Figlio d’arte (il padre è stato terzino nell’Ascoli) e un destino che sembrava già scritto. A soli 14 anni la chiamata dall’Inter e una trafila nei settori giovanili che lo lanciano verso il calcio che conta.

Uno che al suo esordio in Serie A la mette in rete dopo appena 6 minuti, nella stagione 2010/2011, e che alla seconda stagione tra i grandi è in grado di regalare ai suoi tifosi la gioia del gol per ben 13 volte.

Mattia Destro fa parte di quella generazione di giocatori che dopo il mondiale del 2006 c’avevano fatto ben sperare in vista di una nuova ondata di talento.

Il passaggio alla Roma, per una cifra totale di 16 milioni di euro, sembra consacrarlo definitivamente. Nonostante i numerosi problemi fisici infatti Mattia mette la sua firma sul cartellino ben 29 volte in 68 gare disputate con i capitolini, conquistando anche l’ambitissima maglia della nazionale.

Nel gennaio del 2015 il passaggio al Milan, in prestito, che però a fine stagione non lo riscatterà. La Roma decide a questo punto di non tenerlo e, di conseguenza, viene girato in prestito al Bologna con un obbligo di riscatto fissato a 10 milioni.

Mattia Destro, a Bologna per rinascere

Mattia Destro - Riiserva di Lusso - Gol Bologna-Sassuolo 2-1

Quattro anni di alti e bassi, di prestazioni che mettono in luce l’indubbio talento alternate a periodi più o meno lunghi in cui di lui si può ammirare solamente il ricordo di quanto fatto in mezzo al campo.

La nostra sorpresa della settimana porta il suo nome, dopo un gol che ha ridato nuova vita al club bolognese e che arriva in un momento in cui Mattia non stava facendo benissimo, ma in cui non ha mai perso la fiducia del mister e dei suoi compagni di squadra.

È un gol importante, da tre punti, ma la strada è ancora lunga e non dobbiamo assolutamente fermarci. Oggi sono felice perché quando segno lo sono sempre, anche se ho faticato. L’importante è aver vinto, bisogna ripartire da qui, stiamo facendo grandi cose e questa vittoria ne è un chiaro segnale.

Autore

Cresciuto a suon di pizza, calcio e fogli sparsi sulla scrivania. Amo in egual misura il rumore delle dita che battono sulla tastiera e il turno infrasettimanale, il boato allo stadio dopo un gol e il tè a casa durante gli anticipi delle 18.

Lascia un commento