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Ormai si tratta di un’affermazione più che constatata: la scuola nerazzurra di Bergamo continua a produrre giocatori d’alto livello, con l’Atalanta che si è consolidata negli ultimi anni come una vera e propria fucina di fuoriclasse. Uno di questi è indubbiamente Robin Gosens, perciò perché non andare alla scoperta di qualche aneddoto su di lui? Ecco a voi 8 curiosità sul tedesco della Dea, come il numero di maglia che fa impazzire il tifo atalantino sulla fascia sinistra.

VAI DIRETTAMENTE A:
1. Schalke 04? Magari
2. Tradizione gasperiniana
3. Terzetti
4. La frecciatina a Löw
5. Poliziotto?
6. Vitesse
7. Miglior tedesco all’estero
8. La sua “pazzia”

1. Gosens e lo Schalke 04

Il laterale mancino nerazzurro nasce il 5 luglio 1994 ad Emmerich am Rhein, una cittadina ad ottanta chilometri di distanza da Gelsenkirchen. Nonostante sia lontano dalla Germania da ormai otto anni, vista la sua maturazione calcistica in Olanda, il suo sogno è quello di tornare a giocare proprio lì, vicino a casa sua.

In un’intervista rilasciata a Bergamo TV, Gosens ha espresso il suo più grande desiderio:

Mi piacerebbe giocare allo Schalke 04 in Bundesliga. Se mi vorranno, io andrò lì, perché è la mia squadra.

2. Tradizione gasperiniana

L’abbiamo detto in precedenza, ma non è nient’altro che un assioma: l’Atalanta produce giocatori validi, specialmente sulle fasce. Hateboer, Castagne e lo stesso Gosens sono i laterali di fiducia nella rosa attuale, ma in passato tutto era affidato ad Andrea Conti, padrone del lato destro del campo.

L’italiano ed il tedesco sono legati da un particolare record: entrambi sono gli unici ad aver siglato almeno 8 gol in stagione sotto la guida di Gian Piero Gasperini. Ciò che meraviglia, però, è che Gosens l’abbia già superato: il mancino ex Heracles Almelo è attualmente a quota 10 marcature.

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I numeri di Gosens aggiornati al 4 luglio 2020 (dalla nostra pagina Instagram)

3. I terzetti di Gosens

Un’altra grande dote di Robin Gosens è quella di masticare un italiano più che discreto, nonostante sia nel nostro Paese da soli tre anni. Poco prima dello stop del campionato, è stato protagonista di un’intervista rilasciata a Dazn, dove ha elencato diversi terzetti per i compagni di squadra: i più divertenti o i più richiamati dal mister, ad esempio.

Gli esiti di questa chiacchierata sono a dir poco sorprendenti:

I più divertenti? Muriel, Ilicic e Hateboer, che non dice mai cose serie… I più bacchettati siamo io ed Hans (ride, ndr). I più bravi a ballare la “Papu Dance” sono i sudamericani: Duvan, Luis e Palomino… Chi corre più di me? Esistono? (ride, ndr). Castagne e Hateboer corrono molto, ma anche De Roon e Freuler. Segnerà più di me solo il nostro tridente: Zapata-Papu-Ilicic.

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Hans Hateboer e Robin Gosens

4. La frecciatina a Löw

Nonostante un ottimo rendimento sul campo, Robin Gosens non ha mai indossato la maglia della Germania, sia in passato che nella Nazionale maggiore. A tal proposito, l’esterno sinistro dell’Atalanta ha lanciato una frecciatina al CT tedesco Joachim Löw:

Adesso mi aspetto che Löw inizi a seguirmi: mi piacerebbe andare al prossimo Europeo, ma per farlo forse devo arrivare alla semifinale di Champions segnando pure dieci gol…

5. Gosens poliziotto?

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La stazza fisica di Robin Gosens

Con questo fisico, il tedesco potrebbe appendere gli scarpini al chiodo ed iniziare un qualsiasi altro tipo di carriera lavorativa. Prima di calcare i palcoscenici calcistici internazionali, però, era proprio questa la sua intenzione: il calcio era solo una passione, perché Gosens voleva diventare un poliziotto.

Sempre a Bergamo TV, il tedesco ha dichiarato:

In Germania esiste un percorso di formazione specifico per entrare in Polizia: stavo intraprendendo proprio quella strada. Poi tutto è cambiato velocemente, sono passato da una piccola realtà all’Atalanta…

6. Vitesse

Nel 2013, quando aveva 19 anni, non era ancora un calciatore professionista. Reduce dalle esperienze nei campionati dilettantistici in patria con le maglie del Bocholt e del VfL Rhede, pensava di abbandonare il sogno calcistico, come detto nella curiosità precedente.

Poi, però, è arrivato il Vitesse, che gli ha cambiato la vita:

Credo che se fossi entrato presto in qualche settore giovanile mi sarei stufato di regole e schemi da seguire: ho sempre cercato di divertirmi giocando a calcio… Dal giorno in cui ho firmato il primo contratto da professionista, però, la mia vita è cambiata: ho sempre sognato di fare il calciatore, ma a 19 anni ho capito che potevo riuscirci.

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Gosens ai tempi del Vitesse

7. Miglior tedesco all’estero

Sta disputando una stagione ad altissimo livello, tant’è che è stato inserito nella formazione ideale della UEFA per l’ultima gara della fase a gironi di Champions League. Pochi giorni prima della ripartenza del campionato di Serie A, inoltre, è stato eletto miglior tedesco che gioca all’estero.

Lo stesso premio, nato da un’iniziativa dell’associazione no-profit “German Football Ambassador”, era stato vinto nella scorsa stagione dall’estremo difensore del Barcellona, ter Stegen. Alle spalle di Gosens, quest’anno, si sono classificati Dzsenifer Marozsán, calciatrice tedesca dell’Olympique Lione, e Toni Kroos, figura chiave del centrocampo del Real Madrid dal 2014.

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Gosens eletto miglior tedesco a giocare fuori dalla Bundesliga

8. La “pazzia” di Gosens

Concludiamo tornando a Bergamo, piazza dov’è definitivamente esploso, consacrandosi come uno degli esterni più ricercati d’Europa. Prima di firmare con i bergamaschi, infatti, Gosens era molto dubbioso; poi, però, una volta incontrata la dirigenza nerazzurra, si è convinto.

Sapevano tutto di me, non potevo rifiutare. Sul volo di ritorno, dissi a mio padre che dovevo fare questa pazzia: Bergamo è una città pazza di calcio.

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Gosens ama Bergamo e Bergamo ama Gosens: innamorati pazzi l’uno dell’altra, sulla strada che conduce a traguardi ancor più impensabili.

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