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Siamo a Cordova, nella leggendaria plaza de toros. È il 5 ottobre del 1879 e si sta svolgendo un duello: da una parte Rafael Molina Sánchez, lo storico torero che prese il nome di Lagartijo, e dall’altra Murciélago, uno dei tori più leggendari di sempre. In quella domenica riuscì a sopravvivere a 90 colpi di spada del torero, che fu costretto a risparmiarlo data la volontà della folla. Ma non vi ricorda proprio niente il nome di quel toro?

Palleggiare: un’azione immortale, che passa nel corso dei millenni. Con molta immaginazione, possiamo vedere perfettamente nella nostra mente un Uomo di Neanderthal che palleggia con una palla di foglie accartocciate una sulle altre. Oppure, spostandoci ad epoche più affini alle nostre, ci immaginiamo Renzo, che tra una peripezia e l’altra nel suo tortuoso percorso verso il matrimonio con Lucia, inizia a palleggiare sulle sponde del Lago di Como. C’è un piccolo ragazzo biondo che palleggia, nel 1991: è a Zara, in Croazia, rifugiato nell’Hotel Kolovare. In mezzo ai palloni, però, gli capita di palleggiare anche con delle bombe, che piovono dal cielo sopra di lui.