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ARCHITETTURE

Architetture: Allianz Stadium

Eduardo Galeano disse che non esiste niente di meno vuoto di uno stadio vuoto. E come dargli torto? In questi ultimi mesi ne abbiamo avuto la prova, li abbiamo visti vuoti, tristi come non mai. Loro che erano il centro di tutto, della nostra passione, della nostra squadra del cuore, dei nostri beniamini, custodi fedeli di tutto ciò che è questo fantastico sport chiamato calcio. Ecco perché in questo momento difficile per tutti i tifosi, lontani da quella che molti ritengono come una seconda casa, abbiamo deciso di portarvi con noi alla scoperta di alcuni degli stadi più belli d’Italia e non solo. Prima tappa di questo percorso, l’Allianz Stadium di Torino.

La storia

La Juve è sempre stata un meraviglioso dipinto, e un meraviglioso dipinto ha bisogno di una cornice meravigliosa come questa.

Così parlò Del Piero, emblema della juventinità, all’inaugurazione dello Stadium nel settembre del 2011. Inaugurazione di uno stadio ricco di significati, di un progetto non solo architettonico ma anche sportivo che ha segnato l’inizio di un nuovo corso, inaugurando un futuro che per il momento si è rivelato ricco di successi. Probabilmente il maggior simbolo di quella che è stata la rinascita dalle ceneri post-calciopoli da parte della società bianconera.  Uno stadio che è servito anche a tranciare il filo con il passato recente, non proprio gradevole sia per la società bianconera, sia per il calcio italiano in generale.

Una creatura che rispecchia fedelmente lo stile Juventus. Elegante, ma con sobrietà, senza voler dare nell’occhio. Costruito in maniera funzionale a quello che è l’obiettivo prefissato, senza troppi fronzoli. Per la squadra, vincere. Per lo stadio far godere al meglio la partita ai propri tifosi. E bisogna riconoscere che la cosa riesce piuttosto bene, essendo in grado di regalare un’ottima visione sul campo da ogni angolo degli spalti. Un impianto non dalla grandezza esorbitante, ma compatto e caldo. Costruito sul modello inglese, che da sempre funge da ispirazione per le arene di tutto il mondo.

Istantanea serale dello Stadium

Creazione all’insegna del moderno e dell’innovazione sulla linea di altri stadi costruiti di recente come l’Allianz Arena di Monaco. Una nuova figura che ha contribuito a creare anche un nuovo giro di affari per uno spicchio della città non proprio centrale, diventando oltretutto il centro nevralgico del mondo Juventus.

Una storia breve ma intensa, quella dello Stadium. Costruito sulle ceneri dell’imponente ma mal progettato e poco funzionale Delle Alpi, costruito in occasione dei Mondiali ’90 e vissuto solo fino al 2006, per poi essere demolito e dare spazio all’avvio dei lavori per la costruzione di quello che è oggi l’Allianz Stadium, poi terminati nel 2011.

La casa della Juventus

La storia, o meglio, la mancanza di questa è probabilmente l’unica cosa che incide negativamente sull’Allianz Stadium. D’altronde, il ricordo e la nostalgia del passato sono tra le cose che contribuiscono maggiormente ad alimentare il lato romantico del calcio. Ecco perché, alcune volte, impianti come lo Stadium non vengono apprezzati completamente. Il giudizio su uno stadio è qualcosa che si crea con il passare del tempo, è un qualcosa in continua evoluzione.

Uno stadio non è solo un gigante di ferro dal cuore freddo: non si giudica solamente dalla grandezza, dal numero di posti o dalla loro qualità. Uno stadio si giudica soprattutto dalle emozioni che sa suscitare e da quelle che conserva al suo interno, da ciò che vi è accaduto, dai momenti di gioia o dolore che ha saputo regalare. Serate come quella dell’11 aprile 2017, di cui parleremo più avanti.

Cartoline dall’Allianz Stadium

Come detto, la storia di uno stadio si costruisce soprattutto attraverso i momenti e gli episodi che vi succedono all’interno. Immaginate ora di ripercorrere questa storia attraverso delle istantanee di questi episodi, quasi a voler creare un collage fatto da cartoline raffiguranti tutti i momenti chiave che hanno fatto la storia di uno stadio.

Nonostante la giovane età, lo Stadium ci ha regalato già dei momenti iconici fin dall’inizio: basti pensare al 12 maggio 2012. A meno di un anno dall’inaugurazione, lo Stadium è strapieno. Il popolo bianconero si prepara ad applaudire per l’ultima volta l’idolo di un ventennio. Alessandro Del Piero è arrivato alla fine del suo percorso con la Juventus, riuscendo però a godersi almeno per una stagione la nuova casa della propria famiglia. Dice addio tra le lacrime dei propri tifosi, tra i loro applausi, quelli dei compagni, degli avversari e di tutto il mondo calcistico. Un momento che ancora oggi crea nostalgia e tristezza, al popolo bianconero e non solo.

Il saluto di Alessandro Del Piero al popolo bianconero

Quello stesso anno arriva anche l’istantanea dei festeggiamenti del primo scudetto. Ne arriveranno altri otto, nove complessivi in tutto. Nel mezzo i gol di spettacolari di Pogba, l’esultanza senza pantaloni di Vucinic, il gol di Pirlo al 93′ nel derby contro il Torino. La squadra che cambia e cresce, l’arrivo di Allegri e di tanti altri campioni, delle imprese in Champions, ma anche di qualche cocente delusione. Fino ad arrivare ad un’altra cartolina scattata più di recente, che sul momento ha infranto il cuore dei tifosi bianconeri, ma che mai avrebbero potuto immaginare avrebbe segnato l’inizio di una delle loro più grandi gioie. Il 3 aprile 2018 all’Allianz Stadium va in scena l’andata dei quarti di finale di Champions League; avversario di serata, il Real Madrid. Sarà una sconfitta cocente per il mondo bianconero, che però assisterà ad una delle giocate più incredibili viste nella storia del torneo, a cui il pubblico tributerà giustamente il meritato applauso. Sappiamo tutti com’è andata a finire…

La celeberrima rovesciata di Cristiano Ronaldo

Cristiano Ronaldo alla Juventus. In pochi ci avrebbero creduto, ed invece il sogno è diventato realtà. L’ultima cartolina della nostra collezione rievoca quello che forse è stato il momento di massima onnipotenza del fuoriclasse portoghese con la maglia della Juventus.

Di istanti da immortalare ne ha regalati tanti, ma mai come nella sera del 12 marzo 2019 si è avuta l’impressione che quello in campo con il numero 7 avesse davvero poco di umano. La Juventus si vede costretta a rimontare il 2-0 subito in casa dell’Atletico Madrid nell’andata dei quarti di finale di Champions, conclusasi con il famoso gesto dei cojones mostrato da Simeone al gol del raddoppio. Poco più di tre settimane dopo, in molti non credono che la formazione bianconera possa recuperare lo svantaggio, soprattutto tenendo conto dell’impermeabilità della retroguardia Colchoneros. Ma quella sera a mostrare gli attributi sarà il cinque volte Pallone d’Oro. A fine gara il tabellino registrerà il punteggio di 3-0 in favore dei bianconeri. Superfluo dirlo, tripletta di Cristiano Ronaldo.

CR7 Allianz Stadium
“Cojones”

Antologia: Juventus – Barcellona 3-0

Ci sono momenti che s’iscrivono di diritto nella storia. Restano impressi nella memoria indelebilmente. Può essere un gesto, una frase pronunciata, un discorso. O al contrario può essere un silenzio, una parola non detta. Oppure può essere una partita di calcio, perché no?

Per l’Allianz Stadium quella partita è l’andata dei quarti di finale della Champions League 2016-2017. A Torino arriva il Barcellona di Messi, la stessa squadra che due anni prima aveva stroncato in finale i sogni della prima Juventus targata Massimiliano Allegri. Una squadra, quella di Allegri, che allora non aveva raggiunto ancora la maturità, probabilmente arrivata anche oltre le aspettative in campo europeo. Due anni dopo da quella finale persa la squadra è cambiata per tre quarti, ma soprattutto è decisamente più sicura dei propri mezzi.

C’è la voglia di riscatto e di vendetta, la consapevolezza della propria forza, l’ambizione a voler andare avanti, di tornare a vincere quella coppa dalle grandi orecchie che ormai sembra quasi maledetta. Ma c’è anche la paura che quel sogno sia chiamato a infrangersi di nuovo, anche prima del previsto. A Torino si respira l’aria delle grandi serate. Non siamo ancora neanche in primavera, ma la temperatura percepita dal popolo bianconero è decisamente più alta rispetto a quella effettiva, sembra quasi mancare l’ossigeno.

Messi Dybala Allianz Stadium
Leo Messi e Paulo Dybala per Juventus-Barcellona

Alle 20:45 il calcio d’inizio. La tensione ormai è alle stelle, c’è quasi uno strano silenzio ai primi possessi del Barca. Passano appena sette minuti e a far esplodere lo stadio ci pensa Paulo Dybala. Riceve palla da Cuadrado al vertice dell’area piccola, spalle alla porta, in una posizione apparentemente innocua, tanto che Piqué non si preoccupa di stringere la marcatura. Mai scelta fu più sbagliata. Stop di destro, palla incollata al piede, l’argentino da fermo si ruota completamente sul piede perno e con il sinistro lascia andare una pennellata a giro che sembra voler sfidare le leggi della fisica, per poi infilarsi in porta, sfiorando il secondo palo. Passano appena quindici minuti e Dybala regala un’altra perla: palla a rimorchio dalla fascia sinistra verso il limite dell’area, la Joya arriva in corsa, conta i passi e apre di nuovo l’interno collo. Di nuovo a giro, a sfiorare lo stesso palo, che stavolta è quello del portiere. Nel mezzo una parata surreale di Buffon su Iniesta. Lo Stadium tira un sospiro di sollievo.

Il Barça attacca, la Juve sembra sbandare leggermente ma senza finire in testacoda. In attacco continua a mostrarsi piuttosto pericolosa. Al 55′ lo stadio esplode di nuovo: calcio d’angolo dalla sinistra sul secondo palo, Mascherano marca, non si sa bene per quale motivo, Chiellini, che non ci pensa due volte e incorna di testa il gol del 3-0. Il Barcellona va due volte vicino al gol, ma la Juve resiste. Game. Set. Match. Probabilmente la prova più convincente in Europa della squadra di Allegri, con Dybala apparentemente pronto a sfoderare tutto il suo talento e a prendere le redini dell’attacco bianconero.

Purtroppo poi il sogno si infrangerà di nuovo in finale, questa volta contro il Real Madrid, ma difficilmente i tifosi bianconeri potranno mai dimenticare una serata magica come quella contro il Barcellona. Una serata magica, vissuta in un palcoscenico magico. Uno stadio che magari non avrà il fascino della storia che possono vantare tanti altri, ma comunque capace di regalare altrettante emozioni. Di serate come quella dell’11 aprile 2017, l’Allianz Stadium ne ha già vissute e ne vivrà ancora molte.

Autore

Terzino da paese in campo, fantasista sulla tastiera. Segnato fin da bambino dalle lacrime di Ronaldo del 5 maggio, ha capito subito che la vita da interista sarebbe stata dura. Scandisce il tempo in base alle giornate di campionato, sperando un giorno di poter vivere di calcio e parole.

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