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Tra le 18:00 e le 19:00 di oggi è arrivato il tweet di Gianluca Di Marzio, puntuale come al solito, a confermare tutto: Thiago Motta sarà il nuovo allenatore del Genoa.

Dopo Genoa Milan 1-2, il presidente Preziosi si era preso qualche giorno di tempo per valutare la situazione della guida tecnica della sua squadra; in quel caso è stato un “ok, andiamo avanti”, in quest’altro no… Impossibile proseguire insieme ad Aurelio Andreazzoli dopo il tracollo di ieri al Tardini di Parma (5-1). Lascia la squadra al 19° posto, con 5 punti in 8 partite. Una bella gatta da pelare per Thiago Motta.

Grande ritorno al Ferraris

Quello di Thiago è un ritorno a Genova: nell’estate del 2008, infatti, l’italo-brasiliano era passato dall’Atletico Madrid ai rossoblu a parametro zero. Quello fu un gran colpo da parte della società, che grazie alle sue prestazioni e ai gol dell’infermabile Diego Milito sfiorò l’accesso alla UEFA Champions League (alla quale si qualificò la Fiorentina di Prandelli in virtù degli scontri diretti). In realtà Motta e Milito parteciperanno comunque alla Champions League dell’anno successivo e, a dirla tutta, alzeranno anche la coppa dalle grandi orecchie… ma questa è un’altra storia, a tinte nerazzurre e non rossoblu.

Diego Milito & Thiago Motta - Riserva di Lusso

A distanza di 11 anni il destino torna a bussare alla sua porta: lo rivuole al Marassi, ma in qualità di allenatore. Quando indossava ancora gli scarpini, scese in campo con la maglia del grifone in 27 partite (segnando 6 reti e fornendo 2 assist). Poco più di 27 saranno quelle che avrà a disposizione per risollevare la squadra e scacciare i fantasmi della retrocessione. Ce la farà?

Non succede, ma se succede…

Thiago Motta non è alle prime armi come si potrebbe pensare. È vero, ancora non ha allenato nessuna “prima squadra”; ma questo non vuol dire che non abbia avuto modo di mettere alla prova le sue doti da tecnico. Lo ha fatto a Parigi, con l’under 19 del Paris Saint-Germain. Nella scorsa stagione si è classificato secondo nel Championnat National U19 e la sua squadra ha registrato il miglior attacco del torneo. Da quando sedeva sulla quella panchina di esperimenti ne ha fatti tanti, ma il più curioso è di sicuro quello che andremo a raccontare ora.

Thiago Motta - Riserva di Lusso

Vi dice nulla 2-7-2? A detta dello stesso Motta, questo è il suo modulo preferito. No tranquilli, non abbiamo sbagliato a scrivere. E nemmeno a contare! Per spiegarvi di cosa si tratta riprendiamo la sua intervista a La Gazzetta dello Sport:

Per me la squadra si può leggere anche partendo dalla fascia destra arrivando alla sinistra: che ne dice se giochiamo con il 2-7-2? Siamo in 12? No, io il portiere lo conto in quei 7 in mezzo al campo. Per me l’attaccante è il primo difensore e il portiere il primo attaccante.

Tutto si basa quindi su questa lettura orizzontale dell’undici titolare. Il portiere non è altro che uno dei sette che operano nella fascia centrale del campo, in posizione leggermente avanzata rispetto a quello che sarebbe il suo posto naturale e a tutti gli effetti un giocatore di movimento. L’idea di Thiago Motta si sposa alla perfezione con la figura del portiere moderno, dotato di buona tecnica e in grado di gestire la palla con entrambi i piedi. A questo punto, come reagirà la squadra avversaria a questa mossa? Presumibilmente si muoverà cercando il pressing sul giro palla dei suoi uomini e si creeranno spazi che potranno essere poi sfruttati. 

Avete ancora qualche dubbio? Possibile, è una concezione del calcio fuori dal comune e queste poche righe non bastano a spiegarla. Vi proponiamo allora questo video dei ragazzi di Tifo Football, vi aiuterà.

Chissà se alla fine avrà ragione lui e il 2-7-2 sarà il modulo che caratterizzerà il futuro del calcio. Fatto sta che l’unico futuro che interessa a Preziosi per il momento è quello del suo Genoa. Più in là, se le cose andranno bene, si potrà iniziare a parlare di Ionut Radu regista… 

Autore

Viterbese classe ’99, muove i primi passi con ai piedi un pallone e, neanche a dirlo, se ne innamora. Quando il calcio giocato smette di dare speranze, ci pensa giornalismo sportivo a farlo sognare. E se si fosse trattato di campo, essere riserva di lusso lo avrebbe fatto rosicare… alla tastiera non potrà che essere un valore aggiunto.

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