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Tutto parte dalla Sardegna, terra selvaggia ma accogliente, che non lascia scampo alla tua solitudine, bensì fa di tutto per renderti partecipe alla vita dell’isola. È nella terra dei nuraghi, dei malloreddus e dei Mamuthones che in un piovoso mercoledì di fine gennaio, nel 2010, arriva un belga poliglotta (parla quasi perfettamente l’olandese, l’italiano, il francese e l’inglese) con la grinta che esce fuori dalle orbite.

Dicevamo, poliglotta. Sì, 22 anni prima di approdare a Cagliari, Radja Nainggolan nasce in una delle zone del mondo più multietniche che ci siano, nella capitale delle Fiandre, Anversa; nasce da madre fiamminga e padre batak, una delle tante etnie dell’isola di Sumatra, in Indonesia. Come spesso accade nelle storie di calciatori che “ce la fanno”, esiste un lato oscuro anche nella medaglia di Nainggolan: il padre abbandona la famiglia poco dopo la nascita di Radja, che a causa di questo allontanamento maturerà un profondo disprezzo nei confronti dell’Indonesia. Capirà che la sua terra d’origine non aveva colpe solo nel 2013, quando visita per la prima volta il Paese asiatico: strano, un ninja che visita l’Asia per la prima volta a 25 anni.

Radja Nainggolan riserva di lusso cagliari

Dopo essere nato calcisticamente nella sua città natale (dove inizia a giocare assieme alla sorella Riana, oggi giocatrice di calcio a 5), si trasferisce nel Bel paese, ma non ancora nell’isola dei quattro mori. Ancora minorenne, viene notato dal Piacenza, squadra nella quale imparerà l’italiano e gli italiani impareranno a conoscerlo: con la maglia dei Lupi biancorossi gioca 71 partite segnando 4 reti: non ha ancora incontrato chi lo farà giocare dietro alla punta.. vero mister Spalletti?

La sua avventura al confine con la Lombardia termina quando avviene il reclutamento dei ninja. Ma no, cosa avete capito? Niente Asia, niente Giappone: Radja diventa il Ninja a partire da quel piovoso mercoledì di cui parlavamo prima. I ninja nipponici solitamente attaccano con le Ninja-to, ossia le loro spade, oppure con i rinomati shuriken, i piccoli pugnali nascosti nei palmi delle mani. No, l’arma segreta di Radja sono i missili terra-aria che partono dal suo piede destro e che, spesso, si insaccano nella rete avversaria. Centrocampista duttile, bravo sia in regia che nella trequarti, si è guadagnato il soprannome da guerriero proprio negli anni di Cagliari, dove la sua propensione al gol e la sua aggressività lo rendevano un vero e proprio combattente.

È l’inizio del 2014: tutti lo vogliono, dalle big d’Europa alla capolista Juventus. Alla fine si accasa alla Roma, dove il Ninja ottiene la consacrazione definitiva: diventa il pupillo di Spalletti, che oggi lo allena all’Inter. In 155 partite segna 28 gol, alcuni dei quali pesantissimi, come il bolide da 25 metri contro la Lazio nel derby del dicembre 2016. Nel frattempo, agli Europei francesi del 2016 fa di tutto per portare avanti il suo Belgio, ma la cavalcata dei Diavoli rossi si interrompe ai quarti di finale contro il Galles di Bale, che vince 3 a 1: indovinate chi ha segnato quell’1? Il Ninja, questione di abitudine.

Tutto sembra andare per il meglio, ma dicevamo che ogni medaglia ha due facce; con il passare del tempo emergono sempre più i vizi di Radja: prima le sigarette, poi l’alcol ed infine il famoso video di Capodanno 2018, dove saltano fuori anche delle bestemmie. La Roma non ci sta, è stufa della mancanza di disciplina del suo fuoriclasse; così, il primo luglio 2018 l’Inter lo annuncia con un video rocambolesco: Nainggolan (ovviamente in tenuta da ninja) fa parkour sullo sfondo della città meneghina, dai quartieri popolari allo skyline sul Duomo: il Ninja è pronto a conquistare Milano.

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Nainggolan passa in nerazzurro per una cifra complessiva di 38 milioni di euro, inclusi i cartellini di Davide Santon e Nicolò Zaniolo, che si rivelerà un discreto rimpianto in corso Vittorio Emanuele. Prende la numero 14 poiché la sua amata 4 è sacra nella Milano nerazzurra e sembra soddisfatto di ritrovare Spalletti, che si è inventato il Nainggolan trequartista che tanto ha fatto godere i tifosi della Lupa, a Roma.

Dopo aver passato un’estate tormentata per la mancata convocazione ai Mondiali (seguita dall’addio alla Nazionale belga), Radja inizia la sua avventura in nerazzurro con un gol, il parziale 1 a 0 contro il Bologna, con l’inchino che sa di “eccomi qua, mi aspettavate?”. La stagione del Ninja, però, è tutt’altro che entusiasmante: si ferma quattro volte, per un totale di 82 giorni ai box. Il peggiore dei quattro infortuni è quello al polpaccio, che lo costringe a saltare il mese di marzo e, di conseguenza, gli ottavi di finale di Europa League contro l’Eintracht di Jovic, che butta fuori dalle competizioni europee i nerazzurri. L’obiettivo Champions non è ancora raggiunto del tutto e servirà un Ninja in più ai nerazzurri, quel guerriero che è mancato in mezzo al campo, quel guerriero che ai tempi di Cagliari faceva paura anche ai giganti Mamuthones e che a Roma faceva un baffo alla Lupa.

Oggi il Nainggolan compie 31 anni, ma non farà feste ad Anversa, a Cagliari o a Milano. Il suo regalo di compleanno ideale è una vittoria ad Udine, chissà, magari con un suo gol. Che agisca da mezzala, da mediano o da supporto alle punte poco importa: Radja vuole colpire con i suoi shuriken, i suoi missili inaspettati da fuori area.

D’altronde, come dice Liam Neeson (nelle vesti di Henri Ducard) in Batman Begins:

Il ninja sa che l’invisibilità è una questione di pazienza e di agilità.

Quindi non resta che aspettarlo, perché prima o poi tornerà letale come prima. Con la speranza che si faccia un regalo che sappia di gol, auguri a Radja Nainggolan, il Ninja atipico.

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Autore

Classe 2000. Il classico nome romano per un pavese di origini calabresi; geografia a parte, aspira a guadagnarsi da vivere raccontando le storie degli sport che ama, dal calcio al basket. È destinato a soffrire: tifa Inter.

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