Una leggenda metropolitana dice che ognuno di noi ha 7 sosia. Che ci si possa credere o meno, la cosa è suggestiva: si possono passare ore ed ore ad immaginarsi in quale angolo di mondo possa essere una persona uguale a noi. Probabilmente sparsi tra i continenti, o tutti nello stesso Stato; nella stessa regione è abbastanza complicato.

Succede, però, che il mondo del calcio riesca a smentirci anche su questa vaga certezza. In Italia, a distanza di 21 anni, sono nati due sosia, due sosia che hanno il pallone da calcio come migliore amico. La cosa particolare è che sono nati ad 80 km di distanza, ma entrambi hanno passato diversi mesi a Brescia, città fondamentale per lo sviluppo calcistico dei due sosia con 21 anni di differenza; un classe ’79 ed un classe ’00, stesso ruolo e stessi capelli, ma generazioni diverse: Andrea Pirlo e Sandro Tonali.

Dicevamo, Brescia: la Leonessa è il punto di partenza della nostra storia. Se Pirlo è nato a 10 minuti dal capoluogo di provincia, Tonali ci è arrivato a 12 anni. Sandro, infatti, nasce a Lodi e cresce calcisticamente nel Lombardia Uno, una piccola compagine del milanese, prima di essere notato dal Piacenza, che lo acquista nel 2009, quando il nuovo Pirlo aveva solo 9 anni. Tre anni dopo arriva la svolta: degli osservatori del Brescia lo notano ad un torneo e Sandro passa in biancazzurro nel 2012. Da allora, Brescia è la sua casa.

Sandro Tonali Brescia e nazionale - Riserva di Lusso

Le storie di Andrea e Sandro al Brescia si intrecciano anche per la competizione in cui hanno brillato maggiormente, il campionato cadetto. La Serie B è stata la vetrina grazie alla quale entrambi hanno saputo mostrarsi al mondo del calcio: nelle prime stagioni da titolari in Serie B ci sono state 17 presenze e due gol per il primo e 19 presenze condite da 2 gol e 2 assist per il secondo; in questa stagione, la seconda in Prima Squadra con il Brescia, Tonali vanta 3 gol e 7 assist in 33 presenze. La parte interessante? Il Brescia, grazie alla vittoria interna contro l’Ascoli, ha ritrovato matematicamente la Serie A dopo 9 anni ed ora si gioca la vittoria del campionato cadetto con il Lecce. La parte ancora più interessante? La squadra allenata da Eugenio Corini è trainata in mezzo al campo da un ragazzino che sembra avere 21 anni in più. Ed invece no, oggi compie 19 anni pur sembrando quel 40enne che ha fatto innamorare milioni di italiani durante tutta la sua carriera, tra filtranti al bacio ed innumerevoli Maledette, le punizioni temute da ogni portiere avversario.

Prendete uno dei suoi 7 assist collezionati in questo campionato e cercate di convincervi che non sia una giocata alla Pirlo: non ce la farete. Sembra paradossale, ma è come entrare in una macchina del tempo; così la maglia azzurra diventa rossonera e bomber Donnarumma (nel 90% dei casi colui che trasforma in gol gli assist di Sandro) diventa Pippo Inzaghi o, seguendo la parabola bianconera di Andrea Pirlo, Donnarumma diventa Carlos Tevez.

L’anedetto più particolare che riguarda l’oggi 19enne lodigiano risponde alla domanda “Ma chi è l’idolo di Sandro Tonali?”. Tutti si aspetterebbero una risposta ovvia: ha vinto due Champions League ed un Mondiale, ha giocato nel Milan.. è Gennaro Gattuso. Gennaro Gattuso? Ma come, non era il sosia di Pirlo?

Io simile ad Andrea Pirlo? Secondo me no: mi ispiravo a Pirlo ma non mi sono mai rivisto in lui, se non nel modo di portare i capelli. Mi sono sempre ispirato a Gennaro Gattuso, per la sua cattiveria e per quello che metteva in campo.

Nella sua casa a Brescia, ci immaginiamo che il regalo di compleanno sia arrivato con diversi mesi di anticipo. Non sono vestiti, non lo ha portato un corriere né arriva dalla sua famiglia: il regalo di compleanno migliore che potesse capitare a Sandro Tonali è arrivato il 9 novembre 2018. Squilla il telefono, il numero è sconosciuto. Dito sul verde, “pronto, chi parla?”. Risponde Roberto Mancini, che lo convoca per la prima volta con la Nazionale maggiore.

L’azzurro e Tonali: un bel connubio, senza alcun dubbio. 7 anni nel Brescia, 3 presenze tra Under-19 ed Under-21 ed ora la convocazione con i grandi, la prima di molte.Sandro Tonali Brescia e nazionale - Riserva di Lusso

Forse, però (non me ne vogliano i tifosi bresciani), è il caso di provare a vedere se indosso a Sandro stanno bene anche altri colori. Sul finire dello scorso anno, Sandro ha affermato di avere un unico obiettivo:

Voglio vincere – ha detto il numero 4 del Brescia col cuore rossonero – che sia in Italia o all’estero non importa.

Dopo sole due stagioni da professionista, Tonali ha già dimostrato di avere le carte in regola per amministrare il gioco di una grande squadra, un po’ come ha sempre fatto il suo sosia. Per conoscere quale colore amerà durante la sua carriera, non resta che aspettare.

Nel frattempo una cosa è certa: il futuro del centrocampo italiano era già raggiante con i vari Sensi, Jorginho e Verratti. Da Brescia, però, risuonano i cori per Sandro Tonali, ennesima giovane stella prodotta dalla Leonessa (Pep Guardiola, Marek Hamsik o il solito Pirlo vi dicono qualcosa?), che oggi entra nel suo ultimo anno da teenager.

Buon compleanno ad un talento purissimo, con l’augurio che possa ripercorrere la carriera di Gattuso seguendo le orme di Pirlo. Auguri a Sandro Tonali, il Professore venuto 21 anni dopo.

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Autore

Classe 2000. Il classico nome romano per un pavese di origini calabresi; geografia a parte, aspira a guadagnarsi da vivere raccontando le storie degli sport che ama, dal calcio al basket. È destinato a soffrire: tifa Inter.

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