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Calciomercato estivo 2011: il Milan ha appena perso il faro del proprio centrocampo, quell’Andrea Pirlo che per le successive quattro stagioni farà sognare i tifosi juventini. Adriano Galliani, allora, cerca disperatamente un profilo a centrocampo che possa essere anche solo un’unghia del Maestro, che per dieci anni aveva fatto innamorare giovani, adulti ed anziani nel pianeta rossonero. È l’estate del Mister X, che si concretizza con l’arrivo di un 26enne dal Palermo.

Siamo a Cordova, nella leggendaria plaza de toros. È il 5 ottobre del 1879 e si sta svolgendo un duello: da una parte Rafael Molina Sánchez, lo storico torero che prese il nome di Lagartijo, e dall’altra Murciélago, uno dei tori più leggendari di sempre. In quella domenica riuscì a sopravvivere a 90 colpi di spada del torero, che fu costretto a risparmiarlo data la volontà della folla. Ma non vi ricorda proprio niente il nome di quel toro?

Nel “giuoco” del calcio, quello con la “u” maiuscola, non si vince solo con undici titolarissimi e, a parte rari casi –tipo il Leicester di Ranieri-, la storia ha sempre confermato questa teoria. Già, perché le riserve, di lusso, come piace definirle a noi, sono importanti tanto quanto quelli che dal fischio iniziale dell’arbitro si ritrovano in mezzo al campo, anzi, a volte sono proprio loro a decidere il corso degli eventi e a cambiare irrimediabilmente la storia (calcistica): l’esempio più palese lo abbiamo avuto con la semifinale della scorsa Champions League, quando Divock Origi, uno che di mestiere non fa proprio il titolare, ha portato i suoi in finale. Ma questa è un’altra storia, perché oggi vi proponiamo un’intervista alla riserva di lusso per eccellenza del famosissimo mondiale del 1982: Franco Selvaggi, detto Spadino.

“Arriva il pallone, la mette fuori CANNAVARO! Poi ancora insiste Podolski… CANNAVARO! CANNAVARO!!!”

È il 4 luglio del 2006 e il telecronista Fabio Caressa urla queste parole concitato nello svolgere il proprio lavoro essendo chiaramente anche un tifoso della nostra Nazionale. Tutti noi siamo a conoscenza che quelle parole non sono parole qualsiasi, ma appartengono ad una partita in particolare (Germania – Italia ndr), in una competizione speciale che ha trovato protagonisti tutti i calciatori della nazionale italiana ed esaltato in particolar modo il proprio capitano. Signore e signori, Fabio Cannavaro.

Fabio, stella del calcio, giocatore completo. Nonostante la sua non eccelsa statura si è distinto per il suo temperamento, leadership, doti tecniche e abilità in zona gol.

C’è chi è stato un piccolo giocatore in grandi squadre e chi un grande giocatore in piccole squadre. E Massimo Maccarone fa parte del secondo gruppo, di chi in provincia ha costruito una carriera e una storia. Lui, in Toscana, è diventato l’eroe di Siena e Empoli. Realtà che si trovano a sgomitare per restare in A o per salirci e dove, Big Mac, ha dato il meglio di sé, ergendosi a matador e simbolo. Pensare che quel ruolo, a inizio carriera, se lo sentiva troppo stretto, credendo di meritare altro.

Dev’essere stato strano passare dalle mani del saggio sciamano Rafiki alle direttive di Arrigo Sacchi in così poco tempo. Ok, aspettate: forse stiamo confondendo le idee.. Il fatto è che le differenze sono irrisorie: hanno entrambi il ruolo di leader del branco, hanno un’elevata velocità ma allo stesso tempo sono molto fisici ed entrambi azzannano le prede avversarie. Ruud è un po’ come Simba: con quella criniera poi..

Il 7 maggio 1999, Marco Materazzi si trova a Liverpool, sulla sponda dipinta di blu del fiume Mersey. Ha la numero 15 dell’Everton, che non ha indossato nelle ultime tre gare di campionato: non lo convocano, forse sarà per la sua attitudine a farsi sbattere fuori prima del 90′. Il giorno dopo i Toffies ne rifilano 6 al West Ham, ma Marco non è della partita. Chissà se quel giorno ha visto la première dell’ultima pellicola dei fratelli Wachowski: di questo Matrix ne sentirà parlare spesso..

Ci sono giocatori che con tanto lavoro e dedizione, riescono a raggiungere obiettivi importanti, come ad esempio nel caso di Cristiano Ronaldo, che da oramai anni, si allena ogni giorno, senza mai saltare un allenamento. Ce ne sono poi altri, con più talento del normale, e che posso letteralmente fare ciò che vogliono, passando da un eccesso all’altro. Il simbolo di tale categoria è ovviamente Paul Gascoigne, che ha da poco compiuto 52 anni. Tutti segnati da una vita di eccessi.

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