Il 2 Luglio 1999 nasce Nicolò Zaniolo, ad Agosto 2016 la sua carriera sembra infrangersi contro il primo grande scoglio. La Fiorentina, squadra in cui è cresciuto e maturato, lo taglia fuori. Non viene giudicato pronto, la società vira su altri profili e Nicolò, a soli 17 anni, si vede escluso da quello che fino a quel momento era stato il suo mondo.

Su consiglio del padre, ex giocatore, riparte da casa: firma per l’Entella in Serie B. In Liguria, la terra di famiglia, si respira un’aria diversa, sana, c’è tempo per crescere lontano dai grandi palcoscenici e tirare un po’ il freno. Il suo anno a Chiavari non sarà esaltante, ma decisivo per essere notato dall’Inter: saranno 2 i milioni spesi per assicurarsi le prestazioni del ragazzo. Una cifra importante e una grandissima occasione da sfruttare. Nel campionato primavera, da centrocampista, si erge a uomo in più, capace di fare la differenza a suon di gol: saranno 14 a fine stagione. Nell’Inter di Spalletti, però, non c’è né spazio né tempo per dargli una chanche.

Principino di Roma

I nerazzurri cercano un uomo d’esperienza, la Roma la “furbata”. Per un Nainggolan avanti con l’età e non al top fisicamente che va, un giovanissimo Zaniolo che viene. L’acquisto, ovviamente, passa in sordina a livello mediatico, ma non a Trigoria. No, sembra voluto e mirato. Monchi se ne innamora, Di Francesco, complici gli infortuni, capisce che il ragazzo può fare grandi cose: tecnicamente è forte, trova con facilità il gol e i suoi 190 centimetri si possono rivelare un mismatch importante contro tanti avversari.

Come un fulmine a ciel sereno, ecco che viene gettato in pasto ai leoni dal primo minuto: Zaniolo fa il suo esordio con la Roma al Bernabeu,  in uno dei templi del calcio,  contro gli Dei  dello stesso in una bolgia assordante. L’umano Nicolò lotta dimostrando di tenere botta contro tutti, ma l’andamento generale finisce per travolgerlo e macchiarne la prestazione. A fine partita, Mr. Di Francesco, si dirà soddisfatto e convinto della sua scelta ai microfoni di SkySport24:

Vedo delle qualità importanti in lui, questa sera ha alternato cose buone ad altre meno buone. Ritengo che non c’era partita migliore di questa per far giocare i ragazzi, Zaniolo ha fatto una buona partita anche considerando il contesto della gara

Il nuovo che avanza

Prima la Champions, poi la Serie A e infine il gol contro il Sassuolo: i primi mesi con la maglia della Roma sono stati un vortice di emozioni e traguardi tagliati. L’agosto 2016 diventa un vecchio e lontano ricordo, a Chiavari festeggiano mentre sull’asse Milano-Firenze si sprecano gli anti-acidi. Il rendimento di Nicolò continua a migliorare, fino a toccare il suo punto massimo nella notte di Roma-Porto, davanti  ai circa 50mila calienti cuori giallorossi. A difendere la porta degli ospiti c’è Iker Casillas, secondo miglior portiere di sempre e giocatore con più presenze in Champions League.

Una leggenda vivente, ex capitano del Real e campione del mondo. La partita è subito spumeggiante, il calcio verticale di Di Francesco prende di sorpresa i portoghesi e Dzeko ha la prima vera, grande occasione: mette a sedere un difensore e, da due passi, lascia partire una fucilata che si stampa sul palo. Nel secondo tempo cambia tutto.  A sbloccarla, a trafiggere l’invalicabile Iker ci pensa il ragazzo con la 22: cross dentro, Dzeko la tocca, Zaniolo la lascia scorrere e tira con la punta per prendere contro tempo il portiere spagnolo. La genialata sblocca il risultato, fa esplodere l’Olimpico e porta la Roma avanti. 6 minuti di gioco e ci risiamo: Dzeko lascia andare il destro dai 20 metri, la palla impatta sul palo e finisce sul sinistro di Nicolò. Tap-in facile facile, doppietta e Iker battuto ancora.

Una serata magica che, purtroppo, coincide anche con l’inizio del declino giallorosso: da lì in poi la stagione sarà un continuum di delusioni e sconfitte contornate dal cambio d’allenatore e  dalla conseguente tanta, troppa panchina per l’ex Entella. L’addio di Totti e De Rossi, il caos tifosi-società e una rosa ancora in via di costruzione. Lo stesso destino di Zaniolo è in dubbio, con Paratici pronto a piazzare il colpo.

Il figliol prodigo ha lasciato il segno nella capitale, rappresentando l’unica dolce melodia di uno spartito tragico. Dalle 7 partite in B alle magiche notti di Champions, Zaniolo ha bruciato tutte le tappe in poco meno di due anni. E oggi ci troviamo a fargli auguri per i suoi venti anni, per la sua carriera futura e per le sue scelte: niente più Fiorentina o Inter, il talento va tutelato.

 

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