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Venghino signori, venghino! Siete i benvenuti al Luna Park Mesut Özil, l’unico luogo dove potete scoprire ogni singola briciola della carriera calcistica di un atleta controverso, un vero e proprio pilota di montagne russe. Abituato ai saliscendi, agli alti e bassi, non potrete far altro che godere di questa visita gratuita nel mondo del fantasista turco-tedesco. Ma affrettatevi signori, la giostra sta per partire: godiamoci lo spettacolo.

Se non vivete sotto una roccia e seguite il calcio europeo da un discreto numero di anni, quel volto riuscirete facilmente a riconoscerlo. No, non è Enzo Ferrari, anche se la somiglianza è palpabile. È un ragazzo di Gelsenkirchen, nella zona occidentale dello stato tedesco; lì ci nasce come figlio di un locandiere di origine turca: Mesut, infatti, è turco di terza generazione, in quanto i nonni provengono da Zonguldak e da Devrek, città che costeggiano il Mar Nero. Con la Turchia Mesut ha sempre avuto un rapporto d’amore e d’odio, decisamente assimilabile al percorso delle sue montagne russe.

Gabbia delle scimmie

No, non ci siamo spostati improvvisamente al circo. Rimaniamo a Gelsenkirchen, nel quartiere Bismarck. Qua l’Adidas, verso la fine del secolo, ha finanziato la costruzione di un campo da calcetto per gli immigrati del quartiere, che ammontavano a circa 16000 unità. Tra di essi vi sono papà Mustafa, mamma Gulizar ed il fratello maggiore Mutlu: la famiglia Özil vive qui, ma le condizioni sono quelle che sono. Uno dei periodi storici peggiori della storia della Germania, che con il XX secolo non è mai andata d’accordo: declino nell’apparato industriale tedesco, che causa un elevatissimo innalzamento del tasso di disoccupazione, in maniera particolare per gli immigrati.

È in questo contesto di precarietà che il piccolo Mesut si avvicina al pallone, proprio in quel campo da calcetto targato Adidas. Ci va giorno e notte, con il sole e con la pioggia: semplicemente ama giocare a calcio. La chiamavano “Monkey Cage”, la gabbia delle scimmie. Mesut affina le sue abilità giorno dopo giorno, fino a quando non viene selezionato per la squadra calcistica del suo istituto scolastico. Tutto chiaro, ma Mesut fa le elementari: la selezione era per le scuole medie. Tappe bruciate.

La sua passione per il calcio sta tra l’ossessivo-compulsivo e l’autistico. Ho sempre avuto la sensazione che si portasse la palla anche a letto.

Firmato Joachem Herrmann, il suo primo vero allenatore. Mesut, però, non è un ragazzo facile da istruire sul campo da gioco: è un perfezionista, quindi se incappa in un momento storto il castello di carte che si era abilmente costruito crolla in un men che non si dica. Diciamo che questo vizio non è mai riuscito a perderlo, per la disperazione dei tifosi dell’Arsenal.

Dicevamo, Gelsenkirchen: casa dello Schalke 04, di cui Mesut si innamora fin da piccolo. Sogna di giocare con quella maglia blu, sogna di segnare e servire assist alla Veltins Arena, il più piccolo stadio ad aver mai ospitato una finale di Champions League. Vi sveliamo un’anteprima: ci riuscirà, un po’ come successo a Manuel Neuer e Benedikt Höwedes, suoi coetanei e compagni di squadra ai tempi delle elementari.mesut ozil riserva di lussoLi vedete, lì in basso a sinistra? Con quelle facce da furbi, magari già sapevano dove sarebbero finiti.

La scalata verso la Bundes

Westfalia 04 Gelsenkirchen, DJK Teutonia Schalke, DJK Falke Gelsenkirchen: passa tutte le squadre della città nella speranza di riuscire ad entrare nell’accademia Schalke, ma niente da fare. Così, Mesut si sposta nel Rot-Weiss Essen, club del quale Pelè è membro onorario. Certo, da Gelsenkirchen sono una ventina di kilometri, ma perlomeno riesce ad arrivare fino alla quinta categoria del calcio tedesco.

Era timido e debole, ma arrivato a 25 metri dalla porta tirava delle sassate impressionanti. Inoltre, correva molto velocemente con la palla. Era un vero calciatore di strada: ricordo che una volta abbiamo vinto una partita per 12 a 0. Mesut ha segnato 10 reti… l’allenatore avversario mi prese da parte e disse: “La prossima volta, per favore, lascia il maledetto turco a casa”.

Come si può notare dalle parole del suo suo allenatore ai tempi dell’Essen, Mesut si fa notare, tant’è che neanche 17enne arriva la chiamata di un club. Una squadra importante, una che gioca in Bundes.mesut ozil riserva di lusso

Siamo e rimarremo poveri immigrati, Mesut: devi capirlo.

Gli diceva così il fratello Mutlu, ma si sbagliava di grosso: Mesut non sarebbe più stato un povero immigrato. Non solo, neanche Mutlo lo sarebbe stato, così come mamma e papà. Iniziava una nuova vita.

Dopo una piccolissima parentesi di due partite in Coppa di Lega, Mesut viene aggregato all’Under-19 del club della sua città: è nata una stella, che in stagione sigla 14 reti in 30 gare, riuscendo a portare a casa anche il campionato giovanile. Nelle successive due stagioni in blu, però, qualcosa non riesce ad andare nel verso giusto. Niente fantasia, pochi assist e ancora meno sprazzi di talento: forse è la giovane età e l’inesperienza, forse è solamente il pragmatismo a cui ha sempre abituato i suoi insegnanti che lo blocca.

Ad ogni modo, quello Schalke che aveva così tanto sognato da ragazzino lo lascia da solo, lo lascia per solo 5 milioni di euro. Lo vuole il Werder Brema: Thomas Schaaf si è innamorato di quel turco-tedesco e lo mette al centro del suo progetto tecnico.

Esplosione biancoverde

Detto, fatto: Mesut parte titolare in buona parte del girone di ritorno dopo il suo trasferimento nel mercato di gennaio. Come nell’avventura in blu, però, non brilla. La svolta, però, arriva in estate. Non si sa quale programma di allenamento specializzato abbia seguito, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti al Weserstadion.mesut ozil riserva di lussoIn due stagioni colleziona 53 assist. CINQUANTATRE. Illegale, semplicemente infermabile. Segnatevi qualche chicca:

  • 2-5 in casa del Bayern, con fucilata da fuori di Mesut e due assist del turco-tedesco;
  • Gol da manuale nel 4-0 casalingo al Friburgo;
  • Vendetta contro lo Schalke nella sua penultima gara con la maglia del Werder: gol dopo un dribbling ubriacante ed ennesimo assist.

Tutti sulle sponde del fiume Weser lo adorano: è uno dei talenti più forti nel panorama calcistico europeo, sigla il gol decisivo nella finale di Coppa di Germania contro il Bayer Leverkusen.. Insomma, quel ragazzo è l’idolo della città: la giostra non fa che salire verso l’alto. E non si ferma neanche per scherzo, perchè due giorni dopo Ferragosto 2010 arriva l’offerta irrinunciabile.

Poliglotta

mesut ozil riserva di lussoNiente photoshop, tutto vero: quel ragazzino del quartiere d’immigrati di Gelsenkirchen indossa la maglia del Real sotto la guida del vate Mourinho. Lo Special One era stato chiaro: voleva a tutti i costi Mesut, che non ci pensa due volte a rispondere affermativamente.

Se sei gentile con lui, perderai la sua naturale aggressività. Naturalmente non è un giocatore molto aggressivo, ma se sei duro con lui e dimentichi che ha bisogno di un po’ di attenzione e amore non saprà trovare l’equilibrio.

Josè quell’amore è riuscito sempre a darglielo. Il Mago di Öz, da parte sua, ha sempre ricambiato l’affetto del tecnico di Setúbal, suo immenso estimatore. I numeri lasciano il tempo che trovano, ma l’ex Schalke e Werder Brema si è fatto voler bene dal popolo madridista: 27 gol ed 80 assist (80!) in 159 partite, praticamente un assist ogni due gare. Anche qui, come clienti speciali del nostro Luna Park, vi offriamo qualche chicca:

  • 3 assist nel 2-6 in casa del Siviglia, uno più bello dell’altro;
  • Delizia di tacco per Cristiano Ronaldo contro il Villareal;
  • 3 campionati di fila sopra i 15 assist: nei primi due 19, nell’ultima 16.

Ah, 1 Liga, 1 Copa del Rey ed una Supercoppa di Spagna. La giostra inizia a scendere, però: siamo arrivati alla fermata settembre 2013.

Cadere, rialzarsi.. e cadere di nuovo

mesut ozil riserva di lussoVedete questo sorriso? Stampatevelo bene in testa: è il sorriso della spensieratezza, della consapevolezza di essere il calciatore tedesco più costoso della storia, delle 3 FA Cup e dei 2 Communiny Shield. Bene, siete riusciti a fotografarlo nella vostra mente?mesut ozil riserva di lussoNo signori, non stiamo mentendo: è sempre Mesut, sempre con la stessa maglia, sempre nello stesso stadio. Ma in fin dei conti non è davvero lui, vero? Non può essere lui: nella scorsa stagione solo 3 assist complessivi, cifre che non si vedevano dagli esordi in Bundesliga.

Ci sono altri giocatori che meritano di giocare con l’Arsenal più di Özil: io metto in campo coloro che possono darmi le prestazioni migliori.

Ci mette pochi secondi Unay Emery a far scomparire la figura di quel ragazzino che ha lavorato sodo per arrivare all’elite del calcio europeo. Ma, purtroppo, dice la dura e cruda verità: Mesut non è più lo stesso. Sembra che qualcuno gli abbia improvvisamente rubato il talento, un po’ come successo a diversi campioni NBA in Space Jam.

La sua esperienza ai Gunners è sempre stata un saliscendi di prestazioni all’Emirates Stadium: prima stagione nella norma, seconda deludente, poi exploit che sa di blancos (6 gol e 19 assist nella Premier 15/16) ed infine l’addio di Arsène Wenger. L’allenatore francese era sempre stata la sua ancora di salvataggio, disposto a perdonarlo dopo ogni prestazione deludente e pronto ad esaltarlo al primo lampo di fantasia.

Unay Emery, invece, non gli sta facendo passare un buon 31esimo compleanno: Mesut è ai margini della squadra, senza delucidazioni su quello che sarà il suo destino. Quello che ci si augura è che faccia un salto in quella gabbia delle scimmie, lì dov’è nato tutto: solo guardando al passato può plasmare il suo futuro, nella speranza che le montagne russe ritornino a salire.

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Autore

Classe 2000. Il classico nome romano per un pavese di origini calabresi; geografia a parte, aspira a guadagnarsi da vivere raccontando le storie degli sport che ama, dal calcio al basket. È destinato a soffrire: tifa Inter.

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