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Il vostro credo calcistico, quando si parla di figure come la sua, conta relativamente. Aggiungete, all’avversità per le righe bianconere, magari anche della sana vecchia rivalità con i cugini d’oltralpe; tutto lecito, certo, ma altrettanto fuori luogo: Le Roi ti fa innamorare del pallone anche se in quel 9 luglio 2006 non hai tifato per i dieci davanti a Barthez. Andiamo a scoprire le 10 (e quante sennò?) migliori curiosità su uno dei francesi più forti passati nel nostro campionato: Michel Platini.

Paul Pogba incarna alla perfezione il saper ricostruire una propria legacy ignorando gli errori del passato, con una consistente dose d’ingaggi milionari.

L’abbiamo visto arrivare da sconosciuto e andarsene da star, avvolto in quell’aura da figliol prodigo desideroso di tornare a casa, nonostante non l’avessero trattato alla perfezione, anzi.

Per tutti rimarrà sempre il 18enne che ha sconvolto il panorama calcistico, ma le candeline sono aumentate di 8 unità.

Poco più di un anno fa, nello stesso stadio in cui domani arriverà Cristiano Ronaldo, Lionel Messi fu bloccato dai bad boys in maglia bianca: Depay, Ndombelé (ora al Tottenham) e Aouar sembravano pronti al fight club della Champions League, tant’è che fermarono i candidati numero 1 sullo 0-0. È l’occasione adatta per smentire la storia, per disciplinare i ragazzi del Lione; sottovalutarli, però, può essere pericoloso: il passato ci insegna che, talvolta, l’allievo supera il maestro.

Soltanto Mosè (con le acque) è stato più divisivo di JuventusFiorentina. Dopo il lunch match di domenica, il calcio italiano si è spaccato in due: da una parte chi appoggia l’uscita di Commisso, dall’altra chi condivide le frasi di Nedved. Noi non ci schieriamo, trovando colpe ovunque. Preferiamo creare un nuovo “partito” (e ulteriore bagarre): perché non portare in conferenza stampa, dopo le partite, anche l’arbitro?

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