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NAZIONALI

Ed è finalmente Argentina-Brasile

Erano in dieci le nazionali presenti ai blocchi di partenza della Copa America 2021. Ad oggi ne sono sopravvissute soltanto due, pronte a giocarsi il titolo nell’atto finale che andrà in scena alle 2 italiane della prossima nottata. E non si sarebbe potuto sperare in accoppiamento migliore per la finale data l’accesa rivalità che divide le parti in causa, e che rende questa una delle sfide più appassionanti ed appaganti che il calcio possa regalare. Signori e signore, questa notte non si dorme, c’è Argentina-Brasile.

Una rivalità a 360 gradi

Argentina e Brasile, i due giganti del continente sudamericano. Due paesi così vicini eppure così lontani tra loro, per tanti versi simili, per altri agli estremi opposti. Legati da un storia ultrasecolare che li ha visti spesso entrare in conflitto, ma che allo stesso tempo ha creato un rapporto di interdipendenza tra le due nazioni. Per esistere l’Argentina ha necessariamente bisogno del Brasile, e viceversa.

Un legame idiosincratico ma di mutua sopportazione che nel corso del tempo ha naturalmente finito con lo scaturire in una rivalità a 360 gradi tra le parti. Dalle arti figurative alla letteratura, dalla cucina alla pista da ballo, coinvolgendo ogni singolo aspetto culturale e non dei due paesi, nel cui raffronto gioca ovviamente un ruolo fondamentale il calcio.

Quella tra Albiceleste e Seleção è la rivalità per antonomasia, quella di cui vieni a conoscenza ancor prima di toccare con mano il mondo del pallone, e alla quale, pur se di calcio non te ne infischia un tubo, non puoi rimanere indifferente. È l’eterna sfida tra l’incosciente, magica follia dell’estro brasiliano, e l’illuminante, lucida fantasia del genio argentino. E chiaramente non può non essere la sfida di Maradona contro Pelé.

Tra non molto andrà in scena un nuovo capitolo di questo duello, con le due nazionali che non si affrontano proprio dall’ultima edizione della Copa America nel 2019, quando a spuntarla furono i brasiliani per 2-0. Questa volta lo scontro si terrà nell’atto conclusivo della manifestazione – cosa che non accadeva dall’edizione del 2007 – per quello che si prospetta lo spettacolo dei sogni per ogni appassionato di calcio.

Uno striscione dei tifosi del Banfield inneggia alla supremazia di Maradona nei confronti di Pelé
Inutile dire che l’infinita questione su chi sia il più grande di sempre tra Maradona e Pelé rappresenti uno dei maggiori terreni di scontro tra argentini e brasiliani (Foto: Imago Images – OneFootball)

Copa America: atto finale

Era la finale in cui tutti speravano e quella che praticamente tutti, salvo rare eccezioni, avevano pronosticato. Indiscussamente le due rose dal maggior valore, il cui cammino verso la finale non è stato però certo privo di spaventi. Le due nazionali hanno infatti trovato non poche difficoltà nell’affrontare Cile e Colombia, rispettivamente ai quarti e in semifinale – Rojas per i brasiliani, Cafeteros per gli argentini – nei quali hanno rischiato concretamente l’eliminazione. Per il resto il cammino delle due squadre nel torneo è stato piuttosto lineare, coerente con quelle che erano le aspettative alla vigilia.

Le due nazionali non si trovano certo in un momento storico molto favorevole, trovandosi entrambe in un limbo tra quello ch’è stato e quello che dovrà essere, senza una chiara progettualità in vista di un ricambio generazionale che nei prossimi anni vedrà coinvolte entrambe le compagini. Detto ciò c’è comunque una finale conquistata da giocare, dunque è giusto rimanere con lo sguardo a quello che potrebbe succedere nella nottata del Maracana.

Come detto le squadre hanno compiuto un percorso simile, all’interno del quale hanno alternato momenti di buon calcio ad altri di evidente offuscamento. Entrambe hanno però buone certezze su cui a fare affidamento. Per il Brasile una di queste è indiscutibilmente il reparto difensivo. Fino a questo momento la squadra di Tite si è presentata come una formazione compatta a cui risulta difficile far male davvero. Merito di una linea a 4 – guidata da due pilastri come Marquinhos e Thiago Silva – che supportata dalla coppia mediana Casemiro-Fred si è mostrata fondamentale per mantenere l’equilibrio in campo di tutta la squadra.

Al contrario per l’Argentina la certezza consiste in quello avanzato, o per essere precisi, in Messi. Il cinque volte pallone d’oro è finora apparso in palla come forse poche altre volte con la maglia della nazionale, imponendosi, con 4 goal e 5 assist, di gran lunga come il miglior giocatore di questa Copa America. Al capitano dell’Albiceleste ha giovato senza dubbio l’intesa con i compagni di reparto, ed in particolar modo con Lautaro Martinez, insieme al quale Messi sembra aver trovato davvero una connessione speciale.

Lautaro e Messi festeggiano il goal contro la Colombia nella semifinale di Copa America
È incredibile l’affiatamento tre Messi e Lautaro riescano a trovarsi in campo come se giocassero insieme da una vita (Heuler Andrey/Imago Images – OneFootball)

Ma le due squadre presentano ovviamente anche delle lacune. Per quanto riguarda il Brasile si tratta paradossalmente dell’attacco, dove nessuno dei vari elementi provati sembra poter riuscire ad accompagnare nella giusta maniera la guida di questa squadra, Neymar. Il calciatore del PSG è infatti stato sino ad ora l’unico a poter riuscire ad inventare qualcosa d’importante nei momenti chiave delle partite, fatta eccezione per qualche sprazzo isolato da parte di Richarlison.

Sul fronte argentino il discorso è ancora una volta inverso. Qui a preoccupare è soprattutto la difesa – problema ormai presente da diverso tempo – la quale ha fatto fatica in più di un’occasione, palesando gravi insicurezze. Non sono certo un caso i continui cambi di formazione attuati da Scaloni nel reparto arretrato durante l’arco del torneo, con i quali però potrebbe aver minato anche le poche certezze presenti. Una finale che non vedrà dunque di certo scontrarsi due squadre perfette (tutt’altro), il cui potenziale rimane però comunque di altissimo livello.

Neymar immortalato durante la semifinale di Copa America contro il Perù
Il destino del Brasile passerà dai piedi e dalla testa di questo signore (Foto: MB Media/Imago Images – OneFootball)

Cosa aspettarsi dunque da questa finale di Copa America?

Non una valanga di gol, questo è poco ma sicuro. La finale della Copa America 2021 sarà infatti una partita molto bloccata, in cui le due squadre staranno più attente a non prendere gol piuttosto che a farlo, soprattutto l’Argentina, che in una partita dalla forte intensità rischierebbe sicuramente maggiormente di uscire sconfitta. Oltretutto è il Brasile a partire leggermente favorito, dunque è lecito aspettarsi dalla formazione di Scaloni un atteggiamento più conservativo, anche per cercare di porre rimedio alle mancanze difensive.

Poi magari l’incontro si sblocca a pochi minuti dal calcio d’inizio e con le carte che vengono a mischiarsi il divertimento aumenterebbe vertiginosamente, mai dire mai. Ben venga nel caso dovesse succedere, ma realisticamente parlando è più giusto dire che la partita dovrebbe attestarsi su ritmi bassi per buona parte dei novanta minuti. Sono inoltre anche le caratteristiche delle squadre a supportare tale tesi, e d’altronde bisogna sempre tenere a mente che si sta parlando di una finale.

Questo non vuol certo dire però che la gara risulterà noiosa. Sia Argentina che Brasile vivono spesso di fiammate, e nel momento in cui dovessero accendersi entrambe contemporaneamente la partita potrebbe spaccarsi, cambiando completamente volto. Tutto quello che c’è da fare è dunque munirsi di una buona dose di birra, mettersi comodi sul divano, e godersi uno degli spettacoli migliori che questo sport possa regalare.

Una panoramica del Maracana
L’anfiteatro che ospiterà l’atto finale della Copa America 2021 (Foto: MB Media/Imago Images – OneFootball)

 

 

 

 

Autore

Terzino da paese in campo, fantasista sulla tastiera. Segnato fin da bambino dalle lacrime di Ronaldo del 5 maggio, ha capito subito che la vita da interista sarebbe stata dura. Scandisce il tempo in base alle giornate di campionato, sperando un giorno di poter vivere di calcio e parole.

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