Agosto 2017. L’Inter di Spalletti fa la spesa a centrocampo dalla Fiorentina, acquistando l’esperienza di Borja Valero e, molto più onerosa, quella che un anno e qualche mese più tardi diventerà nota per Interisti (e non) come la “Garra” di Matías Vecino.

Prestazioni molto altalenanti e problemi fisici ricorrenti che non lo hanno mai, nella stagione 2017/2018, visto esprimersi al meglio. Il tutto si sta ripetendo nella stagione 2018/2019, quella in cui l’Inter è tornata a riveder le stelle, anche grazie a lui, all’ultimo respiro. Quest’anno, Vecino è un po’ una Riserva di Lusso, riserva di se stesso tra Garra e sfortuna.

Vecino TT: Tecnica e Tattica…

187 cm di atletismo e forza fisica, che lo rendono un centrocampista di sostanza, in grado anche di avere lo strappo per sfruttare gli spazi e adattarsi a giocare da mezz’ala in un centrocampo a tre. Rapidità ed esplosività, oltre una buona capacità di leggere le situazioni e intuire dove potrebbe andare la palla, lo rendono utile anche in fase di non possesso; Vecino, viste le sue caratteristiche, è perfetto (più di Gagliardini, forse, che risulta un po’ meno esplosivo) per il pressing rapido e alto adottato con sempre più insistenza da Spalletti.

…e Garra

A buona tecnica e intelligenza tattica si unisce la componente che, come accennavo in precedenza, ha reso Vecino l’uomo simbolo dell’Inter delle due stagioni: la Garra. Il carattere dell’uruguagio è stato il simbolo dell’Inter che lo scorso anno, all’ultimo respiro, è riuscita di forza a riprendersi quel posto nella maggiore competizione europea per club che da tanti, troppi anni mancava in Nerazzurro. Una Garra che non significa perfezione, che non permette di dimenticare i tanti errori, le occasioni sprecate (ricordate la sconfitta a San Siro col Sassuolo per 0-1, in una partita che poteva significare accesso diretto in Champions senza rendere letale lo scontro con la Lazio?).

Ma forse, né ora né mai, se l’Inter non fosse caratterizzata dal cardiopalma costante, non sarebbe veramente l’Inter. E meno male che ci son stati e ci sono uomini con la casacca Nerazzurra come Vecino, come Rafinha, come Skriniar. Che quando tutto sembra allontanarsi continuano a spingere. Che come Vecino nel derby contro il Milan, mettono al 90′ un cross in mezzo da una posizione improbabile e in modo improbabile, che si trasforma in gol. “Uomini forti, destini forti” diceva Spalletti, e in tante occasioni ha avuto fortuna ad avere uomini come Vecino tra i suoi.

Vecino segna gol decisivo lazio-inter

Non è tutto perfetto

Non è tutto perfetto, o Vecino non sarebbe finito tra le Riserve di Lusso. Vecino ha portato con sé i problemi fisici dello scorso campionato, e anche quelli tattici. Il risultato è un calciatore ancora incostante, che alterna prestazioni maiuscole e di dominio a centrocampo, ad altre di totale anonimato, il tutto condito da diverse assenze per infortunio. Vecino è un po’ l’ombra di Vecino, e proprio la Garra che lo ha reso probabilmente un punto alto nell’Inter post-Triplete, spesso lo porta a dosare male le energie nei 90 minuti, a correre a vuoto e male, a non rendere efficace il pressing della squadra.

Per Matías è importante che la Garra venga convogliata nel modo migliore, a seconda della fase di partita. Momenti di quiete e momenti di esplosione. Senza dimenticare i momenti da eroe, come i due che hanno fatto impazzire i tifosi nerazzurri tra la scorsa e la corrente stagione: le testate contro la Lazio e contro il Tottenham. Vamos, Matías, l’Inter ha bisogno di te!

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