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La lattina dello scandalo

Quella di stasera tra Inter e Borussia Mönchengladbach può sembrare una sfida come tante, ma non è così. Si gioca all’indomani del 49° anniversario di uno degli episodi più controversi della storia della Coppa dei Campioni: il lancio della lattina. Se non sapete di cosa stiamo parlando, siete nel posto giusto.

In attesa di vedere la Lu-La e i nerazzurri in azione, vi raccontiamo come andarono le cose il 20 ottobre 1971. Perché dovete sapere che queste due squadre in passato se le sono date di santa ragione, dentro e fuori il campo, arrivando ad odiarsi anche più di quanto consenta l’agonismo. Ultima raccomandazione: se state sorseggiando un drink, caldo o freddo che sia, non lasciatevi trasportare troppo dal pezzo…

Una Coca Cola e sette gol

Sandro Mazzola e Günter Netzer prima del match (Foto: Imago - OneFootball)
Sandro Mazzola e Günter Netzer prima del match (Foto: Imago – OneFootball)

Mönchengladbach, Germania dell’Ovest. In città c’era tanta attesa per l’andata degli ottavi di finale di Coppa dei Campioni, anche perché avrebbe fatto visita l’Inter di Giovanni Invernizzi campione d’Italia in carica. Nessuno dei 32.000 posti a sedere del Bökelbergstadion era rimasto vuoto. Malgrado le dimensioni, una bolgia. Quell’ambiente quasi snobbato dai nerazzurri aveva caricato i tedeschi, che infatti partirono alla grande: al 7′ Jupp Heynckes porta in vantaggio il Borussia; l’Inter la riprende con Boninsegna al 19′, ma dopo appena due giri di lancette Ulrik le Fevre trova la seconda rete per i padroni di casa. Partita in salita.

Quando i nerazzurri erano alle corde ecco l’episodio che cambia la storia: Bonimba cade a terra dolorante prima di battere di battere una rimessa laterale, si porta le mani alla testa, qualcosa l’ha colpito. Ma cosa? Ah sì, eccola, è una lattina, Mazzola la sta portando al direttore di gara. Secondo la ricostruzione di Gianni Brera:

Per immeritata fortuna dell’Inter, uno spettatore ubriaco ha avuto il ticchio di scagliare una lattina di Coca Cola sulla capa di Boninsegna, in azione presso l’out. Subito Mazzola gli ha gridato qualcosa come “buttati giù”. Così è franato perdendo i sensi e forse anche la faccia.

È il caos più totale. I tedeschi cercano di nascondere la prova del fattaccio, i giocatori dell’Inter si scagliano contro il fischietto olandese Jef Dorpmans e, in tutto questo, Boninsegna viene portato negli spogliatoi in barella, lì dove sparirà agli occhi di tutti. Gli ospiti chiedono vanamente all’unisono la sospensione della gara e in quel preciso momento staccano la spina, convinti che sarà la giustizia sportiva a dar loro ragione.

Il Borussia M’Gladbach approfitta di quel disinteresse generale per segnare a ripetizione e mettere in ghiaccio la qualificazione. Tre gol prima dell’intervallo, altri due nella ripresa: finisce 7-1. È la peggior sconfitta della storia dell’Inter nelle competizioni europee, e per il M’Gladbach è un onore esserne l’artefice. Il capitano Günter Netzer dirà:

Quel giorno giocammo la partita della vita. Non ci avrebbe fermati nessuno. Avremmo battuto l’Inter, anche se non ci fosse stata la lattina e Boninsegna fosse rimasto in campo. Sono cose che succedono ogni tanto nel calcio. Quel giorno successe a noi del Borussia Mönchengladbach. Rimane il più grande match nella storia della squadra.

La guerra legale

I campioni d’Italia non danno troppo peso al risultato, sanno già che il giudice sportivo non la farà passare liscia al Borussia e ai suoi tifosi. Un atteggiamento presuntuoso non privo di rischi, perché l’Inter non si è bruciata, ma col fuoco ci ha giocato eccome. I regolamenti UEFA, infatti, erano tutt’altro che pronti ad affrontare casi come questo. Il reclamo dell’avvocato Peppino Prisco, vicepresidente interista, non tardò ad arrivare:

La partita non s’è svolta regolarmente. Il danno provocato dalla lattina che ha colpito alla testa Boninsegna poteva essere molto più grave di quanto è stato. L’Inter ne è rimasta così frastornata che ha finito per perdere 7-1. Ci sono quindi tutti gli estremi per sovvertire l’esito della gara, assegnando la vittoria a tavolino.

Il 29 ottobre arriva una fumata grigia dal tribunale di Ginevra: niente 0-3 a tavolino, ma viene riconosciuta la gravità del fatto: il M’Gladbach viene multato, il suo campo squalificato e la partita annullata. Tutto sommato una buona notizia per l’Inter, che accartoccia e getta via la goleada dei suoi avversari. Inizialmente l’incontro era stato ricalendarizzato per dicembre a Berna, ma in seguito ad un controricorso fu spostato all’Olympiastadion di Berlino.

La partita della lattina, La Stampa - Riserva di Lusso
La Stampa, 30 ottobre 1971

La sentenza del giudice fu rispettata, ma mai realmente digerita dal club tedesco che per anni continua a sostenere che l’Inter si sia esibita quella sera in una sorta spettacolino studiato per uscire da una situazione difficile. Il replay del match finisce 0-0, che sommato al 4-2 per l’Inter del ritorno (divenuto andata) elimina Netzer e i suoi. Rancori? No, assolutamente, solo qualche allarme xenofobo che spinse il sindaco della città renana a disporre ulteriori misure in merito alla sicurezza degli immigrati italiani. Nulla di particolare insomma…

La squadra di Invernizzi arrivò fino in fondo a quella Coppa dei Campioni: dopo aver battuto lo Standard Liegi e il Celtic, dovette arrendersi nella finale di Rotterdam di fronte a Johan Cruyff e il suo Ajax. Dalle parti di Mönchengladbach avrebbero faticato a vedere quel trofeo tra le mani di Boninsegna. Per loro fortuna, i lancieri l’hanno spuntata.

Inter-Borussia oggi

Quest’oggi gli spalti saranno vuoti. A meno che non si verifichino episodi tanto eclatanti quanto improbabili con giocatori fuori di testa che prendono e lanciano lattine o borracce dalla panchina, quindi, non corriamo il rischio di rivivere la scena di mezzo secolo fa. Si prevede tutt’altro spettacolo. Ma come arrivano le due squadre a questa prima giornata del girone di UEFA Champions League?

Il Borussia Mönchengladbach è reduce dal pareggio casalingo contro il Wolfsburg (1-1), terzo risultato utile consecutivo per gli uomini di Marco Rose. Il 3-0 subito dagli omonimi di Dortmund all’esordio in Bundesliga è stato un brutto colpo, ma sembrerebbe essere servito ai tedeschi che da quella partita in poi hanno fatto segnalare significativi – benché non enormi – passi in avanti.

Rimane il problema della difesa, con Yann Sommer che in nessuna occasione è riuscito a mantenere inviolata la propria porta. Buon per l’Inter, ma attenzione: quella di Milano sarà la prima trasferta dopo quella vittoriosa di Colonia e il Borussia potrebbe portare in valigia tutto l’entusiasmo raccolto in campo durante l’ultimo Rhein-derby. Non aspettiamoci dunque un atteggiamento attendista, vengono per fare il loro gioco e provare a impensierire in ogni modo i nerazzurri.

Borussia Monchengladbach - Foto Frederic Scheidemann Getty OneFoot
Il Borussia Mönchengladbach festeggia per la vittoria in casa del Colonia (Foto: Frederic Scheidemann/Getty Images – OneFootball)

Al contrario, l’umore in casa Inter non è dei migliori: al frenetico slalom tra le positività al Coronavirus si è aggiusta la prima sconfitta in un derby contro il Milan da gennaio 2016 a questa parte, la prima in “casa” dal novembre 2010. In un momento come questo vengono fuori tutti i dubbi e le perplessità del caso, ma il club ha fatto sapere che c’è massima concentrazione per l’esordio europeo. D’altronde dopo una brutta caduta è lecito aspettarsi una reazione.

A guidarla sarà Romelu Lukaku, capocannoniere in un attacco fin qui letale. Anche in questo caso, però, i riflettori puntano verso la retroguardia: 8 gol incassati in 4 partite non sono una campanella, ma un immenso campanile d’allarme per la miglior difesa della scorsa Serie A. Caprio espiatorio è l’ex romanista Aleksandr Kolarov. Ma la domanda è più che lecita: se per partire un buon progetto ha bisogno di fondamenta solide, allora perché cedere l’esperto Diego Godin per “adattare” un terzino in quel ruolo? La speranza di Antonio Conte è che Alessandro Bastoni e Milan Skriniar possano tornare al meglio dopo la negativizzazione.

Romelu Lukaku cade a terra dopo essere stato sbilanciato da Theo Hernandez in Inter-Milan (Foto: Miguel Medina/AFP via Getty Images - OneFootball)
Romelu Lukaku cade a terra dopo essere stato sbilanciato da Theo Hernandez in Inter-Milan (Foto: Miguel Medina/AFP via Getty Images – OneFootball)

Viste le premesse, Inter-Borussia Mönchengladbach potrebbe rivelarsi una partita divertente e con tanti gol (magari questa volta non otto, però…). Alle 21:00 suonerà l’inno della Champions, quello che tanto ci piace, che conduce i campioni a lidi gloriosi. Squadre in campo. Coca Cola possibilmente ben salda nella vostra mano destra, per cortesia.

Autore

Viterbese classe ’99, muove i primi passi con ai piedi un pallone e, neanche a dirlo, se ne innamora. Quando il calcio giocato smette di dare speranze, ci pensa giornalismo sportivo a farlo sognare. E se si fosse trattato di campo, essere riserva di lusso lo avrebbe fatto rosicare… alla tastiera non potrà che essere un valore aggiunto.

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