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CALCIO ESTERO

Jules Koundé è figlio del calcio che avanza

Jules Koundé è solo uno dei tanti talenti forgiati dalla scuola calcistica francese negli ultimi decenni. Scopriamolo passo dopo passo.

Più che una generazione, sono una specie in mutazione. Con il cambiamento epocale scritto nel nome. Li chiamiamo millennials, con una definizione che evoca le incognite delle grandi svolte, l’inquietudine del numero mille.

In uno sport, il calcio, che da sempre vive di epoche ed epica, gli ultimi anni del gioco più bello del mondo hanno visto fiorire una generazione di talenti e fenomeni figli degli anni ’90.
Frutto di un periodo di cambiamento e rivoluzioni e che hanno dato vita, anche nei 100 metri di campo che separano le due porte, a veri e propri sconvolgimenti del modo in cui siamo abituati a vivere il football.

Non più semplici giocatori, oltre il concetto di star planetaria (vedasi quello che sono stati i Galacticos) e decisamente superata la definizione di atleti confinati tra le mura del loro sport.

Oggi i calciatori sono persone, ancora prima di personaggi, che si portano dietro un bagaglio di esperienze e mutamenti culturali che sfondano le barriere sociali e isolazioniste con le quali siamo stati abituati, storicamente, a tracciare la cartina dei punti caldi di questo sport. Oggi il calcio non è catenacciaro all’italiana, o champagne sudamericano. Oggi, semplicemente, il calcio è.

Liberté, Égalité, Koundé

In un contesto come quello appena descritto, impossibile non prendere come esempio forse la nazione che tra tutte ha saputo sfruttare e gioire della potenza generata dagli anni ’90: la Francia. Forte di un passato da impero coloniale, vive oggi una realtà calcistica che al proprio interno mescola popoli, culture, etnie e che tutte insieme restituiscono una delle Nazionali più forti viste negli ultimi anni e destinata a dominare sul palcoscenico mondiale per tanti anni a seguire.

La Francia vince i Mondiali di Russia 2018 (Foto: Matthias Hangst/Getty Images – OneFootball)

Da Mbappé, Martial e Mendy, passando poi per i “vecchietti” Varane e Kanté, per citarne solo alcuni dei tanti fenomeni cresciuti all’ombra della Torre Eiffel. Ma la cosa che più ha caratterizzato la Francia negli ultimi anni è, ed è stata, la capacità di rinnovarsi costantemente attingendo ad un serbatoio di giovani che ad oggi sembra praticamente inesauribile.

Ultimo millennial ad uscire allo scoperto per il grande pubblico, ma che i più attenti avranno sicuramente avuto modo di apprezzare in più occasioni già da qualche anno a questa parte, porta il nome di Jules Koundé. Classe 1998 e un futuro segnato da protagonista del calcio mondiale.

Arrivato nelle giovanili del Bordeaux intorno ai 14 anni, ha vissuto i primi passi di calcio vero con il fardello di un fisico non certo ideale per un ruolo, il suo, quello di difensore centrale, che in passato si è forgiato attorno a figure imponenti e dominanti proprio sotto quell’aspetto.

Nonostante il fisico non sia la caratteristica principale del suo approccio al ruolo che ricopre (1,80 m per circa 70 kg), ha saputo adattare, e adattarsi, egregiamente all’attuale gioco del calcio imponendo sin da ragazzino la sua straordinaria abilità in anticipo e soprattutto un’eccellente capacità di lettura dell’azione.

Koundé Bordeaux
Jules Koundé in scivolata nel match contro il Lione (Foto: Anthony Bibard/FEP/Panoramic/Imago – OneFootball)

L’esordio tra i professionisti risale al gennaio 2018, tre mesi dopo aver firmato il primo contratto da professionista, durante un Bordeaux-Troyes finito 1-0 per i suoi. La prima stagione si concluderà con 19 presenze e 2 gol mentre definitiva consacrazione avverrà la stagione successiva, quella 2018-2019, con all’attivo ad appena 20 anni 51 presenze tra campionato, coppe nazionali ed Europa League.

Andalusia

Ed è proprio al termine di questa stagione che gli occhi del calcio europeo si aprono su di lui, quando Monchi (uno che di colpi di mercato ne sa fare) lo porta a Siviglia per una cifra che nonostante l’assenza di conferme ufficiali dovrebbe aggirarsi intorno ai 25 milioni di euro. Con il club andaluso Jules Koundé la scorsa stagione ha collezionato 40 presenze condite da 2 gol, alzando al cielo anche l’Europa League in faccia, tra l’altro, all’Inter di Antonio Conte. Vittoria che il talento francese ha voluto commentare in questo modo:

Abbiamo giocato come volevamo. Non abbiamo avuto dubbi. Abbiamo un gruppo spettacolare, siamo una squadra molto completa, vogliamo sempre di più, mordiamo. Sapevo che venire al Siviglia significava voler vincere titoli, vincere tutto.

Koundé
Jules Koundé abbraccia il trofeo dell’Europa League (Foto: POOL/UEFA/Imago – OneFootball)

Attualmente insieme all’amico fraterno Diego Carlos forma una delle coppie di centrali più giovani e forti del panorama europeo e a questo punto aspettiamo solamente di vederlo brillare anche in Nazionale maggiore dove però tra Varane, Lenglet, Lucas Hernandez e Kimpembe, la concorrenza per una maglia da titolare è decisamente agguerrita.

Intanto il Siviglia, nonostante l’assalto estivo di molti tra i top club europei, con in testa il Manchester City di Pep Guardiola, si gode il proprio gioiellino, che già in avvio di stagione, quest’anno, ha messo in chiaro da subito con prestazioni degne di nota di volersi imporre come uno degli interpreti migliori del suo ruolo.

A pari passo col pallone

Koundé è l’emblema del giocatore che si adatta al proprio tempo. Figlio di un calcio che negli ultimi anni è cambiato radicalmente non solo nel modo in cui è vissuto fuori dal campo, ma anche e soprattutto nelle dinamiche che caratterizzano la parte più pura del gioco stesso: quelle all’interno del rettangolo verde. Jules sfrutta in maniera totale una fisicità sicuramente non imponente, ma che gli permette di essere rapidissimo nell’anticipo e scattante in marcatura.

Rozzezza e calci alle caviglie, simboli di un difensore che non esiste più, hanno lasciato il posto a velocità di pensiero e abilità nel giocare il pallone. Caratteristiche che nel classe ’98 si mescolano omogeneamente a formare quello che a tutti gli effetti rappresenta il difensore moderno.

Quanto mostrato durante questo avvio di stagione è in linea con quanto di straordinario già visto nelle stagioni precedenti, ma dopo un trofeo alzato da assoluto protagonista lo scorso anno, e dopo le avance delle più grandi corazzate europee in estate, Kounde è chiamato alla definitiva consacrazione per poter essere chiamato a giocare al tavolo dei grandi. E mentre City, Real Madrid, PSG & Co. si preparano all’asta, a Siviglia il buon Monchi si prepara a godere di una plusvalenza che in futuro regalerà tante gioie al club andaluso.

Soltanto il tempo saprà dirci se le aspettative su di lui si concretizzeranno o meno, quello che è certo però è che attualmente il calciatore di origini beninesi ha tutti i fari puntati addosso.

Koundé
Jules Koundé (Foto: Imago – OneFootball)
Autore

Cresciuto a suon di pizza, calcio e fogli sparsi sulla scrivania. Amo in egual misura il rumore delle dita che battono sulla tastiera e il turno infrasettimanale, il boato allo stadio dopo un gol e il tè a casa durante gli anticipi delle 18.

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