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Pietro Andrigo

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L’oceano di parole in cui nuotiamo quotidianamente ci porta a incontrare frasi e citazioni che, spesso e volentieri, tramutiamo nei nostri stati Whatsapp. La frase “Siamo prodotti del nostro passato ma non per questo dobbiamo esserne prigionieri” del pastore Rick Warren non va usata solo come didascalia di un post Instagram, ma va compresa integralmente anche perché è una verità che accomuna me, tu che stai leggendo e il Birthday boy di oggi, ovvero Jadon Sancho.

Nonostante sia un follower di Benzema sui social media e sia un seguace della sua vita calcistica, per preparare questa riflessione su “Karim The Dream” ho deciso di fare una passeggiata virtuale sui suoi account e sui classici video motivazionali etichettati come “Best skills, gol and highlights”. Cercando un trait d’union tra la sua personalità in campo e fuori dal terreno di gioco, il cosiddetto “senso di rivalsa” è il ponte che collega il calciatore Benzema all’uomo Karim.

Se la prima pausa delle nazionali è un cameriere che ti toglie dalla tavola un gustoso piatto di spaghetti alle vongole dopo averle minuziosamente sgusciate, la seconda pausa internazionale è un blackout di corrente al concerto del vostro cantante preferito dopo due canzoni. Come contorno, non richiesto, aggiungeteci una scala cromatica gialla, arancione e rossa che ci costringe obbedienti al mostro del 2020.

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