Quella volta che l’oratorio era chiuso, abbiamo scavalcato, acceso le luci e abbiamo giocato. Il prete pensava che stessero rubando in chiesa e ha chiamato i carabinieri. Qualcuno dei miei amici è riuscito a scappare, a me per sfiga mi hanno beccato. Mamma mi ha fatto il culo ed è finita lì.

Storie di calcio e periferie (del mondo e non) che si incrociano. Quando lungo una rotta che porta dalla Costa D’Avorio all’Italia arriva nel nostro calcio un ragazzino da record.

Moise Kean è italianissimo, nato a Vercelli il 28 febbraio 2000 si distingue dai suoi compagni solamente per un colore, quello della pelle, che però non gli impedisce di essere e sentirsi figlio del Bel Paese. In un periodo in cui la diversità non è più ricchezza ma muro. Da ergere e fortificare.

Tra i tuoi ricordi di bambino, qual è il primo che ti viene in mente? – chiede Fabrizio Salvio in un’intervista per SportWeek – Le partite per strada e in oratorio ad Asti, dove sono nato. In strada usavamo le auto come pali delle porte. Ne abbiamo fatte, di ammaccature. In oratorio andavamo la domenica. C’erano i peruviani, i marocchini. Facevamo le partite delle nazionali: Italia contro le altre. Avevamo un “don” molto paziente: lasciava aperto fino a mezzanotte, quando finalmente decidevamo di smettere.

La nostra sorpresa della settimana porta il nome dell’enfant prodige juventino, cresciuto calcisticamente nel Torino ma finito presto sotto l’ala protettrice della Vecchia Signora.

Moise Kean dopo aver segnato contro il Bologna il primo gol in Serie A. Primo classe 2000 a segnare in uno dei massimi campionati europei.

Il 19 novembre 2016 esordio in Seria A e primo millenial a mettere le mani sul nostro campionato, pochi giorni dopo Allegri gli regala la gioia di calcare i prati della Champions League, e il 27 maggio 2017 arriva anche la prima rete tra i grandi, nel nostro massimo campionato, che gli regala oltre al record di primo giocatore del 2000 ad aver realizzato un gol in Serie A, anche la gioia di essere stato il primo tra i cinque maggiori campionati europei.

Parlare di un predestinato forse è un’idea precoce, però Moise si è già conquistato un posto in nazionale maggiore e sembra ben intenzionato ad essere, da qui ai prossimi anni, il vero punto di riferimento del nostro calcio.

Grande fan di Mario Balotelli, ha dichiarato di prenderlo a modello anche per non ripetere i suoi errori.

Vai Kean.
Ti aspettiamo.

 

—————————————————
PER NON PERDERE NESSUNA NOSTRA
INIZIATIVA O ARTICOLO
CLICCA QUI E UNISCITI
AL NOSTRO CANALE TELEGRAM!
—————————————————
GIOCA CON NOI A:
INDOVINA IL GOL
TITOLARE O RISERVA? (da merc)
—————————————————

Autore

Cresciuto a suon di pizza, calcio e fogli sparsi sulla scrivania. Amo in egual misura il rumore delle dita che battono sulla tastiera e il turno infrasettimanale, il boato allo stadio dopo un gol e il tè a casa durante gli anticipi delle 18.

Lascia un commento

Top