’Europa? 

C’è un giocatore, sempre all’ombra della Madonnina, che veste la numero dieci e potrebbe indicare il motivo per cui il Milan è così tanto attratto da Szoboszlai. Il suo nome è Hakan Calhanoglu e in comune con il trequartista ungherese del Salisburgo ha ben più del ruolo. 

Hakan ha da sempre una grandissima facilità di calcio, che gli ha permesso nel corso della sua carriera di segnare gol stupendi da lontano o su calcio di punizione. Nel corso dell’esperienza rossonera tale capacità è sembrata affievolirsi, fino al punto di far dubitare delle sue qualità, ma quando si osserva Szoboszlai calciare si ha la stessa percezione che si aveva quando si guardava il turco ai tempi del Leverkusen. 

Rincorsa fluida, stoccata precisa alla sfera e traiettoria tesa e imprendibile alle spalle del portiere: re delle punizioni in Austria, Szoboszlai ha però ben altre caratteristiche che, a fronte della situazione rinnovo di Calhanoglu, il Milan potrebbe trovare attraenti già nella prossima finestra di mercato.

Szoboszlai
Il destro dell’ungherese non mente (Foto: Adam Pretty/Getty Images – OneFootball)

Ultimo dominatore del tempo

Nato al “Castello Bianco del Trono Reale”, al secolo Székesfehervar, a metà strada tra la capitale Budapest ed il lago Balaton, Szoboszlai sembra l’erede diretto di quella nobiltà del calcio ungherese che deve i suoi natali a campioni del calibro di Ferenc Puskás, Gyula Grosics e Nándor Hidegkuti. Dopo cinquant’anni di silenzio, l’erede di Stefano I, incoronato Re d’Ungheria proprio a “Castello Bianco del Trono Reale”, ha riacceso la fiammella sopita del calcio ungherese.

Regista, trequartista o tuttocampista che dir si voglia, Szoboszlai è in grado di gestire i tempi della manovra in maniera eccelsa, sgonfiando il pallone quando serve, e velocizzandone la risalita in caso di contropiede. La sensazione di terrificante tranquillità e calma che si ha quando lo si vede calcare un qualsiasi campo di calcio, ci permette di annoverarlo tra i futuri dominatori del tempo di gioco, vedendo corsie di passaggio dove altri colleghi nemmeno guardano, e dettando i tempi della manovra verticale del Salisburgo che tanto sta incantando per i propri giovani talenti. 

Come per Haaland e Minamino, il passaggio ad una squadra più importante dovrà necessariamente convergere in un club in grado di garantirgli non solo lo spazio sufficiente per crescere e maturare, ma anche un tipo di gioco congeniale alle sue caratteristiche. Il Milan di Pioli, oggi primo in classifica in Italia, avrebbe tutto questo: un gioco offensivo adatto al pensiero verticale di Dominik, e lo spazio, qualora Calhanoglu decidesse di non rinnovare, per crescere dietro al gigante Zlatan.

Per lui credo sia arrivato il momento di fare un salto di qualità nella carriera. Ha soli 20 anni, ma già una grande personalità e maturità: ha un ottimo piede e propensione offensiva, un giocatore completo. Dovrebbe misurarsi in una realtà differente da quella in cui gioca ora.

Marco Rossi, CT dell’Ungheria, parla così del suo numero dieci: Domink Szoboszlai è pronto per il grande salto e su di lui, oltre al Milan di Maldini che da circa un anno lo vorrebbe portare a Milano, ci sono anche Inter e Juventus (che già lo seguivano dalle giovanili), senza dimenticare Napoli, Lazio ed Atalanta. 

Insomma, un talento che piace a mezza Serie A e non solo, tanto che l’Arsenal sembrerebbe particolarmente attratta dal profilo del numero quattordici del Salisburgo. La domanda, però, torna ridondante: sono solo le punizioni, o c’è altro dietro questo ragazzo?

Ungheria
Szoboszlai esulta dopo la rete decisiva in Turchia-Ungheria (Foto: Ozan Kose/AFP via Getty Images – OneFootball)

Tuttocampista moderno 

Venti presenze, cinque gol e sei assist nella prima mezza stagione con il Salisburgo, quaranta presenze con trenta (12 gol e 18 assist) tra reti e assistenze nella prima vera stagione in Austria, quella appena passata. 

Numeri da capogiro per un ragazzo che il 25 ottobre scorso ha festeggiato vent’anni, e che guardandolo in campo sembra possedere una calma straordinaria. Dotato di una tecnica di base di livello superiore, Szoboszlai gioca da dieci per rendere pericolose le sue incursioni e quelle dei compagni, ma si fa trovare pronto in fase di ripiegamento, impegnando il suo metro e ottantasei, oltre che in fase di costruzione. 

Nel Salisburgo che fu di Haaland e Minamino, il cervello pensante del gioco era tra i suoi piedi, da cui sono sbocciati ben quattordici assist nella sola Bundesliga austriaca. Campione d’Austria per tre volte, la scorsa annata ha vinto anche il premio di giocatore dell’anno del Red Bull di Salisburgo, tant’è che molti parlarono di uno possibile trasferimento al Lipsia in Germania. 

È il classico numero 10, più è vicino all’area di rigore e più è pericoloso. Anche sui calci piazzati è molto forte.

Szoboszlai
Dominik Szoboszlai in biancorosso durante la sfida al TSV Hartberg (Foto: David Geieregger/Imago – OneFootball)

Exploit europeo per Szoboszlai

Presentato al calcio internazionale nel match contro il Napoli del marzo 2019, vinto dal Salisburgo per tre reti a uno in Europa League, grazie a un assist ed a delle giocate prodigiose dell’ungherese, Szoboszlai ha allungato la sua aura di talento in procinto di esplodere nel corso della stagione attuale, segnando e incantando nel girone di Champions League degli austriaci. 

Prima la Lokomotiv Mosca, poi l’Atletico Madrid: ecco le due vittime dell’ungherese, che dopo il grandissimo gol segnato su punizione proprio contro la Turchia di Calhanoglu a settembre sembra non volersi fermare più. Sono già 22 i gol e 32 gli assist nelle 73 partite giocate in Austria con il Salisburgo, punto di partenza a cui è approdato nel gennaio 2018, dopo una stagione interlocutoria al Liefering, squadra satellite della Red Bull, dove in 42 presenze ha segnato 16 gol e fornito 11 assist. 

Numeri impressionanti, che restituiscono il quadro di un trequartista in grado di fare la differenza non solo con la creazione delle trame di gioco, ma anche incidendo sulle partite con gol e assist nel momento giusto. Dominatore del tempo dicevamo, Szoboszlai ha l’inquietante capacità di entrare nella partita nel momento giusto, sbaragliando le difese costruite per fermarlo. 

Certo, l’idea di vederlo giocare in un campionato più “adulto” pone degli interrogativi importanti: sarà in grado di rispondere presente quando i ritmi si faranno più alti? Troverà la continuità in una squadra che non farà affidamento solo su di lui? Le risposte, ancora una volta, provengono da uno dei suoi mentori, Giovanni Costantino, analista e assistente di Marco Rossi, CT dell’Ungheria:

Per permettere il suo adattamento il contesto sarà importante: nel caso di Haaland, è stato importante andare al Dortmund, in un contesto tattico simile per filosofia a quello del RB Salisburgo.

Per le referenze, basta chiedere al già citato bomber che attualmente condivide lo spogliatoio con i vari Reyna e Bellingham, o a Patson Daka, erede del norvegese al Salisburgo, che in questa stagione ha segnato 12 gol in 11 partite, affiancato proprio da Szoboszlai. 

Se tutto questo non bastasse a rispondere alla domanda con cui abbiamo iniziato a parlare di Szoboszlai, la sua clausola rescissoria è fissata a 25 milioni di euro. Che la guerra per aggiudicarsi le prestazioni di questo duemila abbia inizio. 

Szoboszlai
Via all’asta per Dominik Szoboszlai (Foto: Juanjo Martin/GRAF/Imago – OneFootball)
Autore

Classe '94 e laureato in Storia all'Università Statale di Milano, ama il calcio in ogni sua forma ed espressione. Alla costante ricerca di storie da raccontare che permettano di andare oltre ciò che vediamo tutte le domeniche.

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