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Abbiamo avuto modo di raccontare il suo percorso verso il Paradiso calcistico, con la testa rivolta sempre alla Mecca. Oggi invece, scopriamo 11 (come il suo numero dalle parti di Anfield) curiosità sul suo conto: tutti in sella alla sfinge, ecco le migliori curiosità sul Faraone Mohamed Salah.

VAI DIRETTAMENTE A:
1. Inizio in salita
2. Gol da posizione (im)possibile
3. Presidente d’Egitto?
4. Servizio militare
5. Il bacio di Giuda
6. Cuore da Faraone
7. Un matrimonio particolare
8. Dai banchi di scuola… al museo
9. Il rancore per Demba Ba
10. Makka
11. Man of the match? No grazie

1. L’inizio in salita di Salah

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Dei pixel e un giovanissimo Mo Salah

Se si guarda alle spalle, scrutando l’inizio di una carriera già ricca di successi, Mohamed Salah non vede un’oasi nel deserto, anzi. I suoi primi anni alla rincorsa di un campo da calcio, infatti, non sono stati decisamente all’insegna del comfort: per allenarsi, ha dovuto trascorrere 8 ore per cinque giorni a settimana, per quattro anni, su un pullman. 4 ore ad andare e 4 a tornare, per un totale di 10 bus a botta. Coltivare una passione nell’aridità egiziana: fatto.

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(Dalla nostra pagina Instagram)

2. Gol da posizione (im)possibile

È il 58′ di Salisburgo-Liverpool, gara valida per la sesta ed ultima giornata del girone E della Champions League 2019/2020. I campioni in carica hanno sbloccato il risultato un minuto prima, con colpo di testa di Naby Keita, ma sanno che lo 0-1 non può far dormire sonni tranquilli.

Su un lancio di Alexander-Arnold, dove la difesa dei padroni di casa va in difficoltà, Salah riesce a trovare il raddoppio, da una posizione ai limiti del possibile.

Il post-partita, neanche a dirlo, è tutto per lui, con gli elogi di Henderson e Robertson; prima, il capitano inglese dice:

Non riesco a credere che sia riuscito a segnare da quell’angolazione: è stato un gol magnifico.

Poi, è il turno del terzino sinistro scozzese, ai microfoni di BT Sport al triplice fischio dell’arbitro Makkelie:

Ha segnato un gol incredibile: non so come abbia fatto, ma gli vanno fatti i complimenti.

3. Salah presidente d’Egitto?

Il rapporto di Mo con il suo Paese natale è sempre stato idilliaco (nonostante, una piccola frizione, di cui parleremo tra poco), ma evidentemente quest’aggettivo appare fin troppo riduttivo. Nelle elezioni presidenziali del 2018, infatti, il calciatore del Liverpool ha ottenuto 1,76 milioni di voti, pur non essendo, ovviamente, parte della contesa. Se la votazione fosse stata valida, Salah sarebbe arrivato secondo.

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Un terzo candidato?

4. Servizio militare

Dopo i mondiali di Russia 2018, era riuscito a scamparla. Ad aprile, però, si è dovuto chinare agli ordini giunti dalla patria: Heung-Min Son ha dovuto effettuare tre settimane di servizio militare in Corea del Sud. Il 7 del Tottenham, però, non è stato l’unico calciatore ad aver indossato il mimetico.

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Salah versione soldato

Lo riconoscete? Anche Salah, nel 2014, è dovuto tornare in Egitto per svolgere un anno di servizio militare. La sua avventura in patria, però, non è durata a lungo: il primo ministro egiziano gli ha permesso di sottrarsi all’obbligo del servizio militare, per concentrarsi sulla sua carriera. Mo non l’ha dimenticato, riuscendo a trascinare il suo Egitto ai mondiali in Russia.

5. Bacio di Giuda

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Il bacio incriminato

La frizione di cui sopra ha due volti, un palco ed una premiazione: si tratta della consegna del premio come “Miglior giocatore del campionato svizzero nel 2013”, quando ancora vestiva la maglia del Basilea. Raccolto il titolo dalle mani della presentatrice, le ha dato un bacio sulla guancia, scatenando l’ira dei suoi connazionali; la risposta di Mo, però, non si è fatta attendere:

Hanno rovinato la mia gioia concentrandosi solo sul bacio e non sul premio. Ovunque vada, qui in Svizzera, tutti mi vogliono bene; i miei connazionali, invece, mi criticano.

Con il passare del tempo, però, il Faraone ha fatto pace con i suoi sudditi.

6. Salah, cuore da Faraone

In particolare, il perdono è stato ricambiato in una specifica occasione. Mentre giocava una gara in Nazionale, in Egitto, un ladro ha rubato a casa sua; catturato dalle forze dell’ordine, il padre di Salah si era deciso a denunciarlo. Mo, però, riuscì a convincerlo nel perdonarlo; non solo: gli diede anche una discreta somma di denaro e cercò di trovargli un lavoro.

La generosità dell’attaccante del Liverpool non finisce qua: ogni anno fa il possibile per aiutare la comunità di Nagrig, nel Governatorato di Gharbia, villaggio nel quale è cresciuto. Ha fatto costruire una scuola, donato ambulanze ed attrezzatura all’ospedale e ha fondato svariate associazioni per la salvaguardia dei più piccoli. Un campione, dentro e fuori dal campo.

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Un murale di Salah in Egitto

7. Tutti presenti

Dev’esserci un legame decisamente speciale tra Salah ed i suoi compaesani: in occasione del suo matrimonio con l’amore d’infanzia Maggi, nel 2013, Mo ha invitato tutto il suo villaggio, dal primo all’ultimo abitante.

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Il matrimonio di Salah

8. Dai banchi di scuola… al museo

La stima dell’Egitto nei confronti di Mo, però, non si ferma qua: dopo la qualificazione della Nazionale a Russia 2018, infatti, la scuola dove si è diplomato, a Basyoun, è stata intitolata proprio al campione con i capelli ricci.

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La “Mohamed Salah Industrial High School”

Inoltre, l’affetto viaggia anche indietro nei millenni: al British Museum di Londra, nella sezione dedicata all’Antico Egitto, sono esposte le sue scarpe firmate Adidas. L’egittologo Neal Spencer ha commentato così quest’ingresso tra i reperti di una delle civiltà più antiche della storia:

Queste scarpe ci raccontano la storia di un’icona moderna egiziana, che si esibisce nel Regno Unito, e ci aiutano nel nostro recente progetto di acquistare oggetti che raccontino la vita quotidiana nell’Egitto del ventesimo e ventunesimo secolo.

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Le scarpe di Salah esposte al British Museum

9. Il rancore per Demba Ba

27 maggio 2014. Il Liverpool si gioca un importantissimo set-point verso una Premier League che dalle parti di Anfield manca dal 1990; l’avversario? Il Chelsea di José Mourinho, che riesce ad espugnare la casa dei Reds anche grazie ad un errore fortuito di Steven Gerrard, che scivola in mezzo al campo lasciando Demba Ba libero di siglare il vantaggio londinese.

Nel luglio del 2016, quando Salah era ancora alla Roma, l’attaccante senegalese si rompe la tibia sinistra, con l’egiziano che gli augura una pronta guarigione su Twitter; da lì, una scia infinita di messaggi di disprezzo da parte della tifoseria del Liverpool. Mo, però, è riuscito a farsi perdonare.

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10. Makka Salah

Come noto, il numero 11 dei Reds è un musulmano praticante. Lo si denota anche dal nome scelto per la sua primogenita, Makka, in onore della città sacra per la religione islamica.

11. Tutto tuo, James

Mi devo congratulare con James: ha avuto una carriera straordinaria e si merita il premio oggi. Non lo accetterò.

Lo scenario è un Bournemouth-Liverpool 0-4, con la tripletta di Mohamed Salah a coronare la 500esima presenza di James Milner in Premier League. All’egiziano viene consegnato il premio di miglior giocatore in campo, ma non lo accetta: un fuoriclasse si vede anche da gesti del genere.

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James Milner e Mo Salah

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