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Tommaso Berra

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Ho un problema con gli acquisti online durante i momenti di insonnia. Mi sembra sempre una buona idea ordinare prodotti di dubbia utilità superata l’una di notte, anche se qualche volta ci riesco anche ad addormentarmi in tempo. Non è successo l’ultima volta e ora controllo ogni movimento alla finestra aspettando l’arrivo di Bartolini – o era DHL? Devo ricontrollare la mail – con la mia maglia di Euro 2020 dell’Inghilterra.

Questa volta ho deciso che non mi pentirò, primo perché ho scelto la maglia di Phil Foden, giocatore dell’Iperuranio FC e secondo solo a Tom Davies nella mia personale classifica di giocatori di culto. Il secondo motivo è più semplice, perché il kit home inglese è probabilmente il più bello tra quelli visti fino ad ora nella fase a gironi di Euro 2020, un’edizione alla quale per più di una ragione ci siamo presto affezionati in molti.

La curiosità e l’attenzione attorno alle maglie delle nazionali è un grande classico di Europei e Mondiali. Uno dei motivi è legato al fatto che non vengono rilasciate annualmente come quelle dei club, ma in corrispondenza dei grandi tornei, diventando simbolo di un determinato gruppo di calciatori e di una speranza popolare. L’attesa attorno alle maglie delle nazionali è anche legata alla storia di design che a partire dagli anni ’80 ha regalato ai tifosi modelli indimenticabili per pattern, colori, grafiche e font. Basti pensare alla maglia della Nigeria del 2018, quella indossata dalla Germania Ovest a Italia ’90, quella di Francia e Croazia nel 1998, quella degli USA nel mondiale 1994 e soprattutto la Kombat degli Azzurri inventata da Kappa nel 2002, una rivoluzione totale per il calcio.

Ho provato a pensare quali altri kit avrei potuto comprare per farli diventare l’unico indumento ammesso per quest’estate. Ce ne sono poche davvero brutte (le maglie Away di Italia, Svizzera e Repubblica Ceca sono tra queste) e altrettante poche davvero belle, in cui i brand hanno osato con i colori offrendo alla storia degli Europei un ricordo destinato a durare. 5 modelli sembrano più riusciti di altri, eccoli in ordine sparso.

Inghilterra Home

Declan Rice e Mason Mount
Mount e Rice se la ridono (Foto: Action Foto Sport/Imago Images – OneFootball)

Senza esagerare con nessun colore, Nike ha realizzato una maglia molto interessante, soprattutto nel dettaglio blu scuro con una sottile linea rossa del colletto e dei polsini, ma ancora di più per il font rosso che domina tutto il retro della maglia. Una scelta conservativa, probabile, oppure un modo per dare risalto al font come elemento decorativo e soprattutto al crest meraviglioso dei Tre Leoni.

Portogallo Away

Esultanza Portogallo a Euro 2020
Una maglia niente male per il Portogallo (Foto: Imago Images – OneFootball)

Nike fa il ragionamento opposto per la maglia di Cristiano Ronaldo e compagni, puntando tutto su tre fasce di colore orizzontali – sempre più rare nelle maglie da calcio – con una di queste che continua anche sul retro e si aggiunge a quella dei calzettoni. La banda verde rossa e nera fa sembrare il tutto un falso da bancarella di Gucci ma lo Swoosh ha dato a Euro 2020 l’unico vero kit eccentrico e fuori dagli schemi.

Germania Away

Esultanza Germania
Total black tedesco (Foto: Imago Images – OneFootball)

Abbiamo fatto in tempo a vederla nell’ultima e decisiva partita del Gruppo F, il più difficile ed emozionante di Euro 2020. Le maglie definite black out non sono una novità ma negli ultimi anni hanno sempre riscosso un buon successo. Quella adidas della Germania è elegantissima e impreziosita solo con i polsini rossi e i numeri bianchi. Mimetizzato il logo del brand e quello dei quattro volte campioni del mondo, per un look che assomiglia a quello di un giustiziere, di un ninja, che prima o poi in qualche modo colpirà.

Finlandia Home

Joel Pohjanpalo e Teemu Pukki
Joel Pohjanpalo and Teemu Pukki, cuore e anima di questa Finlandia a Euro 2020 (Foto: Emmi Korhonen/Imago Images – OneFootball)

Non la più attesa tra le nazionali, ma protagonista sul campo nella partita contro la Danimarca che ha tenuto tutti con il fiato sospeso, in quello che rimarrà il momento degli Europei di cui avremmo fatto volentieri a meno. La seconda maglia degli scandinavi è pulita e elegante, del colore del ghiaccio e del mare, con una croce blu scura a contrasto con il bianco, al centro del quale, come un gioiello, in oro, è inserito il logo Nike.

Austria Away

Esultanza Austria a Euro 2020
I nostri avversari agli ottavi di finale (Foto: Imago Images – OneFootball)

Giuro che non si tratta di una gufata ai nostri prossimi avversari ma, dopo aver parlato male delle scelte di PUMA per le seconde maglie, quella dell’Austria tutto sommato è interessante. Il kit è uno di quei casi in cui i pantaloncini fanno la differenza, infatti la stessa maglia con pantaloncini neri perde di bellezza rispetto a quando viene abbinata con i pantaloncini verde acqua, come in occasione del match inaugurale contro la Macedonia del nord. Il dettaglio della linea orizzontale dei colori della bandiera sullo sfondo nero è una finezza. In bocca al lupo a loro.

Dopo i gol di Cristiano Ronaldo, nell’istante che precede la sua più famosa esultanza, penso a che momento di completa consapevolezza televisiva sia quel siuuu. La coreografia del gesto è perfettamente costruita. Dal punto di vista fisico, attivando la potenza di ogni parte del corpo, ma anche da un punto di vista narrativo e inevitabilmente televisivo. L’esultanza del portoghese non scoppia in un lampo, ma è come se vivesse di un iniziale momento di caricamento, un vuoto pneumatico sottolineato dalla rotazione della mano in aria, che assorbe tutte le emozioni, quasi a lasciare il tempo ai fotografi di alzare l’obiettivo.

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