Scatti

Scatti: Barcellona-Real Madrid

Il futuro contro il presente, che poi tanto presente non è: questo il Classico tra Barcellona e Real Madrid in cui gli uomini di Zidane si impongono brutalmente sulla nuova generazione blaugrana appoggiandosi a quelle certezze chiamate Sergio Ramos e Luka Modric che al Camp Nou spadroneggiano quasi indisturbati. 

Barcellona - Real Madrid
Foto: Lluis Gene/AFP via Getty Images – OneFootball

Barcellona: un futuro col ventidue 

Prima certezza del Real: Karim Benzema. Passano poco più di cinque minuti e, come nel primo scatto del nostro match, il francese imbuca una palla stratosferica per Valverde che punisce Neto da pochi passi. Secondo goal per l’uruguagio in questo campionato e delirio – virtuale – per i tifosi delle merengues incollati ai teleschermi. 

Il Barcellona però, che fino a quel momento sembrava avulso spettatore di un match ancora nel congelatore, risponde presente grazie al capitano: Leo Messi verticalizza per Jordi Alba – connessione questa, unica certezza dei blaugrana nel corso del match – che trova Ansu Fati al centro dell’area di rigore dando il via alla rivoluzione. 

Barcellona - Real Madrid
Foto: Alex Caparros/Getty Images – OneFootball

Ansu segna il primo goal di un minorenne in un Clasico – i diciotto anni li festeggerà ad Halloween – inspirando il leit motive del Clasico e, come molto probabile, della stagione del Barcellona. 

Con Ansu Fati e Pedri in campo dal primo minuto, Koeman lancia al fianco di Messi due ragazzi classe 2002 freschi di record in Champions League, cosa che nei primi minuti risponde anche bene alle nuove esigenze del Barça stesso. La giovane età dei due, insieme a quella del migliore in campo per i blaugrana Serginho Dest, non sembra condizionare il gioco offensivo di Messi e compagni, tanto che al 24esimo è l’argentino a lasciare sul posto Ramos (ricordate Jerome Boateng..?) e a vedersi parata la conclusione da pochi passi da Cortuois. 

Un’occasione abnorme, che il Barcellona bolla come momento di passaggio di un match saldamente nelle proprie mani. 

Leo Messi: l’ultimo Clasico al Camp Nou? 

Emblematico Leo Messi che non esulta contro il Madrid. Il massimo goleador della partitissima di Spagna (ventisei goal totali, dieci al Camp Nou) non entra nelle statistiche del Clasico da cinque gare, un numero importante, sopratutto se al 65esimo l’altro capitano – El Capitàn  Sergio Ramos – segna un rigore pesante quanto un macigno assumendosi sulle proprie spalle il peso di una squadra in default totale. 

Barcellona - Real Madrid
Foto: Lluis Gene/AFP via Getty Images – OneFootball

Maglia alzata, mani sulle ginocchia in altri scatti, tante lamentele da meritarsi un cartellino giallo e alcune magie degne di nota: il Clasico di Leo Messi ha patito la condizione psicologica del campione, in rotta di collisione con la dirigenza da ormai una vita intera e col futuro sempre in bilico. La partita, giocata all’insegna della continua ricerca di Jordi Alba e di Ansu Fati, scivola dalle sue mani senza che il Real gli dia la possibilità concreta di deciderlo, anche quando sistema la zolla davanti all’area dei blancos per calciare la punizione conquistata da Coutinho. 

Leo ha fallito la prova Clasico? No, la gara non è stata persa per colpa sua, ma se dall’altra parte le certezze del Madrid hanno giocato un ruolo decisivo con i goal di Sergio Ramos e Modric, e l’assist di Benzema a Valverde, ecco che in casa Barcellona Leo Messi, Sergio Busquets e Gerard Pique hanno ballato un valzer sconosciuto, quasi al sapore nostalgico di qualcosa che è ormai concluso. 

Sergio Ramos: el gran Capitan del Real Madrid 

Inizia la ripresa e, nonostante le due occasioni colossali capitate prima ad Ansu e poi a Coutinho, ecco che arriva come una pioggia di materiale vulcanico rovente sugli attacchi del Barcellona il goal di Sergio Ramos. 

Il capitano del Real subisce una trattenuta da Lenglet e l’arbitro concede un rigore che si può definire quanto meno generoso: Neto battuto alla sua destra e palla in rete per l’1-2 che spegne le velleità blaugrana di una vittoria rapida e indolore. 

Foto: Lluis Gene/AFP via Getty Images – OneFootball

Torniamo alle certezze dunque: mentre Ramos esulta, Tony Kroos e Karim Benzema si avvicinano per esultare insieme al titanico difensore dai venticinque rigori trasformati consecutivamente. Nel Real di oggi non si sono visti splendere Vinicius e Mendy, giovani ma ancora non totalmente fondamentali negli equilibri di Zidane. Il Clasico ha avuto un altro tipo di padrone: i veterani delle innumerevoli Champions League in bacheca, la vecchia guardia che Zidane non smette mai di porre al centro del proprio villaggio. 

Ci pensa Luka Modric

E l’ultimo scatto dal prato del Camp Nou arriva dall’ennesima certezza in maglia Blanca: Luka Modric entra a venti minuti dalla fine per un Valverde stremato (ottima partita del centrocampista) a gestire il vantaggio appena fatto registrare da Ramos. Venti minuti dopo, a pochi secondi dalla segnalazione del recupero, Modric sradica una palla dal diretto avversario a centrocampo e si invola verso l’area di rigore protetta – si fa per dire – da Pique e Lenglet. Tocco per Vinicius che viene anticipato da Neto, la palla schizza dalle parti del neo entrato Rodrygo (classe 2001, subentrato e non titolare ovviamente) che serve Modric. Il croato scherza con Neto e con l’esterno mette il pallone in rete per l’1-3 finale. 

Foto: Lluis Gene/AFP via Getty Images – OneFootball

Se questi scatti basteranno a porre sotto gli occhi del mondo la differenza che oggi risiede tra Barcellona e Real Madrid i fotografi avranno fatto il loro lavoro egregiamente: i blaugrana sono sulla via di una rivoluzione interna che non risparmierà nessuno, i blancos hanno ancora le proprie colonne portanti come fondamenti della propria identità. Di chi sarà la scelta migliore? 

Koeman vs Zidane: chi vince il Clasico? 

Sul campo, dietro ad una scrivania e nell’immaginario epico ovviamente Zinedine Zidane. L’allenatore del Real, messo in discussione prima della gara, vince un Clasico complicato per le premesse e per la congiuntura infermieristica con la quale si presenta al Camp Nou: privo di Odegaard e Hazard, senza Modric per scelta tecnica dall’inizio, vince la gara e risponde presente agli haters della dirigenza. 

Foto: Alex Caparros/Getty Images – OneFootball

Ma Ronald Koeman come esce da questa sconfitta? Il tecnico olandese alla fine conferma il suo mandato: dare una svolta tecnica e generazionale al Barça uscendo indenne da questa stagione di transizione. Certo, se hai Leo Messi in squadra nessuna stagione può considerarsi di transizione, ma il Barcellona sta vivendo un momento complicatissimo della sua storia, e mantenere la bussola sul punto di approdo è l’unico modo per resistere a tempeste devastanti. 

Barcellona - Real Madrid
Foto: Alex Caparros/Getty Images – OneFootball

Il Clasico ha presentato una nuova realtà nella Liga: le due regine mostrano finalmente debolezze, e in tempi di crisi i baluardi delle certezze servono a ricordarsi che il proprio destino si sceglie, non si subisce. 

Autore

Classe '94 e laureato in Storia all'Università Statale di Milano, ama il calcio in ogni sua forma ed espressione. Alla costante ricerca di storie da raccontare che permettano di andare oltre ciò che vediamo tutte le domeniche.

Lascia un commento

Pin It Top