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Soltanto Mosè (con le acque) è stato più divisivo di JuventusFiorentina. Dopo il lunch match di domenica, il calcio italiano si è spaccato in due: da una parte chi appoggia l’uscita di Commisso, dall’altra chi condivide le frasi di Nedved. Noi non ci schieriamo, trovando colpe ovunque. Preferiamo creare un nuovo “partito” (e ulteriore bagarre): perché non portare in conferenza stampa, dopo le partite, anche l’arbitro?

Il giglio: cresce su piante con un’altezza compresa tra gli 80 centimetri ed i 2 metri, ha foglie più o meno strette, sei petali e, soprattutto, è il simbolo storico di una città tutta cultura, cibo e calcio. In linea con il fiore che la rappresenta, la Viola ha cercato di portarsi a casa sei colpi di mercato, riuscendoci alla perfezione: analizziamo insieme le mosse della Fiorentina, che dal primo febbraio ha diversi volti nuovi in spogliatoio.

La partita di Firenze ha aperto un nuovo campionato, quello di chi è più vittima, con i protagonisti pronti con l’arco teso a scaricare la colpa sul prossimo. Per qualcuno il torero degli insulti è iniziato con le parole di Gasperini su Chiesa (targate 2018: “È un simulatore”); per altri è l’allenatore dei bergamaschi ad aver dato il via a tutto il circo; per il presidente dell’Atalanta “Gasperini ha reagito bene”, per il patron della Fiorentina “è il club bergamasco che deve guardare a casa propria”

I Navigli: sistema di canali irrigui e navigabili, con baricentro la città lombarda di Milano; si spingono al massimo verso il Lago di Como, il Lago Maggiore ed il basso Ticino, che poi affluisce nel Po. Mai, però, i Navigli interagiscono con l’Arno: città diverse, tradizioni altrettanto differenti e, soprattutto, colori che non vanno d’accordo. Ok, il viola sta peggio con il bianconero, ma diciamo che con il nerazzurro non crea il migliore degli abbinamenti…

Chissà cosa deve aver pensato Kevin Agudelo al suo ingresso in campo in Genoa-Brescia. Tensione, eccitazione, paura: mille emozioni che corrono nella testa di un debuttante in Serie A. E che coraggio, Thiago Motta: sotto con una neopromossa in casa, buttare nella mischia una new entry per il campionato italiano senza ripensamenti. Alla fine, però, n’è valsa la pena: gol del colombiano e sostituzione che diventa cruciale. Ma non pensate mica che sia finita qui, vero?

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