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CALCIO ESTERO QATAR 2022

Ma Cody Gakpo era già una cosa mondiale

Cosa fare quando non gioca Cody Gakpo?

Numero uno, questo articolo non è altro che una guida almeno nelle intenzioni. Una guida come dovrebbero esserlo le pagine pubblicitarie intitolate “Come guadagnare 30.000 euro al mese” o “Come perdere 20 kg in una settimana in 4 semplici passi”. Solamente, questa è una guida per unirsi alla setta dei super-fans di Cody Mathés Gakpo.

Numero due, chiaramente non dovreste parlarne con nessuno, e ci siamo capiti. Numero tre, tutto quello che troverete in questa guida è vero. Numero quattro, di solito quelli che dicono “è tutto vero, qui non è come le altre guide” sono i più bugiardi di tutti e sono subdoli da morire. Questa volta non è così, giuro: i personaggi non sono di fantasia e le vicende non sono “ispirate” da fatti reali. Sono proprio vere per intero. Numero cinque, prima di tutto dovrete accettare che uno come Cody Gakpo esiste davvero, che si sta facendo strada e che voi dovete accoglierlo. Naturalmente questo processo necessita di tempo, non di un Mondiale in Qatar.

E poi, io lo dico sempre: questo Gakpo del PSV Eindhoven era destinato a diventare un calciatore molto di culto, molto “cult”.

Gakpo esulta con il PSV
Il vostro prossimo poster (Photo by PATRICIA DE MELO MOREIRA/AFP via Getty Images – OneFootball)

Come diciamo noi (quelli della setta) e come capirete poi voi, finora Mr. Gakpo è stato un po’come i film più belli, non quelli così commerciali che sono sempre sulla bocca di tutti, ma i film che piacciono tardi e che diventano famosi dopo oltre trent’anni. E quindi per molti questo cognome era passato un po’ sottotraccia, probabilmente per diventare più famoso sarebbe servito un trasferimento verso una big del calcio europeo. Invece “la più grande occasione del calciomercato estivo 2022” (opinione mia) è rimasta in Olanda. Morale della favola, ad agosto, con qualche mese di anticipo sulla primavera, il bel fiore in persona è sbocciato con tutti i suoi colori, in tutta la sua maturità. Meglio così, e in tanti se ne sono accorti nel bel mezzo del Mondiale. Ma proprio tantissimi. Bah, tutto qua.

Insomma, la tronco: dovrete imparare ad amarlo il ragazzo, Gakpo, ma vedrete che non sarà difficile. Sul serio.

Gioventù bruciante

Il 7 maggio del ’99 Cody Gakpo nasceva ad Eindhoven in territorio PSV. Il suo cognome di origine ghanese significa “metallo”.

Gakpo in azione con la maglia del PSV
Permettetemelo, un cognome da duro (Photo by OLAF KRAAK/ANP/AFP via Getty Images – OneFootball)

La storia è una di quelle belle: la mamma è una ex rugbista olandese, papà Gakpo è stato un calciatore, mentre il cammino del bambino incomincia all’età di 6 anni nelle giovanili del PSV. Cody Gakpo si fa strada nel calcio olandese e sceglie il calcio olandese e sfida le altre squadre olandesi e duella spesso contro i talentuosissimi coetanei di scuola Ajax e bla bla bla.  Convince molti allenatori, è un attaccante di cui fidarsi per il futuro.

N.B.  Personalmente questi dettagli non mi fanno impazzire, sono colui che avrebbe voluto vedere il Ghana delle meraviglie, una sorta di dream team con un tridente letale Gakpo – Kudus – Alphonso Davies (avanzato perché fa chic, mettiamo Lamptey del Brighton dietro), con i fratelli Williams dalla panchina. Purtroppo rimarrò sempre con questa immaginazione, non mi lascerà mai solo.

Comunque, tutto questo story-telling privo di sfortune calcistiche significative non è per niente necessario. Alla fine, credetemi, Cody Gakpo con il calcio se l’è sempre cavata. Ma tranquillamente. Ha subito diversi infortuni, uno in particolare distruggendosi una caviglia quando aveva 10 anni, ma il sorriso non gli è mai mancato giocando, ecco. Anche se chiaramente nessuno se lo sarebbe immaginato come il talento che è oggi.

“Tutto si crea, tutto si distrugge, tutto si trasforma”

Scavalcamento di campo, finiamo subito al Cody Gakpo adulto. Quello che straccia gli aforismi di Lavoisier. Cartaccia straccia. Quello che è un buon calciatore, ma che diventa un crack seguendo i consigli di quella leggendaria figura del coach Ruud Van Nistelrooy, l’ex nove che lo ha allenato nelle giovanili del PSV dal 2016 al 2018 e che ha ri-convertito le sue (già ottime) statistiche durante quest’annata. Nel 2022, per la cronaca, l’ex bomber del Manchester United è stato promosso ad allenatore in prima squadra ritrovandosi in rosa il “figliolo” calcistico.

Se nella stagione dell’esordio in prima squadra (2017/18) Gakpo era subentrato nei minuti di recupero di un match di campionato, se quella dopo segna appena 1 gol, nel 2019/20 fa 7 gol e 7 assist e nel 2020/21 realizza 7 gol e 2 assist “calando”, il 2021/22 è invece una doppia doppia in 12 e 13 nelle rispettive voci, chiaramente di gol e assist.

Fate bene ad annotarvi sul block-notes della scrivania che avete di fronte che, quest’anno sotto Van Nistelrooy, uno che adora la tattica della Gakpo-ball, il primo violino del PSV ha già puntualizzato 9 gol e 12 assist in 14 partite di campionato. Perché Gakpo quando gioca non è uno pieno di tantissimi dubbi tipo i principi danesi. E per capirci, con lui una media di 1 gol e 1 assist a partita non sarebbe proprio un miraggio poco prima di arrivare alla piramide di Kefren a piedi. Cioè, sicuramente può fare di più. Per esempio in Europa League, visto che è fermo ad appena 3 centri e 2 assist in 5 incontri disputati.

Gakpo al momento del tiro prima del gol allo Zurigo
Uno dei tanti, noiosissimi, bonus al fantacalcio (Photo by OLAF KRAAK/ANP/AFP via Getty Images – OneFootball)

Però dovremmo anche chiederci dove può giocare Gakpo e cosa può fare Gakpo e quali sono i punti di forza di Gakpo. Giusto, e si dà il caso che per ogni domanda la risposta sia tutto. Perché lui può tutto.

Se mi chiedete “ma come dribbla Gakpo?” io vi rispondo “tutto” anche se suona malissimo. In America i giocatori che fanno tutto (nell’ambito di altri sport, non del football) li chiamano unicornideduco sia perché gli unicorni fanno un po’tutto anche loro. Cioè volano, corrono, nitriscono, brucano e tante altre cose nella loro routine. Anche se non mi è troppo chiara la storia dell’unicorno americano, riconosco che Gakpo (189 centimetri e 76 kili sul display della bilancia) risponde alla definizione di unicorno da bandiera stars and stripes. Cioè agisce un po’ovunque davanti, dalla mediana in su, e ha un bagagliaio tecnico praticamente infinito. Lui fa indifferentemente la falsa punta, la seconda punta, il trequartista, l’esterno o la mezzala, con van Gaal la punta in area: e quindi questa poliedricità gli permette di muoversi dappertutto, non importano l’habitat o il caldo o il freddo. Eppure, se mai si dovesse segnalare il ruolo preferito dall’olandese a qualche discendente di Cartesio, la posizione che più gli si addice è (forse, o meglio, finora) l’esterno d’attacco sulla corsia sinistra.

E poi c’è che Gakpo trova i gol di una semplicità innaturale. Scientificamente, i suoi tiri vanno avanti tesi e si incagliano a volte con traiettorie a giro ed altre no. Non importa. Tanto Gakpo non è uno di quelli che rompe la porta, è uno di quelli che tira benissimo. È uno che parte palla al piede e sceglie dopo se segnare o far segnare. Del resto, come ho già accennato sopra, ad Eindhoven si fa affidamento su una tattica Gakpo-ball di riferimento nelle giornate toste. Dalla sua, il ventitreenne cresciuto con la maglia dei boeren, ha dei grandi compagni di squadra, c’è da ammetterlo. Don’t sleep on PSV: Xavi Simmons, Noni Madueke, Veerman e Sangaré in mediana o l’esperto Luuk De Jong come numero nove, uno di cui avere fiducia nel campionato olandese. Quindi, nemmeno me la sentirei di ammettere che il PSV è Gakpo. Il PSV troverà grandi plusvalenze, è la mia parola.

I giocatori del PSV festeggiano dopo un gol
Non avete idea del talento in questa foto. E manca anche Madueke (Photo by Dean Mouhtaropoulos/Getty Images – OneFootball)

La Gakpo-ball prevede Gakpo largo che o crossa, o ne salta almeno un paio e crossa, o comincia nella stessa maniera e (più raramente) tira. Cross dolcissimi, tipo pappa reale. A costo di allargarmi credo che Gakpo sia almeno nella top-10 dei migliori crossatori da corner. E va bene, segnatevi anche questo sul block notes. Comunque è che lui ha gamba, quindi ripartenze o campo strettino non fa differenza, ma ha segnato spesso anche da fermo o quasi. Nel primo passo non accelera alla velocità di Leao, non è kitsch come Manè e non è skillato come i colleghi brasiliani, però quando decide di passare i due terzini di fronte, ecco, si fa strada in maniera efficace.

Un limite potrebbe essere che è più abituato a creare che a veder creare qualcosa per lui. In 14 partite finora giocate, le statistiche in campionato (dati di eredivise.eu) si pronunciano con 59 chances create e 26 tiri in porta, ed è il primo del campionato in queste due voci, poi sono ben 43 i cross totali realizzati (esclusi i calci d’angolo) e 25 volte un suo passaggio ha portato un compagno al tiro. Insomma, oltre ad essere l’uomo addetto a tutti i calci piazzati, alla maggior parte dei dribbling e a prendersi il palco da capocannoniere delle Eredivise, Gakpo fa di mestiere il regista del PSV. Ruolo ancora più importante dei titoli da curriculum elencati sopra. E certo che van Nistelrooy lo ha responsabilizzato.

Cody Gakpo “9” di Louis van Gaal

Premessa, in questa faccenda del Mondiale non simpatizzo per van Gaal. Figuriamoci, questo si è messo contro tutti i figli di Cruijff optando per una difesa a 3 che nella fase a gironi ripiegava anche a 5. Chiaramente al nord quei puritani del voetbal non l’hanno presa benissimo. Nei Paesi Bassi, da come so io, il 3-4-1-2 è un po’ una lesa maestà alle auctoritas dello storico calcio olandese. È stata una scelta molto impopolare, ecco, ed in origine tra i tanti nomi circolati per la panchina degli Oranje, beh, van Gaal sembrava la scelta più sicura. Comunque, è andata a finire che Gakpo è stato totalmente snaturato, ma anche che Gakpo è partito fortissimo, arrangiandosi da sé.

Un po’sopra trovate io che annuncio che Gakpo sa fare tutto: lasciarlo a creare densità dentro l’area di rigore come un incursore che si muove tra i blocchi non è proprio una scelta da filosofo metafisico eloquentissimo, così credono dalle parti di Eindhoven. Tra l’altro l’Olanda ha creato pochissimo e se nella fase a gironi il nostro Gakpo ha lasciato 3 timbri, uno per ogni partita, le ragioni sono tutte nella capacità di puntare sulle altre caratteristiche dell’illimitato bagagliaio tecnico. Le “altre caratteristiche” lo scrivo un pochino con disgusto, perché in una squadra che ha avuto problemi a venire fuori in avanti, lasciare Gakpo a battersi tra le maglie avversarie è una cattiveria. È sprecarlo, tipo il nero di seppia con le pennette integrali.

E poi, è tutto documentato in termini di expected goals.

Gakpo esulta dopo il gol all'esordio mondiale
La sensazione di un gol all’ 84′ nel debutto al Mondiale (Photo by ANNE-CHRISTINE POUJOULAT/AFP via Getty Images – OneFootball)

Provo ad essere il più chiaro possibile, gli expected goals sarebbero le stats che riportano i gol previsti guardando alle occasioni create. Dunque, delle big, nessuna ha creato poco quanto l’Olanda, che ha terminato i gironi con 5 gol fatti: si segnalano infatti solo 2.95 expected goals (che da ora abbrevieremo in xG). Con un esempio, questo Brasile ultra-offensivo ha mantenuto una media di 2.43 xG a partita nella fase a gironi, una cifra che si avvicina sensibilmente a quanto creato dagli Oranje nelle prime 3 partite.

Dunque, è molto semplice ed è come sembra: per i pericoli in campo causati della squadra di van Gaal si stimavano 2.95 gol. Di questa mole, 0.26 xG provenivano da Gakpo e 2.69 xG da tutti gli altri compagni. Ciò che si è verificato è un surreale esempio di overperformance con Gakpo che conta 3 gol (“arrangiandosi”), segnando dove le probabilità risultavano bassissime. Ve lo scrivo per bene perché tutto ciò sia a documentare che Gakpo non ha giocato propriamente alla sua maniera. Nossignore. E non ci è andato nemmeno vicino, ha soltanto tirato fuori il meglio da opportunità microscopiche.

Che poi sì, specialmente nella gara d’esordio la sua posizione – ma soltanto nella prima fase d’impostazione- era dietro la punta (quel giorno era Vincent Janssen). A supporto. Eppure per ogni Olanda che avanzava oltre la metà campo avvicinandosi alla porta avversaria, sempre – che significa sempre, c’è stato un Cody Gakpo che occupava l’area di rigore. In seguito, con il precoce fallimento di Janssen, Gakpo è stato preso come un attaccante che assomigliasse ad un nove. Lo vedete in catene lui, così, ed è ancora in questa miserabile condizione ma con la gloria di chi fa gol. Certo. È successo che Van Gaal che poteva cambiare l’Olanda da così a così (*gesticolo con le mani*), cioè da 3-4-1-2 a 3-4-2-1, ha continuato a vedere Gakpo più come un finalizzatore che ha sfoggiato qualche allungo palla al piede, non un regista o uno che potesse liberarsi delle marcature. Non uno che potesse dribblare o crossare o fraseggiare, ma come uno senza nulla di creativo. Una cosa tristissima come non ne sentivate da innumerevoli telegiornali cari lettori. Lui, Cody Gakpo: non utilizzato come un artista bravo, come quelli fiamminghi, ma come un puro esecutore.

Tutti mentono

È così che finora, quindi, nella gabbia di blocchi avversari di questo Mondiale, Gakpo ha incantato molti tifosi più superficiali. Perché non ha brillato nella manovra, nel gioco, nell’estetica. Cioè metaforicamente è stato mandato a sporcarsi con la polvere da sparo nelle tasche, ed ha svolto il suo lavoretto tutto per bene, ma non alla Cody GakpoNon da rule changer. Non è stato coinvolto, non è stato posto in condizione di trovare la sua strada, e ora sto parafrasando My way di Frank Sinatra. Noi super-fans di Gakpo la parafrasiamo sempre per analizzare Gakpo al Mondiale. È l’esempio classico, quello da estendere alle nuove leve.

Quindi se mi chiedete: mi sarei aspettato questi suoi numeri al Mondiale da protagonista di una Nazionale come l’Olanda? Assolutamente sì. Certo. Anzi, non credevo che lui potesse rimanere a 0 nella casella degli assist durante la fase a gironi. Non me lo immaginavo proprio. Io le chiamo prove. Io le chiamo prove indiziarie.

Se cercate una punta che segna, questo Cody Gakpo può anche fare al caso vostro,  ma io vedo anche potenziale sprecato. Quindi, ultimo consiglio di questa guida, non mi illuderei che questo sia un Gakpo ad alti livelli. Veramente. Diffidate, state alla larga da quelli che ne parlano contenti. È che là fuori… vi ingannano tutti. Sono tutti coinvolti, tutti mentono, tutti vi nascondono qualcosa su Cody Gakpo. Dovete saperlo. Dovreste saperlo. Sono tutti colpevoli, e loro lo sanno anche. Quindi, non dovete credere che questo sia un grande Gakpo, fatelo finché non sarà troppo tardi. Siete ancora in tempo.

In realtà Cody Gakpo non è una punta, ma segna come una punta e a van Gaal sta bene.   (Motto cardine della setta)

Autore

Classe '05 di fede milanista, fan n.1 di Patrick Cutrone in Italia e nel mondo, "un giorno sei l'uovo e quello dopo il ladro di galline"

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