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Abbassate pure le armi, è solo una provocazione. Ronaldo resta importante persino per una Juventus con la panchina lunga come la bacheca del penta pallone d’oro. Però…

Però i segnali iniziano a sommarsi. Ronaldo viene sostituito a Mosca: la Juventus riesce a imporsi di misura sulla Lokomotiv; Ronaldo viene sostituito in casa con il Milan: proprio il subentrato risolve la partita. Sono indizi che non possono fare una prova, se non che Ronaldo è fuori forma in questo momento.

Esser rimpiazzato per due gare di fila, per uno che (almeno in Champions) non vedeva gli spogliatoi prima del 90’ dal 2016, deve pesare. E non poco. Figuriamoci a uno come Ronaldo, calciatore dal talento smisurato proprio come il suo ego.

Palmarès (passato) e momento di forma (presente) restano due cose da separare. Quando Sarri sostituisce Ronaldo, non toglie dal campo 5 Champions e altrettanti palloni d’oro, oltre a svariati trofei, ma toglie il calciatore poco in forma di oggi. Certo, sostituire Ronaldo significa anche privarsi della possibilità di una giocata sblocca-partita a 2’ dalla fine. Però, finora, le scelte di Sarri hanno portato sempre i loro frutti. E si sa, fin quando un allenatore vince, la ragione è dalla sua parte.

Ps: non c’è passaggio sbagliato, o tiro svirgolato, che tenga testa (in negativo) all’autogoal di lasciare panchina e stadio prima del dovuto. Humildade, Cristiano.

Autore

Classe 2000. Capisce da piccolo di aver più cuore che tecnica: smette con il calcio giocato e passa a teorizzarlo. Oltre a pensare di riempire la pancia, cerca di colmare l’anima vivendo di sport e valori morali, che non gli danno da mangiare ma lo fanno arrivare a posto con sé stesso ai pasti

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