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Vi siete mai chiesti se quel ragazzo di nome Marty e quello stravagante scienziato di nome Emmett avessero una passione per il pallone? Non potremmo mai saperlo, a meno che non ci offrano un giro sulla loro macchina del tempo. La cintura è allacciata, la DeLorean sta per partire; inizia il viaggio nelle prestazioni migliori delle Riserve di Lusso: ecco a voi Riserva al Futuro.

Il destino, a volte, calcia palloni designati ad infilarsi sotto il sette, a pulire le ragnatele in un angolo di porta fin troppo angusto; altre volte, invece, fa in modo che il portiere riesca a compiere un vero e proprio miracolo, scacciando via le possibilità di una marcatura magistrale. In altre occasioni, sebbene più rare, quel tiro non avviene neanche, poiché un grave infortunio ha compromesso le sorti di un giovane calciatore.

Era forte quell’Atalanta, eccome se era forte. Era la prima pietra posta per la costruzione di un progetto a lunga durata, che oggi si traduce in “ottavi di Champions League”. Parte del merito va ad uno dei classici esterni gasperiniani, un ragazzo capace di alternare la fase offensiva alla transizione difensiva come pochi altri in Italia: in quella stagione è una delle grandi rivelazioni del campionato, in cui segna 8 reti e serve 4 assist. Il suo nome? Andrea Conti.

In un momento dove di normale è rimasto davvero poco, il calcio, in particolare quello professionistico (Serie A, Serie B e Serie C) era arrivato a una decisione unanime: tornare a giocare, seppur a porte chiuse. La decisione era arrivata appena quattro giorni fa, con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, mettendo a tacere le voci che parlavano di uno stop, ma nel giro di pochi minuti, mentre Parma e Spal si preparavano a scendere in campo, ecco che siamo piombati ancora una volta nel caos.

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