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Classe ‘87, cresciuto calcisticamente nelle giovanili della Juventus con un certo Alessandro Del Piero come idolo. Un ragazzo sulla carta come tanti altri Sebastian Giovinco.

A Torino però, gioca poco e fa molta panchina, entra spesso e volentieri a partita iniziata, colleziona pochissimi gol e diversi bocconi amari. A Parma, in prestito, fa scorta di piccole soddisfazioni diventando uno dei calciatori con più reti all’attivo in SerieA nella storia del club ma il suo ritorno alla Juventus, per le tre stagioni seguenti, vive di troppi alti e bassi. Dirsi addio alle volte è la scelta più giusta. Essere felici non è importante, ma è l’unica cosa che conta. E Giovinco questo lo sa. “Con il Barcellona ci fu qualcosa, ma io voglio giocare. Là avrei fatto il raccattapalle”. Il viaggio per lui parte forse da qui, da Torino a Toronto, lontano da casa e dalle luci della Serie A che aveva visto accendersi per la prima volta nel 2007, con l’Empoli.

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L’esultanza di Giovinco che segna e impenna

La rinascita in MLS

La Formica Atomica in MLS è esplosa e ha cambiato definitivamente il

modo di vivere il calcio, in America. Ha vinto tutto quello che c’era da vincere a livello individuale (miglior debuttante, capocannoniere, Golden Boot, miglior assist-man e MVP del campionato), ha fatto una ripartenza da zero a cento non pronosticata da molti e che lui stesso rende pubblica dopo un gol mimando il gesto (liberatorio) di andare in moto.


La velocità sulle difese è sempre stata una caratteristica che l’ha contraddistinto in campo e che oggi lo ha portato alla corte di Roberto Mancini in azzurro. Siamo portati a vedere la vita come un viaggio, come qualcosa che non vorremmo finisse mai. Seba ha deciso di rimettersi in moto nonostante le critiche, correndo gas a martello verso altri traguardi sportivi e considerando quella di oggi con la Nazionale Italiana solo una bellissima tappa di un percorso non ancora terminato e che lo riporta a Coverciano, a casa, almeno per un po’.

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Autore

Illustratrice e storyteller con un passato da esterno nel Mojito Football Club. Oggi realizza contenuti che traducono i pensieri in un’armonia d’immagini e parole. Per lei il viaggio è vita ma si completa solo quando, dal finestrino del treno, rivede il mare alla sua sinistra.

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