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Vocale, matria, scrauso e chi più ne ha più ne metta. No, non stiamo dando i numeri (o meglio, le parole): stiamo semplicemente elencando i neologismi del dizionario Treccani per l’anno corrente. Ogni anno, infatti, uno tra i portali lessicali più famosi del nostro Paese si rinnova, inserendo nuovi termini. Qualcosa, però, ci sfugge: il 7 maggio scorso abbiamo assistito a un qualcosa di realmente innovativo, spiazzante ed assolutamente geniale. Cara Treccani, forse dovresti considerare l’inserimento di un nuovo termine nella categoria Champions League: Trent Alexander-Arnold.

L’apparenza inganna. Quasi sempre. E’ vero, siamo naturalmente portati ad agire e a crearci opinioni su ciò che vediamo ma questo comportamento resta sbagliato. Sì perché spesso dietro il primo e semplice strato dell’apparenza, si nasconde il secondo e veritiero lato della realtà, quello più difficile da scoprire. Prendiamo per esempio una componente come il raggiungimento del successo, più in particolare l’essere calciatori famosi. Lo status del calciatore professionista, da un occhio superficiale, è visto come una sorta di condizione paradisiaca frutto della classica e banale ricetta: soldi più fama uguale a felicità.

Ora ci dovete dare tempo, possiamo vincere il titolo in quattro anni. Se non sarà così andrò ad allenare in Svizzera.

Semplice, schietto e sorridente. Il Klopp dell’ottobre 2015 non è poi tanto diverso da quello di oggi.

Arrivato in una delle panchine più prestigiose del mondo, si ritrova al dodicesimo posto in campionato in una situazione, sportivamente parlando, quasi drammatica. Lo scivolone e l’abbandono di Steve-G, il campionato perso per un soffio e una rosa che, con ogni probabilità, aveva speso ogni energia la stagione appena passata.

Quante volte vi è capitato sentir dire “ma che modi strani che hanno questi musulmani”? Certo, pregare cinque volte al giorno o digiunare per buona parte delle giornate nell’arco di un mese sono abitudini neanche lontanamente vicine alla cultura dei popoli occidentali. Capita di vedere islamici nelle ore più calde del giorno prendere un tappetino, rivolgersi verso la Kaʿba (il luogo sacro dell’islam) e pregare. Pregano, pregano e pregano, ovunque: nei parchi, nei cantieri, in centro città, ad Anfield. Sì, un musulmano prega anche ad Anfield.

A Liverpool è tutto pronto. Il pub The Albert sotto la Kop si riempirà di supporters e spillerà fiumi di birra per chi rimarrà fuori dal tempio dei Reds. Nella notte di Champions, le stelle saranno in campo, i cancelli di Anfield si coloreranno di azzurro e le sciarpe partenopee si sovrapporranno a quelle rosse mentre in tutto lo stadio risuoneranno le note di “You’ll never walk alone”. Tutto per una notte di coppe e di campioni.

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