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Erano 14 anni che non si giocava il derby, quel derby; la partita che tiene in fermento due intere province, che complessivamente coprono buona parte della Lombardia nord-orientale. Non solo: erano 43 anni che i bergamaschi non abbattevano i rivali bresciani in casa loro, in quella roccaforte dedicata all’icona del Grande Torino scomparso a Superga, l’idolo della città Mario Rigamonti. Leggendo questi dati, la schiacciante vittoria dell’Atalanta in quel di Brescia assume connotazioni ancora più gravi: ma di chi è la colpa?

È un ragazzo con grande talento. Ho un rapporto schietto e sincero con lui, sarò felice se aiuterà la squadra e con l’Atalanta ci sarà.

Caso archiviato? Beh, leggendo le dichiarazioni di Fabio Grosso, sembrerebbe di sì; un perdono alla Salvatore Conte in Gomorra o un sincero bentornato tra le file delle Rondinelle? Il destino saprà darci una risposta. Una cosa, però, è certa: Brescia-Atalanta è la sua partita, così come lo sono state innumerevoli sfide tra le compagini in cui ha militato e le rispettive rivali. Facciamo un salto nel mondo dei derby di Mario Balotelli.

La stazione è affollata: venti binari ma diversi passeggeri che cercano di salire sul treno del binario 1. Poi c’è un gruppo affollato che circola attorno ai binari 4, 5 e 6. Ci credo: quelle locomotive fanno il giro dell’Europa.. Aspettate un attimo. Ho visto dei passeggeri nuovi: sembrano gentili, cercano di spostarsi dagli ultimi tre binari, quelli che non vuole nessuno. Hanno fatto un bel viaggio per arrivare fino alla stazione: Brescia e Lecce ci hanno messo poco, sono qui da inizio maggio. Il treno del Verona ha fatto ritardo, ma finalmente anche lui è arrivato.

Si portano dietro tre ragazzi, possenti e muscolosi. Uno sembra più grande degli altri: conosce perfettamente la stazione, sa come muoversi. I restanti due sono inesperti, ma impareranno in fretta: andiamo a conoscerli assieme.

Mozart, Van Gogh, Pollock.. artisti, innovatori, scolpiti nella storia della cultura mondiale. Due parole per descriverli: genio e sregolatezza. Nonostante il loro intelletto, la scaltrezza e l’estro creativo, non sono mai riusciti a limitare i propri eccessi ed i propri vizi. Un po’ come successo ad uno dei talenti calcistici più sopraffini degli ultimi 10 anni; forse un po’ meno “genio” e decisamente più “bomber”, ma in ogni caso accomunato ai mostri sacri citati in precedenza per la sua sregolatezza: Mario Balotelli.

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