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Simone Tommasi

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21 novembre 2022, ore 19.00, Qatar-Ecuador. Chi sa cosa aspettarsi dalla nazionale del Golfo? Nessuno. O meglio, pochi al di fuori della cerchia degli addetti ai lavori. I padroni di casa di questa edizione dei Mondiali sono al loro esordio nella competizione, e fino ad alcuni anni fa erano una presenza marginale nel calcio mondiale. Nel 2019, però, il Qatar ha vinto la sua prima Coppa d’Asia, mentre cinque anni prima era stato in grado di sollevare il trofeo della competizione continentale per U-19. Tra i due successi, Akram Afif era diventato il primo calciatore qatariota a esordire in uno dei top cinque campionati europei – nello specifico, la Liga spagnola.

Il pullman che ha portato in trasferta la squadra riserve del Leyton Orient completa il suo tragitto arrestandosi nell’ampio spiazzo davanti al campo di gioco del Southend; i ragazzi della squadra di casa sono già arrivati quasi tutti, e sono radunati poco più avanti, all’ombra della tribuna. Più di qualcuno tra gli shrimpers alza la testa, pronto a vedere le facce di città che si troverà davanti in campo poco meno di due ore dopo. Nulla di rilevante da notare, finché tocca scendere i gradini del bus, nell’ordine, a Tony Grealish, Bobby Fisher e Laurie Cunningham.

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