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A 19 anni, ordinariamente, inizia una nuova vita: nuovo corso di studi, nuove abitudini, nuove amicizie e nuovi amori. Per un ragazzino di Stockport, cittadina a circa 200 miglia da Londra, però, è tutto diverso da un po’: per Phil Foden l’ordinarietà è terminata ancor prima di diventare a tutti gli effetti un adulto, in un martedì di fine novembre 2017.phil foden riserva di lussoÈ il 75esimo minuto e i 43.548 dell’Etihad Stadium rimangono a bocca aperta: Pep l’ha fatto ancora, ha tirato fuori Yaya Tourè con il risultato bloccato sullo 0-0. Sì, ma Pep ha fatto ancora un’altra cosa, decisamente più importante: ha buttato nella mischia il prodotto dell’Academy, quel ragazzo di Stockport che tanto stona con la campagne acquisti milionarie della famiglia Mansour. Eppure è bravino quel ragazzo.

Tutto un po’ meno facile

Passa il tempo e le giovanili degli Sky Blues sono solo un lontano ricordo: è talmente focalizzato sul successo della prima squadra che Guardiola gli dà spazio anche in Premier, nonostante l’inseguimento delle rivali. E lui come risponde? Beh, alla seconda presenza in campionato serve il primo assist, un semplice passaggio per una bomba da fuori del Kun Aguero. Sì, semplice, ma se hai 17 anni e giochi con i principali candidati al titolo, il tutto diventa un po’ meno facile di quanto possa apparire agli occhi dei più. Ah, come dimenticare: come regalo per i 18 anni arrivano una Premier League ed una EFL Cup, i primi trofei nella sua avventura targata City.

Passano i mesi, ma quel cambio d’abitudini di cui vi abbiamo parlato in apertura non arriva: ormai Phil è legato a quei colori e Guardiola non ha intenzione di privarsi di un altro talento cristallino dopo la malsana gestione del caso Sancho. Dicevamo, non cambia nulla, se non la qualità mostrata in campo. Quella aumenta, com’è naturale che sia: in 26 partite arrivano 7 gol e 2 assist. Cambio di qualità.

Ruggito del Leone

Forse ci stiamo dimenticando qualcosa. L’euforia per l’essere progressivamente diventato parte integrante dei Citizens, ovviamente, c’è ed è tangibile, ma Phil, come tutti i ragazzi inglesi della sua età, non ha mai smesso di sognare una evento in particolare: chi non vorrebbe cantare a squarciagola “God save the Queen” con la maglia dei Three Lions? Riesce anche in questo, e sarebbe strano il contrario.

phil foden riserva di lusso

Ci riesce discretamente, seppur non ancora in Nazionale maggiore, chiuso dall’altro wonderkid del calcio di sua maestà Elisabetta II, quel Mason Mount entrato nel cuore dei tifosi Blues. Però ce l’ha fatta, ed anche bene: nell’ultima gara di qualificazione agli Europei U21 di Ungheria e Slovenia, ha fatto fuori da solo il Kosovo, prima con un appoggio a porta sguarnita e poi con un destro ben calibrato.

Orgoglio di papà Pep

Nelle ultime ore, però, il nome di Phil Foden sta incontrando sempre più amanti del calcio, il tutto grazie alle parole di padrino Pep, follemente innamorato del suo numero 47:

Non gli abbiamo offerto un nuovo contratto per caso, è l’unico giocatore che non può essere venduto, neanche per 500 milioni di euro. Non va da nessuna parte, Phil è il City. Quando David Silva se ne andrà, sappiamo già esattamente chi sarà il nostro nuovo mago. È cresciuto con noi ed è destinato a fare una carriera brillante. Una cosa è certa: Foden ha un posto assicurato nella nostra prima squadra.

phil foden riserva di lussoParole importanti, visti gli innumerabili fuoriclasse su cui Guardiola può contare nel suo City. Eppure, il prescelto è Phil, quel ragazzino entrato a soli 8 anni nel settore giovanile del Blue Moon e che si è tatuato addosso il biancoceleste. “Foot of sugar” è pronto a prendersi Manchester a suon di prelibatezze con quel sinistro fatato. Non ci resta che godere dello spettacolo.

Phil Foden ed il Manchester City: the show must go on.Shop riserva di lusso

Autore

Classe 2000. Il classico nome romano per un pavese di origini calabresi; geografia a parte, aspira a guadagnarsi da vivere raccontando le storie degli sport che ama, dal calcio al basket. È destinato a soffrire: tifa Inter.

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