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CALCIO ESTERO

Terem Moffi è stato la sorpresa della Ligue 1

Quando si parla di calcio, e dell’importanza che esso ricopre in tutto il mondo, si evidenzia sempre il carattere extra-frontaliero che può avere non solo per chi lo segue, ma anche per chi lo pratica, soprattutto per aspirare o diventare un professionista. Ma quanto questa frase può definirsi veritiera e quanto invece un atleta deve faticare per riuscire ad imporsi e diventare un giocatore di primissimo livello? Ci insegna qualcosa la particolare parabola di Terem Moffi, attaccante nigeriano del Lorient che compie oggi 22 anni.

Oltre a vivere una stagione da protagonista assoluto della salvezza dei Merluzzi, in un campionato che scopriva la scorsa estate, la traiettoria di Moffi, recentemente convocato per la prima volta con la Nazionale nigeriana, ci mostra i due risvolti del calcio. Quello globale e globalizzante formato da indiscussa meritocrazia e quello fatto da un percorso difficile, ripido, sconnesso e geograficamente “pazzo” per chi non ha saputo imporsi alla prima occasione utile e deve lottare con le unghie e con i denti per conquistarsi una seconda opportunità, sfidando qualsiasi legge e regola.

Il primo contratto in Lituania

Nativo di Lagos, capitale nigeriana, Terem Moffi si trasferisce da giovanissimo nell’Est Sussex, ad Hastings. Qui, immerso nel verde delle coste meridionali inglesi, vicino Brighton, molto diverse da quelle della sua terra natìa, muove i primi passi da calciatore nella Buckswood Football Academy. L’accademia inglese vanta importanti rapporti con i migliori settori giovanili del continente africano, come la Totsports in Kenya, il Mirage in Ghana o il Lagos Tigers FC, proprio in Nigeria.

Da qui partirà  Moffi: il giovane è evidentemente promettente e in Inghilterra inizia a farsi vedere. Non basta però per attirare le sirene dei più importanti club inglesi, tanto che appena maggiorenne otterrà un primo contratto in Lituania, allo Zalgiris di Kaunas, ben più conosciuto per le prestazioni nel basket rispetto a quelle in A Lyga. Non sarà amore a prima vista con la Lituania, tanto che la permanenza di Moffi a Kaunas dura solo sei mesi, senza lasciare traccia.

Il ragazzo nigeriano entra in un limbo spesso comune tra i giovani calciatori: abbandonare tutto per ritornare in patria con un sogno svanito oppure provare a cambiare le cose, rigirando la propria carriera come una frittata. Da qui, possiamo immaginare che abbia scelto ed utilizzato il motto della sua vecchia accademia come un mantra vero e proprio: perché alla Buckswood, quando accarezzava il sogno di diventare un professionista, la chiave di volta del successo veniva identificata nel detto “Se il piano non funziona, cambialo, ma non cambiare il tuo obiettivo”.

Una frase che accompagnerà per il futuro Terem Moffi, nonostante un anno passato in Lituania da svincolato e perfetto sconosciuto. Dopo Kaunas, ci volle tempo per ritrovare un’occasione utile per farsi notare. Essa giunge però nel gennaio 2019 e percorre i 101 km che da Kaunas portano a Vilnius, nella capitale lituana. Moffi firma con il Futbolo Klubas Riteriai, una piccola squadra della capitale fondata una decina d’anni addietro che aveva confezionato una piccola impresa qualificandosi per i preliminari di Europa League e venendo battuta solamente dal Partizan al terzo turno.

Oltre alla volontà di rendere il club centrale per una capitale come Vilnius, la storia era povera di successi e giocatori divenuti poi dei campioni: oltre a dei campi estivi organizzati assieme al Milan nel 2011, quello che un tempo era chiamato FK Trakai cambiò nome nel 2019, acquisendo l’appoggio della federazione lituana di calcio e dotandosi anche dello stadio di proprietà della federazione. Terem Moffi si ritrovò da queste parti in un periodo di pieno cambiamento, diventando di fatto l’acquisto di punta per passare da una fase transitoria ad un consolidamento calcistico e di movimento capitolino.

Per ringraziare il club della fiducia dopo un calvario fatto di un’attesa lunga un anno, il nigeriano porta i gialloblu a due traguardi storici a suon di gol, tiri da qualsiasi distanza, sgroppate prodigiose e dimostrazioni di strapotere fisico, tecnico e tattico. In poche parole, un extra-categoria per il campionato in questione: perché in due anni, firmando 20 gol in 29 presenze, si toglie la soddisfazione di riportare i suoi in Europa League e regalargli un terzo posto in classifica dal sapore storico. Nell’imprendibile susseguirsi di emozioni che costituiscono il mondo del calcio, sarà semplicemente l’inizio di un’incredibile parabola che lo condurrà, in due anni, dalla Lituania all’essere il giustiziere del Paris Saint-Germain nella storica vittoria del Lorient il 31 gennaio 2021.

Court(rai) ma intenso

Dopo l’annata strabiliante, in Belgio il Koninklijke Voetbalclub Kortrijk, club di Courtrai, decide di puntare su di lui per risollevare le sorti di una stagione positiva ma mai troppo avvincente. Siamo nel gennaio 2020 e per Moffi si tratta della prima vera esperienza in un campionato più competitivo di quello lituano. Dopo le difficoltà post accademia di Buckswood, il tempo di adattamento nelle Fiandre sarà infinitesimale e costituirà un esempio più unico che raro di rapidità nell’imporsi in un club correlata a bravura nel farsi notare all’estero. Il nigeriano comincia la sua avventura come l’aveva terminata al Ritierai, segnando gol importanti in maniera immediata e mostrando quelle caratteristiche che in Lituania lo avevano reso praticamente immarcabile: capacità nel tenere la palla e portarla avanti con potenza grazie ai suoi 188cm, movimenti intelligenti negli ultimi 30 metri, senso del gol unito ad una buona dose di qualità e freddezza nell’uno contro uno.

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A Courtrai, Moffi è diventato un idolo in soli due mesi (Foto: Imago Images – OneFootball)

Se in Lituania lo si era visto segnare da praticamente ogni posizione, anche con tiri da fuori spesso frutto della sua superiorità come calciatore ed atleta, in Belgio Moffi ha meno libertà tattica ma apprende sin da subito a concentrarsi sul gol. Da punta, si comporta come tale, favorendo i compagni che lo pescano alla perfezione e rivelandosi un maestro nell’aggiustarsi, con pochi tocchi, la palla nel migliore dei modi per colpirla sempre in maniera decisiva. Mettendo a ferro e fuoco le difese avversarie in poco meno di tre mesi. Perché pur sembrando il racconto di un’intera stagione, la sua esperienza al Courtrai, a causa dell’avvento della pandemia, durerà dal 18 gennaio al 7 marzo. Terem Moffi firmerà 4 gol in 7 presenze con i biancorossi, fermandosi poi come tutto il campionato belga.

L’approdo in Ligue 1 di Moffi

Quando l’idea è quella di rivederlo all’opera nella stagione successiva, in quella che di solito viene vista come l’annata “della consacrazione”, Moffi Terem spiazza tutti abbattendo qualsiasi precedente: guadagnarsi una grande lega europea con pochissime partite e minuti giocati a grandissimi livelli. Perché in Bretagna il Lorient decide di investire 8 milioni (rispetto ai 150.000 euro spesi dal Courtrai) per portarlo al Moustoir, bruciando i tempi e credendo anticipatamente in lui grazie ai 428′ disputati l’anno precedente e alle due presenze della stagione in corso. Anche qui, la rapidità nell’imporsi sarà un fattore primordiale: Moffi firma il contratto con il club bretone nell’ottobre 2020, segna il suo primo gol all’esordio contro il Reims due settimane dopo, diventando sin da subito il pilastro d’attacco di una squadra che dovrà lottare fino alla fine per non retrocedere.

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In qualche mese, Terem Moffi è già lo spauracchio delle difese di Ligue 1 (Foto: FEP/Panoramic/Imago Images – OneFootball)

Dal primo gol in Ligue 1, giunto con una zampata in classico stile Moffi su palla tesa e danzante nell’area piccola, l’attaccante soffrirà qualche vertigine ed impiegherà un po’ di tempo per tornare ad essere decisivo. Durante la magra di gol, i Merluzzi navigano nei bassifondi della classifica e temono il peggio. Ma il tracollo, in due momenti complicati della stagione, sarà evitato sempre dal nigeriano: a cavallo tra dicembre e gennaio, con 5 gol in altrettante partite che porteranno in casa Lorient 7 punti vitali, e durante il finale della stagione, grazie alle vittorie in chiave salvezza contro Brest e Bordeaux. Da segnalare soprattutto quest’ultima, con la prima tripletta di Moffi in Ligue 1 ed un 4-1 che decreterà non solo i 14 gol stagionali, ma ridarà speranza per un traguardo che sarà poi raggiunto.

Oltre all’incredibile traiettoria che il ragazzo di Lagos ha dovuto affrontare per guadagnarsi le copertine e la convocazione dalla nazionale delle Aquile, la storia di Terem Moffi è l’espressione massima di quella che spesso indichiamo in un curriculum come capacità d’adattamento. In due anni si passa dallo sperare di avere una nuova occasione nel calcio lituano al marcare 14 gol in una delle stagioni più competitive del calcio francese. Le prospettive che potranno consolidarsi nella carriera del neo 22enne sembrano essere infinite, in un reticolo di sliding doors che ci aiuterà sicuramente ad inquadrare al meglio quello che ad oggi è l’uomo dei 2699 minuti: quelli che sono bastati a Terem Moffi, in un anno e mezzo, per imporsi nel calcio che conta. Con buona pace delle statistiche decennali e delle formule magiche, che nel calcio trovano sempre un modo per essere smentite.

Autore

Nato in Italia, girovago per studi tra Francia e Spagna, poi Argentina per passione: scrivo per amore innato verso questo sport e per la necessità di esprimermi condividendo le mie idee. Amo raccontare storie particolari e poco conosciute, da quelle legate al calcio francese o agli angoli più remoti dei confini argentini.

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