Tag

Lazio

Ricerca

Il goal di Immobile all’89° in casa della Fiorentina; un goal di Felipe Caicedo al 91° minuto in trasferta contro il Sassuolo, quello di Luis Alberto al 93° in Sardegna contro il Cagliari, e ora anche quello di Ciro Immobile al 91°, sempre all’ultimo respiro, stavolta ai danni del Brescia. La Lazio non muore mai, e in zona Cesarini ha raccolto la bellezza di dodici pesantissimi punti.

Quel cognome su sulle spalle della maglia numero 17 lanciata verso la porta rappresenta forse il più grande ossimoro del calcio italiano, quantomeno quello di oggi. Ciro Immobile sta vivendo una prima metà di stagione da favola: sempre a segno, primo nella classifica marcatori della Serie A, decisivo tanto con la Lazio che con gli azzurri. I suoi numeri sono da capogiro, vedere per credere…

Al Mapei Stadium è protagonista una domenica piovosa, in cui le prestazioni di Lazio e Sassuolo, per rimanere in tema metereologico, fungono da vere e proprie luci ed ombre, rispettivamente nella prima e nella seconda frazione di gioco; alle 16:38 la svolta, il raggio di sole: Correa viene panchinato dopo un’ottima prestazione ed entra lo specialista, il numero 20 abituato a sbloccare partite del genere.

759 e 8848 kilometri. Distanze smisurate, incommensurabili; sono viaggi lunghissimi, rispettivamente quelli tra Sant’Angelo Lodigiano e Torre Annunziata e tra Oklahoma City e la città eterna, Roma. Teoricamente non avrebbero nulla in comune, ma ci sono due personaggi chiave nei tragitti appena citati, che trasformano l’apparente incognita in un’improvvisa vicinanza. Due atleti fisicamente lontanissimi, ma per grinta, attitudine e forma attuale vicini, molto vicini.

Lazio e Atalanta, al contrario delle aspettattive (personali) non si sono risparmiate. Con due partite fondamentali per i rispettivi cammini europei -contro il Celtic a Glasgow i biancocelesti e a Manchester contro il City i bergamaschi – le due squadre avrebbero potuto affrontare la gara a ritmi blandi, magari accontentandosi di un pareggio e con parecchio turnover in mezzo al campo. E invece non solo sono stati mandati in campo tutti i titolarissimi, ma le due squadre hanno giocato per tutti i novanta minuti a ritmi da piena stagione. Facendosi male, molto male, un tempo per parte.

Un’altra stagione è giunta al termine, e con essa sono arrivati anche i verdetti individuali, ovvero quali sono stati i migliori giocatori tra campionato, coppa e supercoppa. Samir Handanovic per  il premio di “miglior portiere”, Kalidou Koulibaly per quello di “miglior difensore”, Milinkovic-Savic per il “miglior centrocampista”, Fabio Quagliarella come “miglior attaccante” e Cristiano Ronaldo come MVP della competizione. Sui social i tifosi si sono dichiarati tutti unanimemente d’accordo, tranne che per un voto: quello del centrocampista serbo. Ma il suo è davvero un trofeo immeritato?

Top