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Un legame indissolubile con i colori rossoneri, i Maldini fanno parte della storia del Milan e del calcio italiano. In attesa di scoprire cosa saprà fare Daniel, ripercorriamo la vita di una delle figure più influenti del panorama nostrano.

paolo maldini nasce a genitori
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È il 26 giugno del 1968 e mentre papà Cesare è intento ad avviare la sua carriera da collaboratore tecnico del Milan, nasce Paolo. È l’anno del cambiamento anche in famiglia: dopo tre femmine, è il primo maschio e sarà l’unico a seguire le orme del padre. Triestini d’origine, Milanesi di fatto. La famiglia si è stabilità nel capoluogo lombardo dopo la militanza di papà Cesare. Lì le prime partitelle in strada fino, i primi calci e l’entrata nelle giovanili del Milan.

paolo maldini esordio serie a milan udinese
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Nel settembre del 1978 sostiene un provino con il Milan: i cancelli di Milanello si aprono. Il 20 gennaio 1985, con Mauro Tassotti assente e l’infortunio di Sergio Battistini, Paolo esordisce a soli 16 anni. In Friuli, contro l’Udinese e da terzino destro: una prestazione solida e matura che accende i riflettori su di lui.

cuore di drago presenze milan record
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La stagione seguente è quella della sua consacrazione. Niels Liedholm lo promuove titolare, lo schiera a sinistra e gli regala 40 presenza fra campionato e coppe. Da lì non si fermerà più: 26 stagioni, 902 presenze con i colori rossoneri e tanti trofei da non contenerli in una stanza.

paolo maldini capitano fascia baresi milan
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È il 1997 e il Milan è costretto a salutare il comandante della difesa: Franco Baresi. Il testimone e la fascia passano a Paolo, ormai cresciuto e consolidatosi come top player. Se prima non c’erano dubbi, dopo la promozione a capitano si capisce già come andrà a finire. Una sola maglia per tutta la carriera, due colori da difendere (nel vero senso della parola) con i denti e il cuore.

cuore di drago ritiro calcio milan
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Una settimana dopo la sterile quanto deleteria contestazione degli ultrà, Paolo Maldini lascia il calcio. È il 31 maggio 2009 e il capitano chiude con una vittoria. Un saluto che porterà sempre dietro dell’amarezza per come sono andate le cose: la sconfitta in casa alla penultima giornata, i tifosi che cominciano a uscire pensando solo ai risultati e i fischi di una piccola fetta della curva.

paolo maldini trofei milan palmares
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L’addio non sarà stato dei migliori, ma la carriera sì. 7 campionati italiani, 5 supercoppe, una coppa italia, una coppa del mondo per club, 5 supercoppe UEFA, 2 coppe intercontinentali e 5 (sì non è un refuso) Champions League. Con quella di Atene che ancora non è stata digerita.

Una carriera da sogno, vittorie che solo pochi nella storia ultracentenaria del calcio possono vantare e la fortuna di aver condiviso lo spogliatoio con veri e propri innovatori del gioco. Il tutto, ovviamente, da protagonista assoluto:

Se da bambino mi fossi scritto una storia, la storia più bella che mi potessi immaginare, l’avrei scritta come effettivamente mi sta accadendo.

cuore di drago nazionale capitano
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Con gli azzurri la storia non cambia: capitano per 8 anni e 126 presenze totali. Purtroppo, però, non riuscirà mai ad alzare un trofeo. La finale dei mondiali persa nel 1994 nega questa gioia a Paolo che non sarà presente nel fantastico gruppo di Germania 2006.

Le critiche dopo un suo errore contro la Corea nel 2002 hanno portato Maldini a prendere una decisione irremovibile: mai più in nazionale. E così fece…

paolo maldini miami fc
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Appese le scarpe al chiodo e dopo un’uscita dalle scene per circa 5 anni, Maldini torna sotto i riflettori: nel 2015 nasce il Miami FC, squadra che muove i primi passi nella seconda divisione americana. Un anno più tardi la squadra fa il suo primo storico debutto e in panchina siede l’amico nonché ex compagno Alessandro Nesta.

Al secondo anno di “vita”, Nesta chiude in prima posizione nella regular season ma viene eliminato ai playoff dai New York Cosmos.

paolo maldini dirigente milan
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Nel 2018 torna a Milanello da dirigente. Il 14 giugno 2019 viene nominato Direttore Tecnico. In un momento di estrema difficoltà nella storia rossonera, le decisioni sono ancora più difficili da prendere. Sin qui, infatti, l’avventura del capitano non ha portato ottimi risultati, ma solo momenti di tensione: la separazione con Gattuso, l’erronea scelta Giampaolo, le divergenze con Boban e un campionato disastroso.

Riuscirà a riempire la sua bacheca da dirigente?

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