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CALCIO ITALIANO

Lasciatemi cantare

Dopo esser stato uno degli allenatori più chiacchierati in vista della nuova annata, Vincenzo Italiano sembrava ormai destinato a rimanere per un’altra stagione allo Spezia. Il divorzio anticipato tra Gattuso e la Fiorentina ha però rimescolato le carte in tavola, portando ad uno dei matrimoni più intriganti del prossimo campionato.

Wind of change

É ormai da diversi anni che la Firenze calcistica sembra vivere all’interno di un dramma teatrale mal costruito, in più di un’occasione andato vicino al tramutarsi in tragedia. In tal senso la fugace, quanto animata, esperienza di Gennaro Gattuso sulla panchina della Fiorentina, si è inserita alla perfezione nel mix di caos e disperazione che funge da attore principale dell’opera. Sì meravigliando, ma senza stravolgere un pubblico che a questo punto della storia appare ormai arreso all’idea di non veder mai la tanto attesa svolta nella trama.

Ma come spesso accade in questi casi, è proprio nel punto più basso che un barlume di speranza torna a farsi vivo. Un barlume cui oggi si può dare il nome di Vincenzo Italiano. Nel pandemonio creato dalla separazione con il tecnico calabrese, la dirigenza viola ha seguito probabilmente la strada migliore – non che ve ne fossero molte percorribili in tutta sincerità – portando sulla panchina dell’Artemio Franchi quello che ad oggi è l’ex allenatore dello Spezia.

La nuova guida tecnica della Fiorentina era stata tra le figure più interessanti e più chiacchierate dei primi sei mesi dell’anno, sia per il lavoro fatto in Liguria, sia ovviamente per l’ampio interessamento scaturitone in vista della nuova stagione. Accostato inizialmente ai nomi di metà delle squadre di Serie A sembrava infine destinato a rimanere sulla panchina dello Spezia. Ora invece si ritrova, quasi a sorpresa, ad allenare la Fiorentina, davanti ad una sfida tutt’altro che semplice.

Italiano durante l'amichevole tra Fiorentina ed Espanyol
Chissà quanto spesso vedremo Italiano in questa posa riflessiva (Foto: Lisa Guglielmi/Imago Images – OneFootball)

La Fiorentina di Italiano

Come detto in apertura, la viola viene da in particolar modo tre stagioni piuttosto tribolanti. Fatte di tanti bassi e pochissimi alti, peraltro rischiando anche la retrocessione nella stagione 18/19. Alla base di tutto ciò una serie di scelte poco lungimiranti che hanno portato la squadra a fare man mano sempre peggio, anziché migliorare, anche a discapito di una rosa con il potenziale per sostare tranquillamente nella parte sinistra della classifica. Le scelte dei piani alti hanno ovviamente avuto le loro ripercussioni anche sulla panchina, con guide che non sono mai state in grado di sistemare le pedine a disposizione nel giusto ordine per cercare di invertire la rotta. A tutto ciò va poi aggiunto l’ambiente tutt’altro che sereno aleggiante dalle parti del Franchi, non certo d’aiuto.

Uno dei problemi principali nella scorsa stagione è stata la mancanza di fiducia e serenità. La squadra appariva infatti pronta a sgretolarsi al primo intoppo, con i calciatori – naturalmente con eccezioni, come evidente guardando a Vlahovic – spesso intimoriti nel provare la giocata, e dunque incapaci di rendere al meglio. Fiducia e serenità che al contrario sono state i due grandi punti di forza – oltre ad essere componenti fondamentali per il tipo di gioco espresso – nella stagione dello Spezia.

Dunque Italiano dovrà essere innanzitutto bravo nel riuscire a dare nuova linfa a livello morale ad un organico che negli ultimi dodici mesi è apparso di consueto svuotato, oltre che sfiduciato. In questo la voglia di rivalsa e di fare di un gruppo comunque molto giovane sarà di grande aiuto.

La Fiorentina festeggia il gol di Gonzalez contro il Cosenza
La voglia di fare dei numerosi giovani presenti in rosa sarà una delle chiavi della stagione viola (Imago Images – OneFootball)

Dal punto di vista tecnico-tattico le cose si fanno decisamente più articolate. Il mercato è ancora lungi dall’essere finito – oltre a quello che potrebbe diventare il “caso” Vlahovic, si parla anche di un possibile passaggio di Milenkovic in Premier – ma per il momento la rosa a disposizione sembrerebbe, oltre che di buon livello, anche abbastanza conforme alle idee di gioco del nuovo allenatore.

L’anno allo Spezia ci ha insegnato che Italiano predilige giocare con un 4-3-3, caratterizzato dalla presenza di un vertice di centrocampo basso, anziché alto, e da due mezzali con importanti compiti di rifinitura oltre che di finalizzazione. Ma al di là dei semplici numeri i liguri si distinguevano per la fluidità nell’interpretazione del sistema, in particolar modo sulle corsie laterali. Difatti le uniche pedine relativamente “stabili” erano quelle del triangolo centrale formato dai due difensori e dal vertice basso. Il resto della squadra al contrario invertiva posizione sin dall’impostazione, ovviamente poi gestendo il tutto in base alla situazione e alla fase di gioco corrente. I terzini erano soliti partire molto in alto – addirittura quasi più in avanti dei due interni di centrocampo – fin da inizio azione, spesso tramutandosi in vere e proprie ali con l’avanzamento della palla, portando ad accentrare quelli che invece inizialmente erano gli esterni offensivi.

Al contrario, la Fiorentina della passata stagione –  in particolar modo sotto Iachini – era una squadra sin troppo statica, cosa del resto testimoniata dalle immani difficoltà trovate nel creare occasioni da gol per tutto l’arco del campionato. Necessaria quindi una svolta dal punto di vista dei movimenti in campo, imprescindibile per preparare il terreno alla proposta di gioco del nuovo allenatore.

Il gioco, quello che ha portato lo Spezia a fare tanto bene e Vincenzo Italiano a finire sotto i riflettori. Seppur ancora con pochi anni di carriera alle spalle, il nuovo tecnico dei viola ha già dimostrato di saper adattare i propri principi di gioco a contesti diversi, come accaduto prima a Trapani e poi a La Spezia. Sbagliato dunque ipotizzare che la Fiorentina possa giocare un tipo di calcio speculare allo Spezia dello scorso campionato.

Vincenzo Italiano durante la preparazione alla nuova stagione
L’impronta del nuovo allenatore sarà comunque visibile sin dalle prime partite di campionato (Foto: FotoAgenzia/Imago Images – OneFootball)

Come detto in precedenza, salvo svarioni sul mercato, la rosa è abbastanza conforme alle esigenze del tecnico. In porta Dragowski rappresenta ormai una certezza dalle parti del Franchi, che quest’anno per forza di cose – basti vedere il lavoro richiesto in precedenza a Provedel – perfezionare il gioco al piede. Un aspetto su cui dovrà migliorare anche la coppia centrale formata da Milenkovic e Pezzella. I due hanno una discreta tecnica di base, ma peccano notevolmente nella scelta del passaggio, spesso troppo limitata. Pertanto dovrebbe guadagnare sempre più spazio Martinez Quarta, anche in caso di non cessione di uno dei due centrali. L’argentino ha infatti dimostrato di avere sia una buona visione che una buona tecnica, unite ad una certa intraprendenza nel giocare la palla che certo non dispiacerà ad Italiano.

Sulle fasce difensive Biraghi a sinistra, Lirola e Venuti a destra – il secondo sempre più in crescita, a mio avviso una delle possibili soprese della prossima stagione –  sono per caratteristiche più che conformi al sistema del nuovo allenatore. Come del resto lo sono Bonaventura e Castrovilli – sia per qualità di palleggio che rifinitura – i quali potrebbero essere gli interni di centrocampo titolari. Più complicato il discorso riguardante il vertice basso. Il più quotato per il momento è Pulgar, che non rappresenta però il regista tipo negli ideali dell’allenatore. Davanti il fiore all’occhiello del mercato viola, Nico Gonzalez è perfetto per il sistema di gioco di Italiano. Come lo sarebbe Vlahovic se non dovesse partire. I due andrebbero a formare una delle coppie potenzialmente più importanti e divertenti del prossimo campionato. Sulla fascia destra è invece probabile una rotazione iniziale, in attesa di trovare giusto pezzo da inserire.

Vlahovic festeggia insieme a Gonzalez il gol al Cosenza
Mantenere questi due insieme equivarrebbe ad un vero colpo di mercato (Foto: Imago Images – OneFootball)

Cosa aspettarsi?

Calcio. Tanto calcio. Questo è poco ma sicuro. Italiano ha già dimostrato nello scorso campionato di voler, e saper, tenere fermamente fede alle proprie idee, anche a discapito di qualche batosta iniziale. Convinto che prima o poi sarebbe stato ripagato, come del resto è successo.  Quest’anno vedremo finalmente una Fiorentina diversa. Una Fiorentina che non avrà paura di proporre, di fare gioco, di aggredire gli avversari.

Non sarà ovviamente, come già detto, una squadra uguale allo Spezia, ma i principi alla base saranno gli stessi. La rosa a disposizione permetterà infatti all’allenatore di variare maggiormente il piano di gioco. Alle verticalizzazioni improvvise e al gioco sulle fasce, si aggiungerà una maggior ricerca del palleggio prolungato e dell’imbucata tra le linee, in particolar modo lungo le corsie centrali. Elementi già presenti in Liguria, ma che per ovvie ragioni di qualità della rosa lasciavano maggior spazio ad altro. Pur essendo una squadra abile nel gestire il pallone, lo Spezia riusciva a dare del suo meglio quando riusciva a trovare la giocata veloce, senza dover controllare troppo il gioco in attesa dell’occasione giusta per aggirare la difesa. A ciò si aggiungerà un pressing posizionale con una linea medio-alta che punterà ad ostruire le varie linee di passaggio, anziché andare all’assalto diretto dell’avversario.

Ci sarà bisogno di tempo prima che la squadra assimili a pieno i concetti di un sistema di gioco che per funzionare ha bisogno di tutti i tasselli al giusto posto. Firenze ad oggi non è certo il luogo più congeniale ad un simile tipo di impianto. Poca, se non nulla, la pazienza rimasta. Troppa, la voglia di tornare a competere ad alti livelli. Vincenzo Italiano può essere l’uomo giusto per questo, ma dirigenza e tifosi dovranno lasciarlo libero di fare, libero di sbagliare se necessario. I frutti alla lunga si vedranno. Lasciatelo cantare.

Italiano in panchina contro lo Spezia
Italiano può essere davvero l’uomo capace di dare la svolta alla trama (Foto: Marco Bucco/Imago Images – OneFootball)
Autore

Terzino da paese in campo, fantasista sulla tastiera. Segnato fin da bambino dalle lacrime di Ronaldo del 5 maggio, ha capito subito che la vita da interista sarebbe stata dura. Scandisce il tempo in base alle giornate di campionato, sperando un giorno di poter vivere di calcio e parole.

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