Mi ricordo che quasi subito, forse per una sorta di antagonismo precoce, mi scoprii genoano contro mio padre e mio fratello.

Non sono le parole di un calciatore, né tantomeno di un personaggio sportivo. Si tratta del più grande poeta contemporaneo, nonché cantautore genovese doc, Fabrizio De Andrè.

Faber, com’era solito esser chiamato, è uno dei personaggi più amati dal popolo genovese, tanto che i tifosi genoani hanno intitolato proprio a suo nome il club tifosi del Genoa. Ma di questo parleremo ben volentieri tra poco …

Il “Tempio del Calcio”

Voi, tifosi, supporter, fedelissimi, simpatizzanti, sapete cos’è il Tempio del Calcio?

È dovere di tutti i tifosi, i “veri” amanti del calcio sapere che il primo stadio in assoluto in Italia è stato il “Luigi Ferraris”, lo stadio di Genova. È stato lo stadio in cui si è giocata la prima partita in assoluto di calcio a 11 in Italia.
Roba per malinconici, insomma.

Situato nel quartiere Marassi, è uno stadio colmo di peripezie e cronaca che lo hanno contraddistinto negli anni come uno degli stadi più “lunatici” della storia. Perché lunatico? Provatelo a chiedere ai genovesi, gente con un carattere volubile, lunatico appunto.

Stadio Marassi derby della Lanterna - Riserva di Lusso

Marassi: gli episodi

“Forse a causa di quel mare…” dicono, “…che qualche volta ti dà, più spesso ti toglie…”. Non a caso il Marassi è stato spesso protagonista di episodi gravi, spesso causati proprio dal tifo, se così si può chiamare.

Ricordiamo tutti quel 12 Ottobre 2010 durante la partita di qualificazione agli Europei 2012 tra Italia e Serbia. Dei tifosi ultranazionalisti serbi causarono una serie di scontri dentro e fuori lo stadio tal per cui la partita cominciò con 35 minuti di ritardo.

O ancora, durante la partita di campionato Genoa–Siena del 2012, ci furono momenti di grande tensione a causa di ultras genoani che contestarono la squadra per la sconfitta casalinga. Una scena da incubo: l’allora capitano del Grifone Marco Rossi radunò tutte le divise dei compagni di squadra per consegnarle ai tifosi intimidato da questi ultimi.
Rare scene di uno “spettacolo” che non si dovrebbe neanche lontanamente concepire…

Le squadre di Genova

Il “Marassi” ha dato i natali alle due più grandi squadre genovesi: Unione Calcio Sampdoria e Genoa Cricket and Football Club.

I Blucerchiati

La Sampdoria è la società storicamente più povera e nasce dai pescatori di Genova. È il brillante risultato dalla fusione di due squadre: l’Andrea Doria e la Sampierdarenese che, oltre al nome, hanno fuso anche i loro colori sociali dando vita ad una divisa alquanto originale: una maglia blu inframezzata da due strisce bianche, una rossa e una nera, con lo stemma di Genova al centro; e lo stemma della Sampdoria raffigura una silhouette di un pescatore stilizzato. Un vero e proprio capolavoro.

Il Grifone

Il Genoa è il club più longevo tra quelli in attività. Fu fondato da un gruppo di inglesi che, avendo intuito le potenzialità di interesse per Genova con l’apertura del Canale di Suez, capirono fin da subito che in Italia uno sport come il calcio poteva avere la stessa notorietà che in quel tempo apparteneva all’Inghilterra.

Il Genoa, peraltro, è la prima squadra in assoluto ad aver vinto uno scudetto, nel 1898.

Il Derby della Lanterna

Stadio Marassi derby della Lanterna - Riserva di Lusso

La “Lanterna” è l’imponente faro del porto di Genova diventato simbolo della città. È semplicemente da questo simbolo che l’incontro tra Sampdoria e Genoa è chiamato Derby della Lanterna.

Si tratta di uno dei derby più antichi d’Italia (il primo giocatosi il 3 Novembre 1946) sommo di episodi e ricco di ricordi indelebili, tanto da entrare nella chart dei derby più “sentiti” italiani. Spettacolo di colori per tutto il Ferraris, si gioca non solo in campo ma anche dalle tifoserie, dalla gradinata Nord del Genoa, all’opposta Sud della Samp.

Nel corso della sua storia, il Derby ha visto nettamente vittoriosa la fazione doriana con all’attivo ben 42 vittorie sui rivali genoani, che l’hanno spuntata soltanto 29 volte. Ed essendo una delle partite caratterizzate dallo spettacolo sia dentro che fuori lo stadio, non sono potuti mancare episodi destinati a diventare storia, presente e futuro del calcio. I suddetti sono molteplici, infiniti; noi siamo qui per ricordarne alcuni …

Derby della Lanterna: gli episodi

Come dimenticare il derby di andata della stagione 2012/2013. Entrambe le squadre non navigano in acque tranquille: sono piazzate piuttosto male in classifica con un terzultimo e quartultimo posto. Attacco da paura per il Genoa: Borriello-Immobile, in panchina Mister Delneri. Ma ad aver l’intuito del mito è Mister Ciro Ferrara, allenatore della Samp che lancia in campo un giovanissimo Mauro Icardi. Continui ribaltamenti di fronte piazzano il risultato sul 2-1 per i blucerchiati con i gol di Poli, Immobile e l’autogol di Bovo. Ma la storia la fa un ragazzo argentino a 2 primi dalla fine: Maurito Icardi sigla il gol del definitivo 3-1 segnando il primo gol in serie A, al debutto, in una situazione di classifica precaria, in un derby prestigioso come quello di Genova. Il gol giusto, al momento giusto. Un bel biglietto da visita.

È vero, il Genoa si è aggiudicato il derby poche volte rispetto alla Samp, ma quando è successo, lo ha fatto in maniera spettacolare: torniamo a 10 anni fa, al maggio del 2009, il Genoa di Gasperini è quinto in classifica e tutti sognano l’impresa di una qualificazione alla coppa più prestigiosa di sempre: la Champions League. Il derby si rivela essere una partita nervosa con tre giocatori espulsi, ma a cantare l’epopea calcistica è El Principe Diego Milito, che segna una favolosa tripletta, diventando così il primo giocatore della storia del derby di Genova a siglarla.

Altro derby degno di nota è quello del 17 febbraio 2008, quando la Samp aveva il suo “TAV” personale nel nome di Christian Maggio. Il giocatore, fischiato dai tifosi perché non riesce a sfruttare molteplici occasioni in zona gol, diventa eroe a pochi minuti dalla fine segnando il gol della vittoria, su azione meravigliosa e assist di Antonio Cassano, siglando così lo 0-1 finale.

E proprio Antonio Cassano è l’assoluto protagonista del derby dell’11 Aprile 2010. All’apice della sua carriera, Fantantonio è uno degli interpreti di spicco, insieme al suo compagno d’attacco Giampaolo Pazzini, di una Samp qualificata ai preliminari di Champions League: un’impresa che sa di stoico. In quella partita, Antonio, oltre allo spettacolo (ormai risaputo) e la poesia offerti coi suoi piedi, delizia i tifosi anche con la testa. Malgrado non fosse “elegantissimo” da questo punto di vista, è proprio con un colpo di testa che porta alla vittoria i blucerchiati sul punteggio finale di 1-0.

Genova, porto storico. Il Ferraris, stadio storico. Il derby della Lanterna, derby storico. La storia è simbiotica al capoluogo ligure. Genova è nel cuore di tutti gli italiani, dal punto di vista calcistico e non (episodi recenti ci danno la conferma). È questo il calcio che ci piace, il calcio che unisce, che appassiona. Il calcio di Genova.

 Siamo nell’era del villaggio globale. Eppure conta ancora il piccolo mondo quotidiano, il panettiere, l’amico bar, i colleghi d’ufficio. Navighiamo e chattiamo, ma è il rapporto con chi abbiamo vicino che cambia il nostro umore.
Ecco perché, un derby così, nel suo piccolo, a Genova, conta di più!
(F. Caressa)

Autore

Classe ’91. Nato ad Andria, città celebre (o forse) per il Castello sulla moneta da 1 cent, giro l’Italia suonando il pianoforte e incidendo anche un album. Completamente infatuato della buona musica e del calcio emozionale e “Brasileiro”. “..mi piace pensare la traiettoria di un calcio di punizione come una lunga scala cromatica che raggiunge l’ottava più alta nel sette”. Ah, sono un infermiere.

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