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CALCIO ESTERO

La rivoluzione australiana di Alessandro Diamanti

23 Luglio 2019: Alessandro Diamanti lascia l’Italia per firmare con il Western United, in Australia. A 35 anni, per l’ex Livorno sarà l’inizio di una delle storie d’amore più belle tra un calciatore straniero ed il suo paese ospitante. Perché Alino, sfruttando un’indole schietta e genuina fuori dal campo ed un estro innato al suo interno per cercare di far crescere il mondo del calcio, comprenderà sin da subito ciò che l’Australia necessitava. Creando poi un rapporto talmente mutuale con il paese ed il movimento che lo ha condotto a diventare un’icona pop a queste latitudini. Permettendo al calcio australiano di migliorarsi in qualità, motivazioni e competitività. Perché, citando lo stesso Diamanti, “ogni match del campionato australiano diventi unico ed importante”.

From the West

La franchigia del Western United è la nuova arrivata in A-League nel 2019/2020: diventando l’undicesima del campionato, dovrà rappresentare la zona ovest della città di Melbourne. Trattandosi della prima vera novità della lega dal 2004, il compito del Western United è ben più impegnativo dell’essere solamente una nuova società. La squadra dovrà coinvolgere una parte della regione, rendendo il calcio fruibile e conosciuto per poi farsi rispettare, sin da subito, anche sul campo. In quest’ottica, l’ingaggio di Diamanti e la sua immediata promozione a capitano e guida spirituale si rivela estremamente azzeccata.

Un calciatore di tecnica, qualità e con carisma sono tutte condicio sine qua non che rendono la squadra temibile sportivamente e gli permettano di essere accattivante a livello mediatico. Eleggendo, non casualmente, Diamanti come l’ambasciatore di una comunità italiana che a Melbourne supera i 70.000 abitanti. Obiettivi che mettono in evidenza le ambizioni del club e la volontà immediata di essere moderni, con campagne social e di branding all’altezza delle ben più gettonate compagini degli sport nazionali come rugby o football australiano.

Alessandro Diamanti sul campo

Alessandro Diamanti con lo scavetto
Diamanti nella sfida ai Western Sydney Wanderers (Foto: Speed Media/Icon Sportswire/Imago Images – OneFootball)

Oltre a rivelarsi importante nella crescita del club come entità, Diamanti è sin da subito fondamentale anche sul campo. Il nativo di Prato, con impegno e caparbietà, mette in campo tutta la tecnica, visione di gioco e le qualità di comprensione fuori dal comune che si conoscevano alle nostre latitudini. Permettendo al Western United di chiudere l’annata al 5° posto, marcando 7 gol, fornendo 7 assist ed essendo Man of the Match per ben 7 volte. Tutti traguardi che hanno condotto il club fino alla semifinale del torneo e gli sono valsi l’Alex Tobin Award, il premio come miglior giocatore dell’annata, ottenuto per la prima volta da un calciatore straniero.

Oltre ai traguardi personali ed alla stagione storica, la capacità di Diamanti sta nel gettare le basi per una nuova visione di calcio in Australia. Quella fatta di tecnica, agonismo, rabbia sportiva, voglia di competere ed al contempo fair play.

Se un calciatore scende in campo e gli si dice che se vince o perde non cambia nulla, non si può crescere!

Affermava così, in una recente intervista. Oltre alla voglia di aiutare il movimento sul terreno, la presenza di Alino diventa chiave anche nei media australiani: una volontà di raccontare le proprie esperienze, condividerle e permettere giorno dopo giorno alla A-League di percorrere quel cammino tortuoso per migliorare il prodotto e la mentalità giovanile.

Ho una visione di lungo termine. Parlo per i giovani, non per me.

L’amore incondizionato per il calcio e le sue forme si trasforma in passione e voglia di vivere appieno qualsiasi aspetto della vita del Diamanti persona. Tramite i propri canali social, definiti una vera famiglia allargata, Alino condivide le bellezze dell’Australia e racconta le esperienze vissute dall’altra parte del globo. Sempre ancorato all’amore ancestrale per l’Italia, ma volenteroso di sentirsi amato e coccolato anche a chilometri di distanza.

Con gesti che hanno lasciato spazio al cuore, come il  contributo alle grandi cause del paese: come nel gennaio 2020, periodo di incendi che dilaniavano l’Australia. Fu il momento in cui, fondando il proprio brand, il calciatore aiutò le comunità colpite con i proventi delle vendite. “Il suo apporto dentro e fuori dal campo per la nostra prima stagione è stato esemplare, siamo fieri di averlo come nostro capitano, affermava il presidente del Western United Chris Pehlivanis. Un qualcosa che va sicuramente oltre il vivere un’esperienza nuova con spirito d’adattamento, apertura mentale e voglia di sentirsi bene.

In questa stagione

Si dice che per definire un progetto duraturo e funzionante, la sua chiave di volta sia il secondo anno. Dopo un assestamento oltre le aspettative, il Western United non sta tradendo le previsioni di inizio stagione, lottando per i playoff e mettendo in evidenza i suoi talenti. Diamanti continua ad essere il generatore offensivo della squadra, ispirando ed illuminando il gioco nonostante i suoi 37 anni.

Al suo fianco, Besart Berisha, attaccante kosovaro di 35 primavere, continua a segnare grazie ad un’incredibile feeling con il compagno italiano. Dal Vecchio Continente, spinti dal cambiamento lanciato da Alino, gli spagnoli Victor Sánchez (ex Espanyol e Barcellona) ed Iker Guarrotxena rimpinguano il conto di calciatori europei, dando di fatto ai neroverdi un assetto tatticamente quadrato e qualitativamente pregevole. Con qualche gara da recuperare, il Western United non è distante dalla zona playoff e si è tolto la soddisfazione di battere il Victory in una stracittadina terminata 3-4 il 27 febbraio scorso.

L’importanza dell’influenza europea per il movimento calcistico australiano è dimostrata dal fatto che la dodicesima franchigia, il Macarthur Football Club, è arrivata in questa stagione. Ed è guidata da calciatori del calibro dell’ex portiere dello Stoke City Adam Federici e da due ex centrocampisti dell’Athletic Bilbao come Markel Susaeta e Beñat Etxebarria: atleti che hanno fatto crescere il livello del campionato e la competitività della lega.

E se il cammino per la consacrazione è ancora lungo, il percorso tracciato da Diamanti è sicuramente in discesa per rendere la A-League una nuova frontiera del calcio mondiale. L’Australia ha dalla sua vari fattori: un clima favorevole lungo tutto il paese ed una qualità della vita tra le migliori al mondo, ma anche la bravura nel rendere mediaticamente importanti le competizioni sportive. Accade già nel caso di altri sport come rugby o football australiano, che godono di vantaggi ed introiti televisivi pari solo alle competizioni sportive americane. Bastava una scintilla, quel tocco d’estro in più, quella magia che solo Diamanti, i suoi sorrisi ed i suoi tiri a giro, potevano regalare al calcio australiano per spiccare definitivamente il volo.

Diamanti esulta nella partita al Perth
Diamanti ha imparato ad esultare ogni giorno (Foto: James Ross/Imago Images – OneFootball)
Autore

Nato in Italia, girovago per studi tra Francia e Spagna, poi Argentina per passione: scrivo per amore innato verso questo sport e per la necessità di esprimermi condividendo le mie idee. Amo raccontare storie particolari e poco mainstream, da quelle legate al calcio francese agli angoli più remoti dei confini argentini.

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