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Redazione RdL

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Come ogni anno il campionato di Serie B si presenta ai blocchi di partenza con una serie di incognite e punti bui in cui è difficile tracciare possibili previsioni, puntualmente smentite, se non completamente ribaltate, al termine della stagione. Nonostante ciò, abbiamo provato a fare un po’ di ordine e chiarezza, suddividendo le squadre in base ai loro (possibili) obiettivi stagionali.

È ai nastri di partenza una nuova stagione per il calcio femminile. Ricomincia il campionato di Serie A e lo fa con un gran carico di aspettative e novità. Tra tutte, la nuova guida tecnica della Juventus, con l’addio di Rita Guarino e l’arrivo sulla panchina bianconera di Joe Montemurro. Tra la lotta al titolo, la corsa salvezza, cruciale in vista del lancio del nuovo format per la prossima stagione, e le possibili outsiders, proviamo a tracciare una presentazione del campionato di Serie A femminile che ci aspetta.

É la lega a cui il resto del mondo guarda come esempio, quella con il maggior impatto economico e dunque, con i calciatori migliori. É probabilmente il campionato con il maggior fascino, lo è sicuramente a livello storico. É quello che mette d’accordo un po’ tutti, perchè del resto resisterne al richiamo è praticamente impossibile. É questo e tanto altro. Signori e signore, è la Premier League, ed è finalmente tornata.

Con la sfida di questa sera tra Valencia e Getafe avrà inizio la Primera Division 2021/2022, termine arcaico per definire La Liga, la massima competizione calcistica spagnola. La partita del Nou Mestalla darà il via alle danze di una Liga per molti versi depauperata, ma anche arricchita da altri punti di vista. Sarà un campionato che tornerà alle sue origini, dando più valore alla tecnica e alla gioventù. Dalla corsa per il titolo a quella per gli spot europei, passando per il destino delle neopromosse e la potenziale esplosione di giovani talenti. Ne abbiamo riassunto i temi principali in 7 domande, cercando di trovare delle risposte il più possibile razionali.

Ok ci siamo, finalmente aggiungerei. No, non mi sto riferendo a quello che per molti è il periodo coincidente con l’inizio delle ferie anzi, al contrario è il momento in cui per molti si ritorna a lavorare a pieno regime. Fino ad ora ci siamo goduti l’estate, gli Europei e le Olimpiadi, le giornate trascorse in spiaggia e le serate passate ai tavolini del bar, ma adesso è giunta l’ora che un po’ tutti aspettavamo, chi più esplicitamente, chi magari in maniera più velata. Questo venerdì si può dichiarare ufficialmente ritornato il calcio di club, ed in Germania hanno deciso di ripartire con il botto. Questa sera a dar il via alla Bundesliga 21/22 ci sarà infatti il big match tra il Borussia M’gladbach e i campioni in carica del Bayern Monaco.

L’arrivo dell’estate porta con sé diverse tradizioni irrinunciabili, soprattutto in Italia: il caldo afoso, le zanzare, ma anche quello che ormai è un grande classico, cioè le complicazioni regolamentari dei campionati dalla Serie B in giù (la Serie C in particolare). Non fa eccezione l’annata che sta per iniziare, anzi: la pandemia, con conseguente chiusura degli stadi e blocco dei botteghini per le società militanti in queste categorie, ha complicato diverse situazioni già di per sé precarie. Di questo e di altri temi abbiamo parlato con Benedetto Giardina, giornalista palermitano collaboratore, tra le altre, di Giornale di Sicilia, Il Sole 24 Ore e Fanpage, esperto di economia applicata allo sport e particolarmente vicino alle problematiche di questi tornei.

Si è concluso un mese di fuoco, con Euro 2020 che ha riportato spensieratezza nelle case di milioni di tifosi e appassionati in giro per tutto il Vecchio Continente. E, come alla fine di ogni anno scolastico, è arrivata l’ora delle pagelle: diamo i voti a ogni Nazionale che ha partecipato a questa competizione continentale, dalla prima eliminata alla vincente, tinta di azzurro.

Con il doppio scoppiettante 2-2 del Gruppo F, con Germania, Ungheria, Francia e Portogallo che hanno dato vita a uno dei più bei gironi di sempre nelle competizioni internazionali, si è abbassata la serranda sulla prima fase di Euro 2020. 36 partite sono state giocate, 16 ne mancano alla fine del torneo: un Europeo dalle mille anime, con le 24 squadre che hanno portato in campo la propria identità tecnica, tattica e culturale, con le influenze politiche che, specie in un torneo tra Nazionali, non possono mancare mai. Ma bando alle ciance, in questo articolo il focus è sul calcio giocato, perciò senza troppi preamboli abbiamo preso al balzo l’invito di Gigi Marzullo, facendoci cinque domande su com’è andato fino ad ora quest’Euro 2020 itinerante e dandoci anche delle risposte.

La morte di Giampiero Boniperti, arrivata oggi a 92 anni, ha segnato uno spartiacque, in un certo senso la fine simbolica di un’era calcistica ma anche socio-culturale del calcio italiano. La nostra giovane redazione è riuscita solo sfiorare un brillante simbolo del secondo dopoguerra italiano come il fu calciatore, dirigente e presidente della Juventus, perciò ci siamo rivolti a Enzo D’Orsi, giornalista del Corriere dello Sport che ha seguito la Juventus dal 1979 al 2000 e ha scritto diversi libri sulla squadra bianconera, tra cui i più recenti Gli Undici giorni del Trap. Atene 1983, Non era champagne. La Juve di Maifredi, Montezemolo e Baggio e Michel et Zibi. Gli amici geniali (2018, 2019 e 2020, Edizioni InContropiede). Ringraziando Enzo per la gran disponibilità mostrata nei nostri confronti, vi proponiamo questa sua riflessione su un monolite del Novecento calcistico tricolore.

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